Due procure sulla Valle del Giovenco e gli affari nel pallone

Alessandro Biancardi

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SABATINO STORNELLI, PRESIDENTE DELLA VALLE DEL GIOVENCO

SABATINO STORNELLI, PRESIDENTE DELLA VALLE DEL GIOVENCO

 * MISTERI SOCIETARI, IL PADRONE INVISIBILE E L'ARRIVO DI DI MARTINO

*UNA SQUADRA, TRE SOCIETA': INVESTIMENTI, GROSSI NOMI, MAGRI INCASSI E SPESE ALLE STELLE

 

L'INCHIESTA. AVEZZANO. Un calcio al pallone… meglio gli affari. Nella Marsica da qualche anno i tifosi dello sport nazionale hanno ben capito che dietro una squadra di calcio ci può essere molto di più. E ce ne sono di cose dietro la facciata della Valle del Giovenco, una squadretta di provincia che però finanziariamente sembra essere una corazzata. E che c’entra la VdG con Finmeccanica, il colosso pubblico-privato controllato in parte dal ministero dell’Economia? E perché il duro pm, Henry John Woodcock, indagando proprio su ipotesi di corruzione e maxiriciclaggio all’interno di Finmeccanica è arrivato ad interessarsi proprio della “squadretta” marsicana?

Tutte domande che al momento non hanno una risposta precisa e dettagliata per il fatto che da anni il sodalizio sportivo è avvolto da misteri ed ha scatenato attenzioni e ire dei tifosi. Ora anche quelle degli inquirenti di Napoli e Pescara che vogliono capire i rapporti tra Vincenzo Berardino Angeloni, ex deputato, imprenditore e mente dell’operazione Valle del Giovenco con Sabatino Stornelli (nella foto) che poi ha rilevato la società, già manager di diverse società della galassia Finmeccanica, tra le quali Selex. I due sono finiti invischiati nell’inchiesta della procura dell’Aquila sul “gruppo Stati” e le accuse dalle quali si devono difendere riguardano anche la società mista Abruzzo Engineering a cui partecipa proprio Finmeccanica con la Selex, appunto.

 Eppure misteri e strabilianti sortite hanno animato la piccola storia di questa avventura sportiva e molto finanziaria che ha attirato persino campioni del calibro di Paolo Rossi o altri nomi ben noti in serie A (i fratelli Bonetti, l’ex arbitro Cinciripini).

5 ANNI E TANTE CRISI DI IDENTITA’

Quella che oggi conosciamo come Vdg, Valle del Giovenco, è in realtà il frutto di una serie di “crisi di identità”, cambiamenti di nome e ragioni sociali che sono passate attraverso la “As Pescina”, poi “Asd Pescina”, poi “Asd Valle Del Giovenco”, poi ancora “Asd Pescina Valle del Giovenco”, “Vdg Avezzano”, sino all’attuale denominazione completa: Pescina Valle del Giovenco srl. I tifosi non facevano in tempo a digerire il nome della loro squadra di calcio che già cambiava fino a trasfigurarsi ed emigrare dalla siloniana Pescina ad Avezzano.

Per anni le vicende hanno tenuto banco sui giornali locali, a tratti nelle colonne di sport, a tratti in quelle di cronaca, ma da subito sono apparse indissolubilmente legate alla politica locale. Delle tortuose vicende si sono occupati con costanza il foglio “Il Martello del Fucino” e Site.it  con decine di articoli firmati da Angelo Venti e Franco Massimo Botticchio nei quali sono contenuti oggi informazioni preziose che tornano d’attualità dopo l’esplosione dell’inchiesta giudiziaria.

Di una crisi della squadra di calcio di Pescina – risalita faticosamente, tra vecchio e nuovo millennio, dalla Seconda categoria alla Promozione sino ad approdare in Eccellenza abruzzese – si è cominciato a sussurrare sin dal 2002. Nel dicembre del 2003 un volantino dell’amministrazione comunale di Pescina, a firma del sindaco e dell’assessore allo sport, «rivolge un sentito appello alla cittadinanza a contribuire, ognuno per le proprie disponibilità, al sostegno di questo Campionato (Eccellenza) che ci deve vedere campioni fino alla fine».

Una richiesta di aiuto finanziario alla cittadinanza che sembrava celare le prime difficoltà economiche e di gestione di allora. La gente però sembrò diffidente. E se c’è una costante nella storia societaria di questa squadra sono le grandi spese a fronte di magrissimi introiti. Soldi che ancora oggi è difficile capire da dove arrivassero. 

UNA PRESENZA COSTANTE: FINMECCANICA

Così sembra che solo la diretta personale esposizione di parte della giunta del Comune di Pescina abbia consentito, nell’annata 2004-2005, di tenere in piedi la baracca sino al termine della stagione. Nel frattempo, le luci della sala consiliare del municipio, a sera, erano sempre accese. Si tentò di salvare il salvabile. Alle riunioni, presenziate dall’allora sindaco Toccarelli e dal già presidente della Comunità montana, Gianfranco Tedeschi, partecipava l’ex onorevole del collegio uninominale della Marsica, Vincenzo Berardino Angeloni, il quale durante la sua esperienza parlamentare (1996-2001) ha girovagato per parecchi gruppi parlamentari (da An all’Udeur) ed è ricordato soprattutto per essere stata la persona che nel 1998 è rimasta con il cerino in mano dell’Avezzano Calcio.

 L’Avezzano sotto la sua direzione fallì improvvisamente quando si trovava tra i professionisti (dove era stato condotto dall’allora sindaco di quella città Mario Spallone e poi da Mauro Gentile) dando vita ad un contenzioso con i creditori durato anni. Chi allora chiedeva quale mestiere esercitasse l’ex onorevole Angeloni (già dentista in Roma, originario di Aielli) si sentiva rispondere che era consulente di Finmeccanica. Nella recente ordinanza del gip di L’Aquila, Billi, è peraltro emerso come Angeloni risulti pregiudicato per falso in atto pubblico e bancarotta fraudolenta.

Sarà una coincidenza ma anche un altro partecipante a quelle riunioni che avevano ad oggetto il salvataggio della squadra di Pescina che sprofondava, Gianfranco Tedeschi (tuttora il maggiore esponente politico dei democratici di sinistra-Pd della Marsica orientale), è stato consigliere di una delle società del mondo Finmeccanica, la Elsag.

A parte la presenza della Telespazio proprio nel mezzo dell’altopiano del Fucino, le coincidenze obbligano più volte ad associare il nome del colosso pubblico-privato Finmeccanica sotto inchiesta per il maxiriciclaggio a questa storia abruzzese, visto che poi il nuovo presidente (nel 2009) sarà Sabatino Stornelli, già presidente di Seicos spa e Selex.

Anzi con cariche anche nelle società: Xait srl, Innovazione  e progetti società consortile per azioni, Marconi Selenia Communications International srl (Msc International srl), Abruzzo Engineering, E-Geos spa, Viasat spa, Dataspazio-Telespazio, Proter Consorzio per la promozione e sviluppo dell’innovazione tecnologica nella gestione del territorio, Eurimage spa, Consorzio Altel, Consorzio Sitab, Telespazio spa, Irisium Italia spa, Astrolink Italia srl, Consorzio Italiano di Outsourcing,   

Una ulteriore conferma dello zampino di Finmeccanica nella piccola squadra di calcio la fornisce persino Paolo Rossi, il Pablito del mundial dell’82, proprio lui chiamato a prestare la sua opera di professionista. Ebbene lui arriverà a definire, nel 2009, Finmeccanica «proprietaria di questa squadra di calcio» chiosando persino che proprio in virtù di ciò il Pescina-Avezzano non avrebbe avuto problemi economici.

Una frase forse con un significato diverso da quello apparente poiché finora non risulta che Finmeccanica possa definirsi “proprietaria” della società sportiva anche perché sarebbe in contrasto con gli scopi statutari ed istituzionali.

Eppure già nel 2005 lo stesso Angeloni assicurava i tifosi che avrebbero avuto un pullman in regalo da Finmeccanica ma elementi stringenti sul legame sono emersi quando la società Vdg Rem (società parallela alla Valle del Giovenco-squadra di calcio e parallela all’altra società, sempre denominata “Valle del Giovenco srl” che diverrà, nel tempo, in un gioco di scatole vuote, la controllante della Pescina Valle del Giovenco srl) effettua, appena costituita, una interessante operazione.

 «Nel corso del mese di dicembre», così viene descritta nella relazione al bilancio 2007, «si è altresì proceduto all’acquisto di tre appezzamenti di terreno nel comune di Nerviano a circa 20 Km dal comune di Milano. Su detti terreni edificabili ed in particolare su uno dei tre lotti sono già in corso opere di costruzione di un complesso immobiliare da adibire ad uffici da concedere in locazione a società del gruppo Finmeccanica Spa (…)». Operazione che appare chiaramente un investimento ad ottenere una rendita immobiliare sicura anche se forse di difficile realizzazione per i “comuni mortali”.

I VECCHI “STORNELLI” SULLA MASSONERIA E LICIO GELLI

Nel 2009 il dottor Sabatino Stornelli assume la presidenza della Vdg ma l’ossessione Finmeccanica non svanisce anzi si rinvigorisce.

Già perché che Finmeccanica sia potentissima ed abbia legami con i veri poteri forti, anzi fortissimi d’Italia è risaputo, ma il caso ha voluto tirare dentro proprio Stornelli in una inchiesta giudiziaria del 2007 dove figura anche il massone (deviato) per eccellenza: Licio Gelli. Notizie note e pubblicate per esempio anche dall’Espresso nelle quali si parla del tenente colonnello delle Fiamme Gialle, Delio Cardilli, 59 anni, una carriera cominciata come sottufficiale, e un passato - recente - da collaboratore de Il Sole 24 ore, che in una serie di telefonate si dichiarava amico di moltissimi politici e personaggi influenti quali magistrati e forze di polizia. Una amicizia rinvigorita dalla comunanza di alcune consorterie di sapore massonico, non segrete e pienamente regolari, come l’Ordine caritatevole dei Templari. Cardilli è amico di Licio Gelli ed al telefono si prende il merito (chissà se è vero) di aver fatto entrare «il vice presidente di Finmeccanica» anche se non si capisce se “entrare nella stessa Finmeccanica” o “entrare nell’ordine dei Templari”. Ad ogni modo per i pm che indagano quella persona sarebbe proprio Sabatino Stornelli.

Infine – è il 2010 – arriva il nuovo presidente: Francesco Paolo Di Martino (di Castellammare di Stabia), imprenditore legato al mondo delle commesse per impianti di sicurezza ed in buoni rapporti con Stornelli.

a.b. (ha collaborato www.site.it)  04/09/2010 11.18 



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MISTERI SOCIETARI, IL PADRONE INVISIBILE E L'ARRIVO DI DI MARTINO

Un vero e proprio universo sconfinato sta nelle carte e nelle vicende della Valle del Giovenco.

Un sogno per alcuni, un investimento appetitoso per altri e più di un grattacapo visto che ora le procure di Napoli e L’Aquila vogliono vederci chiaro e capire gli intrecci societari ed i rapporti con il colosso controllato anche dal Ministero dell’Economia, Finmeccanica. Continua la storia della squadra di un paese davvero piccolo come Pescina ed i suoi rapporti ombrosi con la galassia societaria Finmeccanica che si occupa di telecomunicazione ma anche di spazio (inteso come cosmo) e aeronautica.

Oggi il sodalizio sportivo non esiste più e quel sogno si è infranto non iscrivendosi al campionato e lasciando con un palmo di naso i tifosi. Un finale a sorpresa impossibile da prevedere? Parrebbe proprio di no perché la fine poteva forse essere ben pronosticata con un “2” secco nella schedina delle imprese virtuose.

E’ un fatto che Vincenzo Berardino Angeloni, indagato nell’inchiesta sul “gruppo Stati”, già condannato per bancarotta fraudolenta, per tutti i cinque anni durante i quali la squadra di calcio VdG ha operato è sempre stato considerato, di fatto, il referente a cui rivolgersi, e a cui la stampa ha sempre indirizzato le proprie domande, indipendentemente dal fatto che lo stesso ricoprisse ufficialmente o meno cariche nella società sportiva o nelle controllanti.

Tra le tante in una intervista de Il Centro del 14 novembre 2009 si leggeva: «Prima Lombardi Stronati, poi Mastroianni e Gianni. Adesso Stornelli. Come fa a trovare tutti questi soci nel calcio? Credo che la Valle del Giovenco sia una favola e a tutti piace viverla. E’ stata costruita a livello umano e familiare, è un piacere starci dentro. E con il presidente Stornelli al timone gli obiettivi saranno ancora più prestigiosi».

Una dichiarazione fin troppo chiara con quello “starci dentro” che pare inequivocabile e sembra sancire, attraverso un pubblico messaggio, con espressioni non esattamente lusinghiere rivolte all’ex patron Giovanni Lombardi Stronati, il cambio nella sfera di influenza della squadra di calcio.

Insomma da Lombardi Stronati a Sabatino Stornelli, si cambia musica.

Questa modificazione è datata agosto 2009 ed è certificata dall’ingresso formale in società di Stornelli – manager di Finmeccanica di alto profilo (indagato con Angeloni nella inchiesta sul “gruppo Stati”). Contemporaneamente Luca Mastroianni (amministratore delegato) assume un ruolo dominante e viene trasferita la sede della società controllante della squadra di calcio “Pescina Valle del Giovenco srl”, dalla sede superblindata delle società facenti capo a Giovanni Lombardi Stronati (nel quartiere romano dei Parioli) al civico 87 di via Giulio Vincenzo Bona, sempre della Capitale, nella cosiddetta Tiburtina Valley, dove, come diremo, sono localizzate aziende ed iniziative riconducibili ad interessi dello stesso Mastroianni che avevano qualche rapporto con la squadra di calcio.

Proprio lì intorno hanno sede molteplici uffici ed aziende di Finmeccanica Spa. Società che si intrecciano e interagiscono, che compaiono in alcuni casi e scompaiono in altri in un vero Risiko inestricabile (finora) fatto di ragioni sociali, indirizzi, targhe sui portoni e citofoni che però possono aggiungere qualcosa di più alla risposta ancora lacunosa: chi è stato il vero proprietario della squadra di calcio Vdg?

E’ questo uno degli interrogativi che sta appassionando anche gli inquirenti ed è passaggio fondamentale per capire l’ampio scenario di azione che va ben oltre il rettangolo erboso.

I capitali della «Pescina Valle del Giovenco srl» e della «Valle del Giovenco srl», (rispettivamente 58.000 e 10.000 euro) assolutamente non chiariscono chi abbia materialmente fornito i milioni di “circolante” con il quale si sono soddisfatti gli impegni correnti della squadra di calcio.

Quando muta quest’assetto? Quasi subito: tra febbraio e marzo 2010. In modo piuttosto bizzarro. Stornelli rimette il mandato di presidente del Cda della squadra in febbraio ma la notizia viene diffusa pubblicamente oltre un mese dopo. Eppure sembrava andasse tutto bene…

 STORNELLI ABBANDONA, ARRIVA FRANCESCO PAOLO DI MARTINO

Cosa è accaduto tra l’innamoramento estivo e l’inverno?

Una delle risposte possibili è la sopravvenienza della clamorosa inchiesta di rilievo nazionale sui fondi neri Finmeccanica…

Subentra formalmente nel ruolo di presidente della società Francesco Paolo Di Martino, il 2 di aprile 2010, di Castellamare di Stabia. Per quanto formalmente in carica, costui resta impalpabile. Si ricorda una convocazione dei giornalisti per una conferenza stampa, poi saltata e di volta in volta rimandata.

Di Martino è imprenditore noto nella sua terra, ha diverse partecipazioni in alcune società come la Valdim Immobiliare srl, Eldim Security srl, Ingeco srl, Wise spa, Istituto Santa Croce, srl, Enterprise Security service srl. Alcune delle sue ditte hanno ricevuto la certificazione speciale per poter partecipare agli appalti più delicati e sensibili che richiedono speciali autorizzazioni come le gare per la sicurezza nazionale e top secret.

Tra Roma e Napoli deve sbrigare qualche grattacapo giudiziario nato anche da alcune denunce circostanziate che tirano in ballo alcune sue aziende ed alcune della galassia di Finmeccanica, non dimenticando che Sabatino Stornelli riveste importanti cariche in molte di queste. Nelle denunce di alcuni cittadini (tutte da dimostrare in sede processuale, processi che in alcuni casi inizieranno a giorni) si parla anche di alcune presunte amicizie influenti di Di Martino della sua zona. Amicizie influenti.

Solo a metà giugno il cronista de il Centro, Cavasinni, tra i più coriacei a seguire la vicenda, riesce a raccogliere una dichiarazione di Di Martino, ove spicca il seguente passaggio: «Di discorsi se ne fanno tanti. La verità è che io sono stato eletto presidente dal consiglio d’amministrazione di questa società e faccio ciò per cui sono stato votato. Per il resto bisogna rimandare tutto all’azionista principe, ossia Luca Mastroianni» (17 giugno 2010).

Ma a questa data a molti osservatori il destino della squadra appare segnato e così sarà: il primo luglio non ci sarà l’iscrizione al campionato di Lega Pro.

E’ interessante piuttosto porre l’attenzione sul fatto che il presidente lo scorso giugno indicava Luca Mastroianni come azionista di riferimento, che in effetti detiene 9.800 di capitale (su 10.000) della controllante “Valle del Giovenco srl” sin dal luglio 2009.

Ma la situazione reale è veramente in questi termini? Cioè Mastroianni vero ideatore di questo complicato gioco? E per esempio come viene fuori il nome di Francesco Paolo Di Martino, l’ultimo presidente della squadra di calcio? Verrebbe da desumere che sia stato scelto da Matroianni…

E perché allora, nel febbraio 2010, al primo manifestarsi della crisi, lo stesso Mastroianni, che è amministratore delegato della società, esclama «mai e poi mai lascerei soli il presidente Sabatino Stornelli e il dottor Vincenzo Angeloni, a cui sono vicino e non ho mai pensato di abbandonare» (Il Centro, 17 febbraio 2010) affermazioni che male si addicono ad un “padrone”.

Ezio Stati, arrestato lo scorso 2 agosto, si è anche domandato in un colorito memoriale che ha consegnato a qualche giornale «Perché io e Angeloni in carcere, il compagno di Daniela agli arresti domiciliari e Sabatino Stornelli solo con la limitazione di non lasciare il comune di Roma? Comune dove risiedono tutte le società coinvolte in questa inchiesta?».

L’inchiesta lo ricordiamo è quella sul gruppo Stati che riguarda Abruzzo Engineering (che pare essere abruzzese anche se partecipata da Finmeccanica), ma Stati con tutta probabilità si riferisce alle molteplici società di cui è amministratore Stornelli che in effetti si trovano quasi tutte a Roma, dunque facilmente raggiungibili da questi anche se sottoposto a misura cautelare.

a.b. 06/09/10 15.38 (Ha collaborato www.site.it)

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UNA SQUADRA, TRE SOCIETA': INVESTIMENTI, GROSSI NOMI, MAGRI INCASSI E SPESE ALLE STELLE

AVEZZANO. Se c’è una certezza nella storia di Vincenzo Angeloni è la sua incredibile vitalità.

 Sa sempre stupire e te lo ritrovi all’improvviso dove non ti aspetti. Per esempio a fine luglio era a Sulmona accompagnato dall’onorevole Maurizio Scelli (Pdl) dal sindaco Fabio Federico per parlare nientemeno di come risollevare la locale squadra di calcio. Due giorni prima dei clamorosi arresti ma soprattutto dopo il fallimento dell’Avezzano calcio mentre era al comando e dopo l’esperienza della Valle del Giovenco.

L’avventura del Sulmona calcio, però, nelle intenzioni non è solo sport ma anche affari e così in quell’incontro si è parlato di una cittadella dello sport ed una serie di iniziative a corollario del tifo. Insomma, investimenti immobiliari, ma con quali soldi? Alla fine della riunione tutti contenti si sono lasciati con una stretta di mano, sicuri che il progetto andrà in porto. Risolutivo è stato l’apporto dell’onorevole Scelli, ex numero uno della Croce Rossa.

 Ma questa è una storia ancora tutta da scrivere anche se appare interessante come Angeloni riesca a trovare sempre la giusta sponda e mai nessuno che gli contesti qualche episodio non fortunatissimo del suo passato.

La storia deve appassionare parecchio se appena qualche giorno fa il sindaco di Celano, Filippo Piccone, ha lanciato l’idea di formare una squadra di calcio per coagulare tifo e politica…

 VALLE DEL GIOVENCO UNA SQUADRA PER TRE SOCIETA’

 Chi è il vero proprietario della Valle del Giovenco? E’ inutile leggere carte e carte per capire c’è sempre qualcosa che ti porta fuori strada.

Come detto fino  al 2008 un ruolo primario è stato svolto da Angeloni insieme all’avvocato Giovanni Lombardi Stronati (Credsec) presenza che salta fuori quasi a sorpresa e che dura sino agli ingenti sequestri di beni  del 2008 (si parla di oltre 400 milioni di euro di beni). Poi si alternano una serie di soggetti  che sembrano legati all’ultimo presidente Sabatino Stornelli.

Nel 2007 il Pescina approda al calcio professionistico e si impone la costituzione di una società («Pescina Valle del Giovenco srl» con capitale sociale: 58.000 euro). Quasi contemporaneamente a Roma nasce una società «Valle del Giovenco» con capitale sociale di 10.000 euro che diviene controllante della «Pescina Valle del Giovenco srl.

Non basta perché a latere c’è la «Vdg Rem», società con 2 milioni di euro di capitale con oggetto sociale legato alla compravendita e gestione di immobili, assunzione di appalti per l’esecuzione di opere edili, studi di fattibilità e reperimento di aree per la realizzazione di edifici industriali e centri commerciali.

Dovrebbe essere quest’ultima il braccio operativo immobiliare del complesso societario attraverso il quale realizzare investimenti e “cittadelle dello sport” ovunque arrivi Angeloni  (Aielli, Pescina, Avezzano, Sulmona).

La Vdg Rem, come abbiamo già visto è protagonista di un investimento edilizio nel Comune di Nerviano, vicino Milano, costruzione di uffici da cedere in locazione a… Finmeccanica.

 GROSSI NOMI, MAGRE ENTRATE

 Circa un anno fa il dibattito sportivo-politico-finanziario si era focalizzato sull’approdo in serie B e di conseguenza all’ingaggio di nomi importanti nel mondo del calcio.

Birindelli, Choutos, Cesar,  Paolo Rossi, l’ex arbitro Cinciripini, sino ai fratelli Dario e Ivano Bonetti un sogno, per altri impossibile, in molti casi è diventato realtà grazie ad Angeloni.

E così  quest’uomo, già onorevole, seppure con una condanna per bancarotta fraudolenta, è riuscito davvero a seminare stupore nei paeselli marsicani.

Chi avrebbe potuto scommettere di vedere Bettega (Roberto) della mitica Juventus seduto nella sede della Comunità montana con il sindaco Toccarelli e l’Angeloni Deus ex machina?

Magari per sancire un accordo tra la Vecchia signora e le squadre di Pescina, Cerchio e Aielli?

Eppure è quello che è successo nel 2005 per sancire un sacro accordo con l’accademia della Juventus pure sponsorizzato da un colosso come la Nike.

Ma lasciando da parte le magie ed i colpi sensazionali alla fine quello che rimane e conta sono i numeri.

Nell’annata 2007-2008 si è raggiunta una media spettatori di 614 anime ad incontro (dati Lega Pro), cioè paganti per la singola partita, più abbonati, più biglietti singoli omaggio, mentre la media è di 320 anime per l’annata 2008-2009. Gli incassi medi a partita sono stati di euro 3.941 per il 2007-2008 e di euro 1.713 per quella successiva.

Nel frattempo i proprietari della squadra hanno bruciato nella caldaia della locomotiva Vdg, una somma che varia dal 1,6 mln di euro nella prima stagione e 1,8 nella seconda.

Ci sono, è vero, le squadre giovanili, e tante altre cose, ma alla fine dei due esercizi le perdite scaturite sono state eloquenti: 454.000 euro nel primo anno ad Avezzano, 736.000 euro nel secondo (fonte CCIAA).

 Se solo si riflette che nell’ultimo anno calcistico 2009-2010 si sono messi sotto contratto diversi giocatori famosi e reduci da grandi palcoscenici, si può ragionevolmente sostenere che la macchina VDG, al momento di finire nel precipizio, nel suo breve esercizio come srl abbia prodotto oltre due milioni di euro di perdite.

Come è possibile giustificare una simile avventura antieconomica? Come si fa a ritenere che ci fosse chi, valutando i soli parametri economici, potesse ritenere quest’avventura fattibile?

La verità è che una 500 non può sostenere il motore di una Ferrari. Ora a Pescina e dintorni hanno l’ennesima prova.

a.b. (ha collaborato Site.it) 09/09/2010 18.50