"Fuenti" di Francavilla: ecco tutte le irregolarità delle carte

Alessandro Biancardi

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spiaggia francavilla al mare

spiaggia francavilla al mare

FRANCAVILLA. Un'enorme struttura di cemento sulla spiaggia. Il "mostro" albergo inizia a prendere forma.
Tutto prosegue normalmente nonostante un esposto alla procura della Repubblica e tante domande senza risposte.
Grazie alla preziosa collaborazione dell'esperto Gianluigi D'Angelo, direttore della rivista "Channelbeta, Canale d'Informazione sull'Architettura Contemporanea" (www.channelbeta.net ) siamo riusciti a fare chiarezza su una procedura amministrativa che ha avuto come epilogo l'apertura di un cantiere sulla spiaggia.
Il punto cruciale di tutta la procedura è stato un consiglio regionale del 2004 quando in circa 30 secondi la maggioranza di allora (centrodestra) diede l'assenso ad una variante molto importante nel comune di Francavilla. Il resto è stata solo strada in discesa.



LA CRONISTORIA DAI DOCUMENTI

Dopo un lavoro di oltre un mese il direttore della rivista Gianluigi D'Angelo è riuscito a scoprire che il permesso di costruire 056/2008 è stato regolarmente concesso in data 28/04/2008 per la "Real.ne complesso turistico case vacanze-sub-delega-D.P.R.447/1998". 
In effetti, tutto appare regolare avendo l'area come destinazione urbanistica B2 e pertanto esente dalla legge Galasso (che impone la distanza dal mare di 300 metri tranne per le zone A e B).
«In realtà», spiega D'Angelo, «andando ad approfondire, le perplessità sono molte. Scopriamo, per esempio, che quest'area è diventata B2 nel 2004 a seguito di una variante al Prg. Ma mi chiedo come è possibile che un Comune, nonostante l'area in oggetto sia di interesse pubblico secondo il D.M del 1 giugno 1967, tutelata dalla legge Galasso, tutelata dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, vincolata dal Piano Paesistico Regionale, abbia presentato una variante per renderla edificabile? Quali importantissime motivazioni hanno spinto il Comune di Francavilla al punto di ignorare una legge nazionale, un decreto ministeriale ed un piano paesistico? Tutto questo per cosa? L'ennesima struttura ricettivo alberghiera in una zona in cui il turismo purtroppo è "scappato" probabilmente anche a causa di una scarsa attenzione del territorio, pensando che spremere ogni metro quadrato sarebbe stata la soluzione migliore».
Eppure, meraviglia che l'intero iter sia stato avvolto dal silenzio assoluto senza una sola voce che si sia levata.
Il Comune, secondo la legge, deve esporre per 60 giorni alle osservazioni dei cittadini le varianti e deve renderle pubbliche attraverso un'adeguata pubblicazione sugli organi d stampa. Possibile che nessuno allora abbia fatto obiezioni?
Ma ci sono ulteriori incongruenze che saltano subito all'occhio dell'esperto.
«Mi chiedo come la Regione abbia potuto approvare definitivamente questa variante», dice D'Angelo, «un Comune, infatti, per modificare il proprio Prg ha bisogno che la variante sia sottoposta all'approvazione della Regione. Una volta proposta la variante la Regione ha il compito di controllare ed approvare o rigettare la variante stessa qualora il Comune non abbia recepito il Piano. In caso contrario le indicazioni sono date direttamente dal Piano Paesistico. Il Comune di Francavilla non ha recepito il piano pertanto alla Regione è spettata la verifica per l'approvazione definitiva».
Sulla approvazione della Regione alla variante del Prg di Francavilla ci sono scarni riferimenti sul web per esempio sul Bura
Ma il resoconto integrale della seduta di consiglio numero 147 del 4 novembre 2004 è alquanto esaustiva: 3 righe, 30 secondi perchè il consigliere Udc Di Sabatino potesse pronunciare la frase: «presidente e colleghi, la seconda commissione ha esaminato il provvedimento amministrativo che è stato licenziato all'unanimità dei consiglieri presenti». Poi immediatamente il voto. E la questione è stata chiusa. Altri elementi importanti si trovano nella delibera di quel consiglio.



VARIAZIONE AL PIANO PAESISTICO BASATA SU UNA VARIAZIONE AL PRG

«In pratica», spiega D'Angelo, «la Regione invece di valutare la proposta di variante del Prg di Francavilla dandone un parere favorevole o negativo, ha deliberato una modifica al Piano Paesistico Regionale in base ad una variante di un Piano Regolatore comunale. Un procedimento amministrativo che evidentemente non rispetta la gerarchia dei piani e delle leggi nazionali. In realtà la Regione, avrebbe dovuto tener conto innanzitutto della conformità del suddetto Piano Regolatore con il Piano Paesistico Regionale ed il nuovo "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio", Dlgs. n. 42 del 22 .01.2004, avrebbe dovuto far rispettare i principi della legge Galasso, dovuto tenere conto del D.M del 1 giugno 1967. Senza considerare il fatto che proprio la stessa Regione metteva a disposizione risorse per la tutela delle coste da rischio erosione e proprio in quella parte di litorale il livello di rischio dichiarato è appena al di sotto della soglia più alta di pericolo 72,8 su 76».
Dunque qualcosa di strano nella procedura ci sarebbe.
«Ora spetterà alle varie associazioni attivarsi per bloccare l'opera e alla magistratura accertare gli eventuali illeciti», conclude D'Angelo, «forse siamo ancora in tempo per fare qualcosa. L'art. 146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio afferma chiaramente: "l'autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione anche parziale degli interventi"».

a.b. 31/10/2008 16.01

GLI SVILUPPI DOPO LA NOSTRA INCHIESTA

*IL FASTIDIO DELL'ARCHITETTO
*LAVORI INIZIATI SENZA IL NULLA OSTA DELLA CAPITANERIA
*IL COMUNE BLOCCA IL CANTIERE, LA PROCURA INDAGA
*CHI E' FERNANDO DI PAOLO

* I RICORSI AL TAR RIGETTATI

*LA SENTENZA PENALE:NON LUOGO A PROCEDERE, ATTI AL PM PER ALTRE INDAGINI

*LA SENTENZA INTEGRALE DI NON LUOGO A PROCEDERE