Il Libro nero delle Ferrovie Abruzzesi

Alessandro Biancardi

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LA POLITICA FERROVIARIA. ABRUZZO. I treni a vapore del 1933, rispetto a quelli che transitano oggi in Abruzzo, si potevano ritenere una certezza. 

Oggi viaggiare sui binari regionali vuol dire affrontare una vera e propria odissea, tra ritardi e ore di attesa, servizi scadenti e dirigenti «incompetenti». PrimaDaNoi.it tratterà l'argomento in quattro puntate per mostrare nei dettagli le difficoltà più penalizzanti del territorio. Partiamo con "la politica ferroviaria", per poi proseguire con "L'Odissea interregionale", "Stazioni e disservizi" e "La questione dell'area metropolitana".


Quello che è evidente sfogliando il libro nero della Federconsumatori è che molto spesso strategia e trasporti viaggiano in Abruzzo su binari decisamente separati.
«I limiti del Trasporto ferroviario denunciati», assicura l'associazione di categoria, «non sono una prerogativa solo abruzzese.
Di certo è vero che l'Abruzzo riassume tutti i problemi delle ferrovie in modo unico».
L'Abruzzo, fra le regioni non piccole, è l'unica a non aver avuto il Compartimento ferroviario.
«Una mancanza», puntualizza Federconsumatori, «che ha ostacolato la formazione di un presidio dirigenziale sul territorio e una adeguata sensibilità sui temi ferroviari della classe politica regionale.
L'inadeguatezza della classe politica abruzzese ai problemi del trasporto ferroviario emerge con nettezza a proposito della Direzione del Trasporto Regionale».
Da 15 anni anche qui c'è la Direzione del trasporto ferroviario, e a gestire le nostre ferrovie si sono finora succeduti circa 10 dirigenti.
«Nessuno di questi è stato abruzzese», sottolinea la Federconsumatori.
«Non conta l'origine del dirigente, ma se non si individua mai qualcuno disposto a diventarlo, non otterremo mai una Gestione appassionata del territorio. I Dirigenti che transitano a gestire le ferrovie abruzzesi trattano la nostra realtà come un centro addestramento reclute. Da noi fanno esperienza, e appena l'hanno fatta tornano alle regioni di provenienza».
Con la conseguenza che il prossimo Dirigente dovrà ricominciare da capo.
Se si sommano le due carenze, quella dirigenziale e quella politico-istituzionale, si capisce poi facilmente perchè gli effetti negativi sulla nostra mobilità ferroviaria non potevano essere diversi da quelli che purtroppo sono.
«Per queste ragioni siamo privi dei convenienti interregionali sulla direttrice adriatica; per le stesse ragioni siamo addirittura privi di collegamenti unitari con treni regionali sulla relazione Pescara-Foggia».
Quelle carenze, denuncia Federconsumatori, «sono alla base del disinteresse politico-aziendale a realizzare le virtuose integrazioni vettoriali e tariffarie. Sono inoltre causa della marginalizzazione del servizio ferroviario tra Avezzano e Roma. E pesano fortemente anche nelle assurde normative sanzionatorie per i viaggiatori privi di biglietto».
L'associazione denuncia inoltre il disinteresse delle istituzioni che «non fanno valere gli obblighi derivanti a Trenitalia dal "Contratto di Servizio"».
Con questo Contratto la collettività si impegna a corrispondere ogni anno circa 40 milioni di euro a Trenitalia, per acquistare il servizio ferroviario regionale.
Lo stesso Contratto, oltre a definire gli obblighi finanziari dell'Abruzzo, definisce anche la Qualità del servizio che Trenitalia deve garantire.
«Ebbene Trenitalia disattende in vario modo gli impegni assunti con il Contratto di Servizio, ma finora nessuno ha mai provveduto ad applicare le sanzioni previste».
Siamo così al paradosso: «Trenitalia applica sanzioni agli abruzzesi anche quando sono incolpevoli, e la regione Abruzzo non applica le sanzioni a Trenitalia neanche quando sono chiare le sue responsabilità nell'organizzazione del servizio».
Eppure le altre regioni d'Italia impongono spesso a Trenitalia le sanzioni previste nel contratto; e sono regioni che dispongono di una offerta ferroviaria molto più efficace della nostra.
«L'amara conclusione per gli abruzzesi», chiude Federconsumatori, «è che Trenitalia può giocare nel nostro territorio la partita che vuole: non saranno i nostri politici ad impedirlo».

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ABRUZZO. L'ODISSEA INTERREGIONALE . Continua il viaggio di PrimaDaNoi.it sui binari del trasporto regionale. Dopo la "Politica ferroviaria" oggi parliamo dell'Odissea interregionale, per scoprire cosa vuol dire scegliere il treno per spostarsi.



I treni interregionali sono i vettori più apprezzati dalla clientela italiana, per il costo del biglietto notevolmente inferiore rispetto ai treni intercity; l'ottima puntualità; la buona disponibilità di posti.
Questi treni collegano città distanti 400 chilometri, e presentano notevoli vantaggi economici.
«Per un treno interregionale da Pescara a Bologna», illustra la Federconsumatori nel Libro nero del Trasporto ferroviario, «il costo del biglietto sarebbe di 16,10 euro, un equivalente viaggio con treno intercity costa 28 euro, vale a dire il 74% in più».
Ciò significa che i cittadini italiani possono scegliere se utilizzare l'intercity, oppure i meno costosi servizi interregionali.
La scelta è possibile ovunque tranne che in Abruzzo.
La Federconsumatori Abruzzo da tempo propone gli interregionali Sulmona − Bologna; Termoli − Bologna; Pescara − Bari ed è stato presentato anche un ricorso per inadempienza contrattuale di Trenitalia.
«Da noi quei treni mancano e le nostre istituzioni regionali non prendono iniziativa», denuncia l'associazione.

PESCARA- FOGGIA

Nel tratto Pescara-Foggia mancano collegamenti unitari effettuati con treni regionali o interregionali.
I viaggiatori sono perciò costretti ad utilizzare i più costosi treni intercity che hanno una percorrenza di due ore circa e un costo superiore dell'80% rispetto ai regionali ed interregionali. Chi vuole optare sempre per il treno e deve raggiungere Foggia può pensare anche di salire su due treni: il primo da Pescara a Termoli, e il secondo da Termoli a Foggia.
Semi collegamenti che non coincidono mai; perciò un viaggio con i due regionali da Pescara a Foggia può durare anche 5/6 ore. Anomalia evidente a tutto vantaggio di Trenitalia.
Fuori dell'Abruzzo accade che il collegamento viene sempre garantito con un unico treno regionale come accade ad esempio in tutte le situazioni analoghe Pescara-Ancona, Ancona-Bologna; Bologna-Milano; Milano-Torino; Torino- Genova.

PESCARA - NAPOLI

Tra queste due città è sempre esistito uno o più collegamenti tramite il treno.
Dal 10 giugno 2007 questo servizio è stato cancellato.
I cittadini sono perciò costretti ad utilizzare un pullman da Pescara a Sulmona; da qui potranno proseguire in treno fino a Napoli.
Con la conseguenza che quasi più nessuno utilizzerà il collegamento con vettori pubblici da Pescara a Napoli, sia perchè una "rottura"
nella continuità del viaggio presenta rischi e inconvenienti, sia perchè la precedente soluzione ( quella diretta col treno ) prevedeva la partenza alle ore 5.08 per arrivare a Napoli alle 10.47; mentre quella attuale (pullman Pescara-Sulmona più treno Sulmona-Napoli ) prevede la partenza da Pescara alle ore 4.20 per arrivare a Napoli sempre alle 10.47 ( 48 minuti in più della precedente soluzione).

INTEGRAZIONE DEI SERVIZI

Il ritardo della regione Abruzzo nel campo dell'integrazione tariffaria e vettoriale è notevole.
L'unica realizzazione sensata che si è avuta in questo campo è costituita dal biglietto "Unico" nell'area metropolitana Pescara-Chieti. Stranamente però il vettore ferroviario è rimasto escluso da questa soluzione.
«L'integrazione realizzata con "Girabruzzo"», spiega Federconsumatori, «è invece risultata estremamente dannosa per le comunità che hanno dovuta subirla». Questa soluzione consente ai cittadini che utilizzano il treno nel bacino subequano (tra Sulmona e l'Aquila) di poter utilizzare in sua vece anche il servizio pullman.
Occorre però notare che il treno impiega 54 minuti, mentre il tempo necessario per il collegamento pullman è di circa due ore. Inoltre il costo del biglietto ferroviario dopo l'integrazione è aumentato dal 60% fino a quasi il 300%, e gli orari tra i due vettori continuano a sovrapporsi.
«La vera novità», sostiene Federconsumatori, «sarebbe creare una efficace integrazione tariffaria, per consentire ai cittadini l'utilizzo di un solo biglietto anche quando sono necessari più vettori per completare il viaggio» Altra grave anomalia nel campo delle mancate integrazioni è quella che consentirebbe di creare un valido collegamento Pescara-L'Aquila via Teramo.
Da Pescara a Teramo esiste un efficace servizio ferroviario che, se privato di inutili fermate "politiche", potrebbe consentire un collegamento in 50 minuti.
A questa percorrenza bisogna poi aggiungere i circa 40 minuti necessari per collegare tramite Arpa Teramo a l'Aquila senza fermate intermedie.
Sarebbe così possibile raccordare in tempi ragionevoli le due principali città abruzzesi (l'Aquila e Pescara), ed inoltre si offrirebbe un utile vettore pubblico ai molti studenti e militari del capoluogo di regione per raggiungere facilmente Giulianova .

AVEZZANO-ROMA

La Pescara-Roma vive in condizioni indegne. E il disagio è accentuato per i pendolari che quotidianamente viaggiano tra Avezzano e Roma.
Analizzando gli orari del 1933 abbiamo verificato che in alcuni casi la percorrenza dei treni su questa linea era più veloce in quell'anno che oggi.
Eppure allora i treni erano trainati da locomotive a vapore... I problemi d'orario sulla linea sono iniziati dopo l'attivazione del servizio metropolitano Tivoli- Roma; soprattutto perchè la linea è a semplice binario e non poteva sopportare i 40/50 treni metropolitani in aggiunta al traffico ferroviario ordinario.
«Naturalmente», spiega Federconsumatori, «era impossibile proibire l'attivazione di questo servizio, ma i responsabili politici abruzzesi potevano esigere che contestualmente venisse realizzato anche il raddoppio del binario per il tratto Tivoli-Roma».
Invece non è stata pretesa nè questa soluzione, nè quella più modesta che consisteva nell'esigere che i due più importanti treni pendolari in entrata, e i due più importanti in uscita da Roma verso l'Abruzzo, non dovessero subire incroci con i treni metropolitani laziali.
La seconda causa dei quotidiani ritardi sulla Pescara-Roma è determinata dalla troppo intensiva utilizzazione del materiale.
I treni Pescara-Roma sono realizzati quasi sempre con le stesse vetture che circolano in continuazione tra queste due città.

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ABRUZZO. STAZIONI E DISSERVIZI . Oggi l'approfondimento di PrimaDaNoi.it si sofferma sui disservizi e i disagi nelle stazioni abruzzesi denunciati dal libro nero delle Ferrovie realizzato dalla Federconsumatori.

 


Dal 17 settembre 2007 Trenitalia ha deciso di aumentare le sanzioni per i viaggiatori che salgono in treno privi di biglietto. Dagli attuali 25 euro, la multa passerà a 50 toccando anche quota 224 euro.
«Nulla da obbiettare», commenta Federconsumatori, «se la penalità servisse per accrescere gli introiti dei vettori del Trasporto Pubblico Locale».
In Abruzzo, secondo dati forniti dalla stessa Trenitalia, il livello dell'evasione tariffaria è basso: circa il 3% e vengono multati non solo gli "evasori", ma anche a quelli che il biglietto vorrebbero acquistarlo ma non possono per carenze nella rete di vendita.
Un esempio: sulla linea Pescara-Termoli non esistono più le biglietterie, sostituite da macchine per l'emissione automatica dei ticket.
I distributori elettronici però, permanentemente guasti, forzano i cittadini a salire a bordo sprovvisti di biglietto.
Al danno la beffa, dato che le sanzioni sono implacabilmente applicate anche per questi casi speciali, provocati da una rete di vendita insufficiente. Follia normativa dunque.
I cittadini abruzzesi non sono evasori per definizione; a Teramo circa 15.000 persone hanno firmato una petizione per ripristinare la biglietteria.
Vorrebbero cioè poter pagare il biglietto, non evadere il pagamento dello stesso. Trenitalia invece non ripristina la biglietteria, e poi pretende di punire chi non riesce ad acquistare il biglietto prima di partire.
La Federconsumatori Abruzzo ha già in atto varie vertenze legali contro Trenitalia per tutelare i cittadini da una normativa derivante da un abuso di posizione dominante sul mercato.
Inoltre ha proposto anche un ricorso all'Autorità Garante del mercato e della concorrenza contro la stessa norma.
«E' sperabile che prima o poi termini il letargo delle Autorità Politiche e Istituzionali preposte a tutelare gli abruzzesi nell'ambito della mobilità».

SERVIZI ALLA CLIENTELA
Pescara è l'unica delle stazioni medio-grandi ad essere priva degli indispensabili monitor per informare la clientela sugli arrivi dei treni.
Recentemente, dopo reiterate richieste della Federconsumatori Abruzzo, è stato possibile ottenere l'implementazione di 7 monitor relativi alle partenze.
Lo scalo pescarese è disposto su tre livelli, ed è perciò una stazione logisticamente "difficile" per la clientela.
Sette soli monitor sono perciò del tutto insufficienti per fornire ai viaggiatori le informazione di cui necessitano.
La privazione dei monitor relativi agli arrivi complica non di poco le esigenze informative della clientela.
Pescara è priva di una sala d'attesa riscaldata, con le conseguenze facilmente immaginabili per la clientela costretta a stazionare d'inverno in attesa del treno in partenza.
Queste carenze strutturali saranno particolarmente dolorose in occasione dei "Giochi del Mediterraneo" del 2009.
Le doglianze della clientela per l'insufficienza dei servizi disponibili non si limitano a Pescara. Sulla linea Pescara-Termoli mancano infatti le sale di attesa nelle stazioni di San.Vito e Fossacesia/Torino di Sangro; i servizi igienici nelle stazioni di Ortona, S.Vito, Fossacesia/Torino di S. e Casalbordino; le macchinette per l'emissione automatica sono guaste in tutte le stazioni della linea, e i cittadini, come chiarito in un'altra scheda, sono costretti a subire una sanzione (fino a 224 euro) per un disservizio del quale non hanno alcuna responsabilità (naturalmente le macchinette per l'emissione automatica sono fuori uso anche in moltissime altre località dell'Abruzzo).
Talvolta aspettare il treno è come giocare un terno a lotto.
«Grave» è la mancanza dei registri dei reclami per i clienti; questi registri devono essere messi a disposizione della clientela per precisi obblighi di legge (DPR 753/80), ma siccome le stazioni non esistono più, non esistono più neanche questi registri.
La conseguenza è che i cittadini non hanno più la possibilità di presentare le loro doglianze; e i gestori del servizio possono così illudersi che va tutto bene.

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ABRUZZO. LA QUESTIONE METROPOLITANA. Termina oggi il nostro viaggio nel mondo del trasporto ferroviario della Regione. Nel libro nero della Federconsumatori che ci ha accompagnato nelle tre puntate precedenti si valuta anche l'annosa questione dell'area metropolitana a cui è dedicata questa ultima parte.
L’area vasta Pescara-Chieti assume sempre più gli aspetti di un unico grande centro metropolitano. Consentire che dentro questo spazio possano entrare sempre più auto e pullman, non è più possibile.
Le soluzioni più radicali, quelle sperimentate nel civilissimo nord dell'Europa, prevedono il pedaggio per chi vuole entrare con il mezzo privato nelle città.
Adesso che le restrizioni al traffico cominciano a diventare esigenze irrinunciabili anche dalle nostre parti, Federconsumatori non esclude il ricorso al pagamento di un pedaggio anche da noi.
L'idea avanzata dall'associazione di consumatori è la realizzazione a Scafa di un terminal per tutti i bus provenienti dall'interno dell'Abruzzo e diretti a Pescara.
A questa bisognerebbe aggiungere la realizzazione del raddoppio del binario ferroviario da Pescara a Scafa («opera che non presenta particolari difficoltà sul piano tecnico, quindi dovrebbe essere sostenibile anche sul piano finanziario») e la realizzazione di un efficace servizio "navetta" tra Scafa e Pescara.
L'integrazione bus-treno ridurrebbe secondo Federconsumatori il rilevante numero di bus che quotidianamente intasano Pescara e ridurrebbe il tempo di percorrenza tra l'Interno dell'Abruzzo e Pescara («per esempio: da Caramanico a Pescara attualmente occorrono 90 minuti con il bus; la nostra proposta ridurrebbe di 15/20 minuti la percorrenza»).
Il terminal di Scafa, inoltre potrebbe agire come efficace catalizzatore anche per i molti automobilisti che utilizzano il mezzo privato solo per mancanza di una efficace alternativa educando in modo non ideologico i cittadini a scegliere la meno dannosa mobilità pubblica («come è successo sulla relazione Teramo- Pescara»).
Infine il raddoppio del binario Scafa-Pescara faciliterebbe il servizio merci da/per l'interporto di Manoppello, oltre che il servizio metropolitano Chieti-Pescara-Giulianova-Teramo.
E' chiedere troppo?

(fine)

26/11/2007 12.30