SICUREZZA IN ATTESA

Abruzzo. Le criticità sismiche degli edifici in uno studio del 2005: era tutto noto

Studio ignorato per mancanza di fondi

Alessandro Biancardi

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Abruzzo. Le criticità sismiche degli edifici in uno studio del 2005: era tutto noto

Casa dello studente

In un articolo del 2009 tutti gli elenchi degli edifici con criticità sismiche individuati nel 2005 da uno studio di Abruzzo Engineering. C'era anche la Casa dello studente de L'Aquila....

Cosa è stato fatto?

ABRUZZO. E’ stato sequestrato l’immenso archivio degli edifici pubblici censiti dai tecnici incaricati dalla Regione a rischio sismico.
L’obiettivo del lavoro era quello di fotografare la pericolosità degli edifici più importanti in caso di sisma.
Una fotografia costata 5 milioni di euro che nessuno ha più guardato, dimenticata ed impolverata in un cassetto. Fino al 6 aprile scorso.
Sono moltissime le cose che non tornano dopo un mese di notizie, immagini, testimonianze.
Ed è sempre più chiaro che qui non si è trattato di un semplice terremoto, un cataclisma ed un capriccio della natura ma del fallimento dell’intera filiera dei controlli o peggio della intera amministrazione pubblica.
Da giorni infuria la polemica sulla classificazione della città dell’Aquila come rischio sismico “medio” quando da decine di anni si conoscono le faglie che corrono nel sottosuolo e da circa tre anni uno studio geologico propone alle istituzioni di spostare il capoluogo in categoria sismica 1, con il massimo rischio.
La burocrazia glissa.
Si è parlato di cemento depotenziato e di materiali scadenti: pratiche antiche che però sono passate inosservate a chi doveva controllare l’agibilità e le opere a regola d’arte.
E quando i controlli si facevano, come nel caso dello studio in questione, costato oltre 5 milioni, poi erano fine a se stessi, o meglio servivano per smaltire finanziamenti stanziati dal governo o dall’Europa e quindi accontentare magari un pugno di studiosi vicini al potere di turno. O chissà cos’altro.
Il progetto di censimento degli edifici pubblici e delle scuole comunali di tutto il territorio abruzzese iniziò nel 2003 circa e fu affidato dalla Regione alla partecipata Collabora Engineering spa.
Parallelamente fu affidato anche un analogo progetto di censimento dei siti contenente amianto (anche questo uno studio dimenticato).


3 ANNI E 50 TECNICI

Una cinquantina di tecnici impiegarono circa tre anni per studiare, verificare, fotografare tutti gli edifici pubblici, furono stampati e riempiti moduli (cartacei) con tutti i dati tecnici, aree catastali, piante e misure: numeri inseriti poi in un database e consegnati alla Regione insieme al cartaceo.
Migliaia di schede sequestrate ieri dalla procura della Repubblica dell’Aquila che sta indagando sui crolli.
Per quanto riguarda l'amianto sono stati censiti anche siti industriali della regione.
Collabora Engineering nel frattempo ha subìto una trasformazione ed è diventata Abruzzo Engineering a capo della quale fino al 14 luglio 2008 c’era Lamberto Quarta, braccio destro del presidente Ottaviano Del Turco, entrambi arrestati con l’accusa di aver intascato tangenti milionarie.
Uno studio così nel quale sono messe nero su bianco centinaia di criticità sismiche, dove si individuavano già nel 2006 gli edifici che poi sarebbero crollati (come la prefettura e la casa dello studente) è rimasto chiuso nei cassetti. Perchè?
Oltre agli edifici sono stati censiti anche tutti i ponti, mentre qualche anno fa era iniziata l’informatizzazione degli archivi, poi interrotta di colpo.
Secondo alcuni Abruzzo Engineering poteva essere o avrebbe potuto essere la società apripista nelle pianificazioni del rischio a patto però che dietro ci fossero persone e responsabili che avevano l’intenzione reale di farla funzionare sul serio e non per altri scopi.

LISTA SEQUESTRATA
Inoltre la procura dell’Aquila, oltre un anno fa, aveva autorizzato già dei sequestri nella società e si era parlato di una inchiesta su Abruzzo Engineering di cui non si è saputo più nulla.
Nel frattempo da Pescara è scoppiato lo scandalo della Sanità ed anche dalla costa si sarebbe iniziato a parlare di una inchiesta sulla gestione della società partecipata della Regione che avrebbe gestito milioni di euro per l’appalto della banda larga -già assegnato dal ministero- e che potrebbe anche aver assegnato, per conto della Regione, appalti senza gara.
Ma su questo come si è detto si è in ritardo ed è calato il silenzio.
Chissà che la ragione dello studio del rischio sismico dimenticato non risieda proprio nella cattiva gestione di questo ente pubblico, politicizzato e serbatoio come gli altri di poltrone e clientele.
Non va meglio se si analizza la gestione di Abruzzo Engineering sul fronte del personale.
La società in origine era nata con un centinaio di ex Lsu poi i dipendenti sono cresciuti fino a 200 ed è diventata un carrozzone -di destra e di sinistra-: ogni politico ha sistemato il proprio conoscente, cosa risaputa da sempre che capita in questo ed in tutti gli altri enti strumentali.


LISTA INATTUATA
Negli ultimi tempi il personale era impegnato in corsi di formazione riguardante la banda larga che doveva (dovrebbe?) essere la “nuova mission” di AE anche perchè queste erano le direttive condivise dal gruppo formato per il 60% della Regione, il 10 % della Provincia dell'Aquila il restante 30% dalla Selex spa società del gruppo Finmeccanica.
Il sisma ha reso inagibile la sede centrale ed ha interrotto questa formazione ma la Selex ha messo a disposizione dei dipendenti capannoni nei pressi di Avezzano per riprendere l’attività lavorativa.
Ma secondo i dipendenti il presidente Vittorio Ricciardi avrebbe dato l’ordine di ferie forzate giustificate con il sisma ma tra i dipendenti c’è comunque malcontento e le voci contrastanti che girano avvelenano il clima già teso.
«Noi tutti abbiamo ricevuto dai nostri direttori di sede», ha confidato a PrimaDaNoi.it un dipendente che per paura di ritorsioni vuole rimanere anonimo, «la notizia di ferie per mancanza di attività venerdì 24 aprile con inizio il 27 aprile fino all' 11 maggio. Premetto però che tutte le sedi restano aperte durante l'orario di lavoro. Temiamo che queste siano le avvisaglie di una prossima cassa integrazione per quarantenni e cinquantenni, padri e madri di famiglia capitati come tanti, loro malgrado, in un meccanismo più grande di loro e molto sporco».
Eppure appena il 23 aprile sembra fossero partiti gli ordini di servizio per i dipendenti di presentarsi alla caserma della gdf di Coppito, dove si sarebbe allocata la sede provvisoria dell’ente. Poi la frettolosa marcia indietro.
I dipendenti (200) raccontano di voci non verificate secondo le quali un'altra ditta avrebbe interesse a svolgere lo stesso lavoro che avrebbe dovuto fare Abruzzo Engineering e che potrebbe spuntarla.
Tutto normale: è iniziata la battaglia della ricostruzione.


TUTTO SCRITTO NERO SU BIANCO:«ATTENZIONE ALLA CASA DELLO STUDENTE»

L’AQUILA. La Casa dello Studente, la Prefettura erano edifici con «criticità strutturali». Lo dicono i dati del 2006 su 135 edifici che si trovano sul sito della Regione Abruzzo, sotto la voce Sistema Informativo Gestione Edifici e Opere Strategiche.
Questi dati sono stati resi pubblici il giorno seguente al sisma del 6 aprile ma inspiegabilmente irraggiungibili.
Da oggi sono tornati visibili e la regione spiega che il sito avrebbe avuto «problemi tecnici». Ma quello che si legge è sconcertante.
Perchè secondo questa ricca relazione fatta tre anni fa da Abruzzo Engineering su richiesta della Protezione civile e dove si passano in rassegna alcuni dei palazzi più importanti della città, le «criticità strutturali» erano state messe nero su bianco.
E tra queste spiccano quelle della Casa dello Studente di via XX settembre, dove hanno perso la vita 8 studenti, e il palazzo della prefettura, crollato come un castello di sabbia e che non ha contato vittime solo perchè il sisma è avvenuto di notte.
Ecco cosa si legge nella scheda della residenza dei giovani studenti aquilani, che grazie a borse di studio potevano alloggiare nella struttura: 7 piani di cui 2 interrati, lo stato di manutenzione veniva ritenuto «buono» ma si segnalavano «criticità strutturali».
Ultimi interventi strutturale non ne erano registrati, nel palazzo finito di costruire nel 1970.
Nessuna altre indagine era stata effettuata sulla struttura che come spiega il rapporto, veniva utilizzata 12 mesi l’anno, da una media di 150 persone 24 ore su 24. Non si registravano eventi franosi.
Criticità strutturali anche al palazzo della prefettura, 3 piani totali ognuno di 5,8 metri di altezza. Lo stato della manutenzione era stato definito «scarso». L’edificio, progettato nel 1819, nel 1984 era stato oggetto di un nuovo intervento strutturale che a quanto pare non è stato sufficiente

ANCHE I PROBLEMI DELL'OSPEDALE ERANO NOTI...
Problemi anche al San Salvatore, inagibile fin dal giorno del sisma e controllato reparto per reparto dove sono state registrate criticità nelle strutture costruite a metà anni 70 come a quelle negli anni 80 e 90.
«Criticità» sono state segnalate nel 2006 anche alla Facoltà di Economia e Commercio di Piazza del Santuario, 4 piani costruiti nel 1960. Stato della manutenzione dichiarata «buona».
Altre criticità strutturali anche alla Facoltà di scienze motorie, ex Ompi, di via San Giacomo, un piano appena costruito nel 1969 con utenza media di 500 persone.
Stesso tipo di criticità anche per un edificio di via Assergi, 6: 2 piani di 4,5 metri ciascuno con stato di manutenzione «scarso», progettato nel 1400, così come nel Palazzo Camponeschi di piazza S. Margherita 2 dove c’è la Facoltà di Lettere.
6 i piani, edificio progettato e costruito nel 1700 ma con un «buono» stato di manutenzione.
Criticità strutturali anche per Palazzo Carli in piazza Riviera 1, crollato dopo il sisma: una struttura mista in muratura e cemento armato, costruito e progettato nel 1600, ristrutturato nel 1960 con una utenza media di 300 persone e aperto 12 mesi su 12. Stessi problemi alla Farmacia comunale Torrione in Viale De Gasperi, edificio progettato nel 1960 e terminato nel 1968, o al Teatro Stabile nella parte costruita in muratura in pietrame squadrato o con ricorsi in laterizio, costruita nel 1800 e ristrutturato nel 1990. Manutenzione giudicata «buona»
E anche il prefabbricato in cemento armato del terminal dell’Arpa di via Caldora, era stato censito: 4 piani di cui 2 interrati. Lo stato di manutenzione veniva definito «buono» per la struttura sorta intorno alla fine del 1980 e ristrutturato nel 2004 ma solite criticità.


SOLDI PER ADEGUAMENTI STRUTTURALI

Ci sarebbe voluta una montagna di soldi per adeguare strutturalmente i 135 edifici monitorati dalla protezione civile. Quasi 5 milioni di euro per il Teatro Stabile, 1.470.000 per la Casa dello Studente, 5.280.000 per Palazzo Carli, 841.500 per gli uffici regionali, quasi 14 milioni di euro per gli uffici del consiglio regionale, 1.566.000 per la Prefettura.
Per il municipio ne sarebbero serviti almeno 4 di milioni, e altri 3.223.440 per la sede decentrata di via Sassa e 3.749.760 per Palazzo Tosto, altra sede comunale in via Roma.
Non è esente dall’adeguamento strutturale nemmeno il campo sportivo Fattori di viale Gran Sasso, dove veniva indicata la cifra di 6 milioni di euro per l’adeguamento strutturale.
Per il palazzo ex Inam di via XX settembre servivano 7,8 milioni di euro e non ne sarebbero bastati 10 di milioni per le facoltà universitarie dislocate tra via Verdi, via San Giacomo, Via San Sisto, quelle di Monteluco di Roio, piazza del Santuario, via Vetoio.
Questi soldi sono stati previsti nei bilanci, sono stati stanziati? A che punto era l’iter per l’adeguamento strutturale?

* L'AQUILA. LA LISTA DEI COSTI DEI 135 EDIFICI DA ADEGUARE



LE CRITICITA’ A PESCARA

PESCARA. La stessa mappa delle criticità strutturali che nel 2006 è stata redatta dalla Regione per gli edifici dell’Aquila è stata fatta per tutti i comuni d’Abruzzo. Che cosa c’è scritto e cosa è stato fatto?
E dopo la scossa del 6 aprile scorso proprio a quello studio è stato possibile dare maggiore credibilità per i successivi crolli disastrosi “annunciati” come quelli della prefettura, della casa dello studente o dei problemi dell’ospedale San Salvatore.
Anche gli edifici pubblici di Pescara sono stati passati in rassegna. Qui la zona sismica di riferimento è classificata con il numero 3 e sicuramente una scossa forte e devastatrice come quella del capoluogo (classificata erroneamente con il 2 invece che 1) di regione è quasi impossibile.
Ma è bene vedere quali e quante sono state le criticità messe in evidenza due anni fa. Sarebbe poi interessante che qualcuno riferisse se questi allarmi o indicazioni su edifici con vulnerabilità sismiche sono stati recepiti e si sono effettuati lavori straordinari per sanarli. Se non altro perchè in ballo c’è la sicurezza dei cittadini e un gruzzolo indifferente di denaro pubblico.
L’ospedale civile di Pescara è stato controllato in 35 tranches diverse: in 12 casi (non si chiarisce quali siano i reparti) sono state riscontrate criticità strutturali. In 11 casi la manutenzione riscontrata è stata «scarsa» e solo in 1 caso su 34 (il vecchio palazzo dove ora c’è la direzione sanitaria), si è registrato un intervento di tipo strutturale. Si legge «ampliamento», un lavoro che risale comunque al 1963.
In tutti i casi si evidenzia la presenza di pubblico, un via vai giornaliero che va dalle 10 alle 400 persone. In due casi si evidenzia anche il tipo di segnalazioni pervenute e si parla di «cedimento fondale sullo spigolo est» e «cedimento fondale su lato ovest».
Criticità strutturali sono state riscontrate anche al palazzo in cemento armato di otto piani del genio Civile di via Largo dei Frentani, costruito tra il 1962 e il 1969, trovato però in «buono» stato di manutenzione.
Stessi problemi al palazzo ex poste ufficio provinciale decentrato di via passo Lanciano,75. Un prefabbricato di cemento armato di 5 piani costruito tra il 1980 e il 1988.
Lo stato della manutenzione riscontrata venne definita «buona».
Criticità anche al Teatro D’Annunzio di via Cristoforo Colombo costruito tra il 1999 e il 2000. Nonostante la struttura fosse nuova lo stato della manutenzione venne classificata «scarsa».
L’analisi non è andata meglio al Museo Cascella di viale Marconi, 45, al Museo d’Arte moderna di via Gramsci 30 e al museo delle Genti d’Abruzzo (costruito tra il 1500 e il 1700).
In tutti e tre i casi la relazione segnala «criticità strutturali».
La manutenzione venne però definita «buona».

Alla rimessa dei mezzi comunali di via Fonte romana stesse criticità strutturali e manutenzione «scarsa» riscontrata nei due complessi da un piano ciascuno costruiti tra il 1945 e il 1985.
La manutenzione venne definita «scarsa».
Anche il settore sportivo della città entrò nella lista nera tra questi il palazzetto dello sport di via Pepe, il pattinodromo di via Maestri del Lavoro, nonostante una manutenzione straordinaria nel 2004.
Nella lista ci sono anche le Tribune dello Stadio Adriatico costruite nel 1978 trovate però in «buono» stato di manutenzione probabilmente grazie ai lavori del 2004. Oggi lo stadio è oggetto di ristrutturazione. Secondo le previsioni di allora per sanare le vulnerabilità sismiche potevano bastare 8 milioni di euro. I lavori di oggi sono costati 12 milioni ma chissà se si è pensato al rischio sismico.
Altre criticità anche al Municipio di via Largo Madonna e al Museo delle Arti sempre a Largo Madonna.
Non mancano gli asili nido: criticità sono state riscontrate in quello in via Rigopiano, all’asilo nido in via Mezzanotte, in quello in via del Santuario, in via Colle Marino, via Benedetto Croce, tutti costruiti tra il 1978 e il 1980, tutti in «buono» stato di manutenzione e oggetto di una manutenzione straordinaria nel 2004.
Risulta non esente da criticità anche il Municipio di piazza Italia costruito tra il 1926 e il 1930. Dopo quella data non viene registrato alcun tipo di lavoro.


SOLDI PER GLI ADEGUAMENTI

Quanti soldi servivano, secondo lo studio, per risolvere le criticità strutturali dei palazzi pubblici della città e provvedere all’adeguamento strutturale degli edifici?
Per l’ospedale non sarebbero bastati 70 milioni di euro per tutto l’adeguamento ma alla voce “importo finanziabile” si arriva a mala pena a 20 milioni di euro. Sono stati chiesti quei soldi? Ed i lavori sono stati effettuati?

22 milioni di euro anche per le facoltà della D’Annunzio di viale Pindaro (dei quali finanziabili poco meno di 8 milioni) che però non erano state inserite nella lista degli edifici con criticità strutturali.

Per il municipio ne sarebbero serviti oltre 9 di milioni per le modifiche strutturali (appena 2,7 finanziabili), poco più di 1 milione invece per gli asili nido (ma la cifra finanziabile non arriva nemmeno a 200 mila euro).
Come detto 8 milioni di euro anche per le Tribune dello stadio Adriatico, (meno di 2 milioni finanziabili).
Stessa cifra anche per il pattinodromo (finanziabile al massimo con 2,3 milioni di euro).
3 i milioni per l’adeguamento strutturale dei musei (meno della metà finanziabile), 666 mila euro per il teatro, oltre 3 milioni di euro per il palazzo del genio civile.

*L'ELENCO COMPLETO DEGLI EDIFICI VULNERABILI DI PESCARA


LE CRITICITA’ DI TERAMO

Tutto era partito analizzando le criticità degli palazzi pubblici del capoluogo di regione e si era scoperto così che nel documento, commissionato dalla Protezione civile e redatto da Abruzzo Engineering nel 2006, c’erano proprio quei palazzi che non hanno retto al sisma dello scorso 6 aprile. Primi tra tutti la Casa dello studente, l’ospedale S.Salvatore e la Prefettura.
Nella seconda puntata avevamo passato in rassegna gli edifici di Pescara, trovando non poche sorprese. Adesso è la volta di Teramo.
Anche qui nel 2006 si sono susseguiti i sopralluoghi dai tecnici di Collabora Engineering e poi di Abruzzo Engineering per vedere quali edifici presentassero criticità strutturali.
La lista è abbastanza lunga.
Anche in questo caso l’ospedale non si salva: nella lista compare, infatti, il primo lotto Mazzini di piazzale Italia, una struttura in cemento armato di due piani, costruita tra il 1998 e il 2004. Nel 1999 ci furono dei lavori di ristrutturazione e nonostante i problemi strutturali lo stato della manutenzione venne valutato «buono».
Problemi strutturali anche all’ospedale Alessandrini Romualdi, 5 piani a Villa Mosca costruito in muratura e in acciaio e laterizio nel 1800. In questo caso lo stato della manutenzione è stata definita «scarsa». La struttura nel 1980 è stata oggetto di lavori di ampliamento.
Stessi problemi al presidio pneumotisiologico territoriale di viale Cricioli, 2 piani costruiti nel 1950, dove è stata riscontrata anche una «scarsa» manutenzione.
«Criticità strutturali» anche alla sede Asl -ex Inam sulla circonvallazione, 9 piani costruiti nel 1950, (manutenzione «buona»), e all’ex sme Molinari, Facoltà di medicina veterinaria di piazza Aldo Moro. Sono stati esaminati tre lotti, di 4, 4 e 3 piani costruiti tutti e tre nel 1970 e in «buono» stato di manutenzione e tutti oggetto di manutenzione straordinaria nel 1996.
Nella lista delle criticità ci sono anche il Palazzo del genio civile di via Cerulli Irelli 7, (4 piani di cui 1 seminterrato costruito nel 1950 e in «buono» stato di manutenzione), l’edificio dell’Istituto zooprofilattico in contrada Gattia, 1 piano e una superficie complessiva di 1100 metri quadri costruito tra il 1980 e 1981. In questo secondo caso oltre alle criticità strutturali si è registrato anche un «pessimo» stato di manutenzione e nessun intervento di ristrutturazione effettuato di recente.
Non va meglio alla sede decentrata del Comune di via della Banca (4 piani del 1800) e alla sede del Municipio di piazza Orsini, 3 piani costruiti sempre nel 1800; «buono», però lo stato di manutenzione. Entrambi hanno la casella «criticità strutturali» spuntata con un “sì”.
Stessi problemi anche alla rimessa dei mezzi comunali in via Orto Agrario (1 solo piano). La parte costruita nel 1940 è stata ritrovata anche in «pessime» condizioni di manutenzione
Tra le scuole si parla solo della situazione della scuola materna comunale Vittorio Emanuele II di via del Baluardo, in cemento armato, tre piani di cui uno seminterrato. Costruito nel 1970. Anche qui sono state registrate «criticità strutturali».


COSTI PER ADEGUAMENTO STRUTTURALE

Quanto bisognava investire, secondo questa relazione, per risolvere i problemi strutturali?
Oltre 25 i milioni necessari, secondo i tecnici, per gli adeguamenti dell’ospedale Mazzini. Poco più di 10, però quelli reperibili.
Oltre 8 milioni di euro, invece, quelli necessari per l’Alessandrini (finanziabile meno della metà).
4 i milioni per la sede Asl ex Inam, quasi 3 per la Facoltà di Medicina Veterinaria e 2 quelli per il palazzo del Genio Civile.
Oltre 30 milioni, invece, sempre secondo il resoconto, per gli adeguamenti strutturali del Campus universitario Polo Umanistico di via Memmingen, 2,9 per la sede della Provincia di via Milli. Stessa cifra anche per il provveditorato agli studi di via Largo San Matteo; 1,2 per il palazzo ex questura di via Capuani, 2,6 per la Prefettura di via Vinciguerra .
Oltre 3 i milioni per palazzo Delfico, quasi 5 per il palazzetto dello sport in località Scapriano.

*ECCO L'ELENCO COMPLETO DEGLI EDIFICI DI TERAMO


LE CRITICITA’ DI CHIETI

CHIETI. Di criticità strutturali ce ne sono anche a Chieti. E’ proprio qui la concentrazione più alta di edifici che presentano problemi, come si evince dallo studio commissionato dalla protezione civile e realizzato da Abruzzo Engineering tra il 2003 e il 2006.
Dopo aver passato in rassegna i palazzi pubblici di L’Aquila, Pescara, Teramo, adesso è la volta di Chieti. In questo caso la lista è bella lunga.
Si parte dalla biblioteca Provinciale De Meis in piazza dei Templi Romani, 4 piani, costruita nel 1960, trovata in «buono» stato di manutenzione ma con «criticità strutturali» e oggetto di ristrutturazione nel 2005.
Nello stesso anno, però, come si ricorderà, la biblioteca crollò seppellendo migliaia e migliaia di libri. Come altre in regione questa scoperta si è dimostrata veritiera e sembra quasi di scorgere lo stesso potere “divinatorio” che aveva indicato a L’Aquila tutte le carenze della Casa dello Studente, della Prefettura e dell’ospedale San Salvatore che non hanno retto alla scossa del 6 aprile scorso.
Dopo un controllo alle facoltà universitarie, solo nell’edificio di Lettere in via dei Vestini, 31, sono state riscontrate criticità strutturali. Si tratta di un edificio di 5 piani, costruito tra il 1988 e il 1995, in «buono» stato di manutenzione. Nessun intervento recente, utenza media di 150-200 persone al giorno.

Problemi anche alle varie sedi dove ci sono gli uffici comunali: si va dalle criticità del Municipio di piazza Vittorio Emanuele II, (4 piani, costruito nel 1500, stato della manutenzione giudicato «buono», nessun intervento recente), alla doppia criticità strutturale per la sede comunale decentrata di via Sant’Egidio, (3 piani costruiti nel 1800 trovati in «pessimo» stato di manutenzione).
Non si salvano nemmeno la sede comunale decentrata via delle Robinie, (costruito tra il 1962 e il 1965 in «buono» stato di manutenzione), la sede comunale decentrata di piazza Carafa e gli uffici municipali, sede dei vigili urbani di via Nicolini, (3 piani 300 metri quadri di superficie totale, costruiti nel 1960 e in «buono» stato di manutenzione).
Nel capitolo “asili” vengono inseriti quelli di via Arenazze, via Madonna delle Piane, via Amiterno. Tutti e tre sono stati trovati in «buono» stato di manutenzione, costruiti nel 1978 oggetto di manutenzione straordinaria nel 1997 con una media di 40 utenze giornaliere. Per tutti e tre, però, casella spuntata alla voce «criticità strutturali».
E c’è nella lista anche l’ex asilo nido- sede Asl di via Marino da Caramanico, 2 piani in un edificio che risale al 1930 ma in buono stato di manutenzione.
Per quanto riguarda gli impianti sportivi, rientrano tra quelli con criticità l’impianto Piana Vincolato (via madonna della Vittoria, costruito in acciaio e laterizio tra il 1967 e il 1968 trovato «buono» stato di manutenzione), la piscina comunale di via Maestri del Lavoro, (progetto del 1973 e costruita nel 1990, nessun intervento recente e «buono» lo stato della manutenzione), l’impianto Santa Filomena (viale Abruzzo, 87-2000, doppia criticità sia per la parte costruita recentemente che per quella che risale al 1860, oggetto di manutenzione straordinaria nel 2002), l’impianto sportivo colle dell’Ara.

Altre criticità strutturali sono state riscontrare al Teatro Marrucino - museo Barbella di piazza Valignani. La costruzione che risale al 1500 è stata ritrovata in «buono» stato di manutenzione. Si segnala anche che nel 1995 fu oggetto di ristrutturazione.
Anche a Chieti, come in tutti e tre gli altri capoluoghi di provincia, l’ospedale non si salva.
«Criticità strutturali» sono state evidenziate sia al presidio ospedaliero San Camillo de Lellis, (risale al 1930 trovato in «scarso» manutenzione e in parte oggetto di manutenzione straordinaria nel 2002), che al vecchio presidio Ss Annunziata di via Valignani, (5 piani e 1 seminterrato. La manutenzione per la parte che risale al 1950 è stata giudicata «scarsa» e in alcune zone addirittura «pessima».
Infine sono state rilevate criticità strutturali negli uffici laboratori Arta, (9 piani, costruiti tra il 1990 e il 1995 in via Spezioli, 52), al palazzo del Genio civile (via Asino Herio, 5 piani costruito nel 1955), nel polo tecnico degli uffici della Provincia in via discesa delle carceri negli uffici provinciali di piazza monsignor Venturi, (3 piani, costruito nel 1960, lavori nel 1990, «buono»
Stato della manutenzione).


FONDI NECESSARI

Quanto sarebbe necessario investire negli edifici pubblici per gli adeguamenti strutturali? Lo studio effettuato dai tecnici di AE dice anche questo.
Oltre 5 milioni sarebbero quelli necessari per la Facoltà di Lettere, 2,3 milioni per il Santa Filomena, più di 5 milioni per il Teatro Marrucino, 1,2 per l’impianto sportivo Colle dell’Ara.
Poi ancora oltre 8 milioni per la sala operativa della Provincia, oltre 10 milioni per il San Camillo, solo metà finanziabili.
Oltre 30 milioni servirebbero per la parte nuova del Ss Annunziata, “appena” una decina per la parte vecchia; 1,7 milioni per gli uffici Arta, 2,5 per il palazzo del Genio Civile, quasi 2 per la Biblioteca de Meis (dopo il crollo ne vennero stanziati 900 mila) e 6,4 per l’ex ospedale civile di via Arniense.

*LA LISTA COMPLETA DEGLI EDIFICI DI CHIETI


Alessandra Lotti 20/04/2009 10.01