L'INCHIESTA

Lido Riccio- Postilli, così il lungomare diventa autostrada incompiuta

Alessandro Biancardi

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Lido Riccio- Postilli, così il lungomare diventa autostrada incompiuta
APPROFONDIMENTO ORTONA. Per la strada di Postilli gli ambientalisti stanno aspettando il pronunciamento del Tar. La sospensione dei lavori non si è potuta richiedere «perchè la ditta», ricorda oggi Fabrizia Arduini del comitato per la costa teatina, «spianò il percorso con le ruspe eliminando qualsiasi pretesto quali potevano essere piante rare come il Verbasco Niven, su cui noi avremmo potuto fare perno».



Sta di fatto che sul progetto «che insiste su una zona con precisi vincoli», il Ministero dell'Ambiente non è mai stato tirato in ballo, «grazie ad un intelligente stratagemma».
Una storia lunga cominciata nel 2002 quando tra il Comune di Ortona e l'Eni fu ratificato un accordo con il quale la multinazionale si impegnava a costruire il lungomare. 
In un primo momento la strada doveva essere pedonale, piccola, un nuovo passeggio per turisti a pochi passi dal mare e per servire meglio la zona sulla quale c’erano solo piccoli sentieri interpoderali.
Il costo ipotizzato era di un paio di milioni di euro. 
Poi si è stravolto tutto.

Nel 2003 la somma comincia a lievitare e per la prima volta si sente parlare di un investimento di 6 milioni di euro. 
Questa era la stima per i 4 km della Postilli- Lido Riccio, la parallela alla SS16 sulla spiaggia che spacca a metà decine di ettari di orti privati.
Ma le sorprese non finiscono. 
Il progetto cresce ancora. 
La strada si allarga, i costi schizzano e si arriva ad una stima di 18 milioni di euro. Cominciano le lotte (poi miseramente perse) dei proprietari terrieri della zona secondo i quali, oggi, la strada si sarebbe già presa più spazio di quanto non fosse stato stabilito.

Visualizzazione ingrandita della mappa La realizzazione della strada di Ortona è stata finanziata, per i 6 milioni di costo di questo primo tratto, con il ricorso a fondi C.I.P.E. Ma arriva la doccia fredda perchè basteranno appena per i primi 1300 metri.
«Nonostante la presenza di vincoli stringenti (compreso quello idrogeologico)», ricorda Arduini, «il Comune di Ortona ha attivato un'articolata procedura per stravolgere le previsioni urbanistiche della zona attraverso la realizzazione di un'opera viaria che, qualora venisse completata, prevederebbe un costo complessivo di 18 Ml di Euro».


 

«LA STRADA PER LO SVILUPPO TURISTICO»

Il 4 dicembre 2003 il sindaco Fratino ha formulato una richiesta di finanziamento alla Regione Abruzzo per l'inserimento del progetto preliminare per la realizzazione della strada litoranea di collegamento Postilli- Lido Riccio.
Nella nota (e nella relazione) del Comune di Ortona si legge: «Il litorale nord del Comune di Ortona ..... è privo di un'adeguata strada di collegamento...... ciò ha comportato il mancato sviluppo turistico di una lunga fascia di costa ortonese....»..... «la strada prevista servirà ad alleggerire il volume di traffico sulla S.S. 16» ....
Contrariamente alle previsioni del Piano regolatore su quell'area «abbandonata» il Comune di Ortona, quindi, ha programmato la realizzazione di una strada che consenta il deflusso del traffico della SS 16 e che, ha reso edificabile l'intera area compresa tra la spiaggia e la ferrovia.
Nell'ottobre 2004 il Comune di Ortona, provvedeva a modificare il programma triennale delle opere pubbliche inserendovi il finanziamento di 6 ML di Euro per la realizzazione della litoranea Postilli Riccio.
Ogni euro in più dovrà uscire dalle tasche dell'amministrazione comunale.


 

«IL MINISTERO NON NE SA NIENTE»

L'architetto Walter Albi, nella sua qualità di responsabile del III Settore Assetto Gestione del Territorio, in 10 maggio del 2005 rilascerà un parere di compatibilità ambientale dell'intervento con le norme del Piano regolatore particolareggiato «derogando la previsione dell'articolo 46 delle NTC e derogando al parere de Comitato dei Beni Ambientali n: 94/369 del 18.3.1993», ricorda il Comitato per la tutela della costa.
Qualche mese più tardi, il 21 ottobre 2005 con una delibera di Consiglio Comunale (la 292) l'amministrazione provvedeva, sulla base delle autorizzazioni ricevute in una prima (ed unica), conferenza di servizi all'approvazione del progetto definitivo «ricevendo − si presume − 400.000 euro da parte della Regione».
«In quell'unica Conferenza di Servizi», continua Arduini, «il parere di compatibilità ambientale espresso dalla Regione Abruzzo sul progetto preliminare veniva espresso ai sensi dell'articolo 150 del DLGS 42/04 (favorevole alla variazione di PRG) ma non ai sensi del 159 e, quindi, non era stato mai mandato all'organo di controllo (il Ministero dell'Ambiente); quest'ultimo neppure invitato alla Conferenza di Servizi, nemmeno come sopraintendenza ai Beni Ambientali».
Ciononostante il Comune di Ortona aveva approvato sia il progetto definitivo dell'opera che quello esecutivo.
Infatti, anche in questo caso, l'autorizzazione ambientale richiesta e rilasciata dalla Regione Abruzzo (in data 2.11.2005) non aveva ricevuto l'avallo del Ministero nè erano decorsi i termini stabiliti dalla norma per il formarsi del silenzio assenso affinchè l'Amministrazione comunale potesse procedere all'approvazione del progetto esecutivo.

 


 

 LA SOPRINTENDENZA APPROVA

Il 7 maggio 2005 la Soprintendenza (divenuta organo competente a seguito della modifica normativa intervenuta con il decreto correttivo nr. 157/2006) esprimerà, a differenza delle precedenti richieste, un proprio parere espresso favorevole all'intervento.
Pertanto l'amministrazione comunale, ad oggi, si appresta a realizzare il primo lotto dell'opera: la previsione di spesa di 6ML di Euro per la realizzazione di 4 Km di strada fatta dal progettista nel 2003 è stata smentita in sede di progettazione definitiva ed esecutiva: l'intera opera costerà 18 ML di Euro e la Regione Abruzzo (o meglio il CIPE) ne finanzieranno solo 6 sufficienti per realizzare un tratto di soli 1,3 Km.
Quindi il responsabile del procedimento si è visto costretto ad approvare un I Lotto di progetto anzichè un progetto esecutivo che riguardasse l'intera zona; una strada che servirà quello stesso tratto di territorio che avrebbe servito l'ampliamento della strada esistente per la quale il Comune di Ortona aveva stimato un costo totale di 1,6 Ml di euro.

L'EROSIONE DELLA COSTA

«L'erosione delle coste Abruzzesi è nota a tutti», sottolinea ancora Arduini. «La temperatura media è aumentata in Abruzzo di 0.7° C (dati APAT-CNR) e l'aumento medio annuo del livello marino è ora stimato tra i 3 millimetri e i 3 centimetri, in 10 anni si prevede un aumento di circa 30 cm.; quindi ci troviamo di fronte ad una situazione di rischio».
Compaiono situazioni di pericolosità evidenziate anche nello studio geologico redatto dal Comune in sede di adozione del nuovo P.R.G.: nelle conclusioni del suddetto studio, a pagina 47, si sottolinea come «nella zona del Riccio e nella Stazione di Tollo permangono situazioni di notevole pericolo che necessitano al più presto di interventi mitigatori».
Manca invece lo studio di compatibilità ambientale e il Comune sostiene che non ci sia in quanto «l'intervento è coerente con l'intorno già urbanizzato».
«Invece», sottolinea il comitato, «l'argine sinistro del fiume Foro, la foce dello stesso fiume e lo spazio di mare antistante, la valle del fiume Foro sono sottoposte a vincolo di inedificabilità A1. La rimanente porzione del territorio è sottoposta alla tutela del vincolo ministeriale del D.M. del 25.2.1970 ed individuata nel P.R.P. come zona A2 ed in parte A1».

Alessandra Lotti 22/10/2007 10.56