Le scandalose dissonanze della Città della Musica: sogno svanito con i fondi?

Alessandro Biancardi

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città della Musica

APPROFONDIMENTO PESCARA. Era il 2005 quando si moltiplicarono gli inviti a «tutti gli artisti musicisti, ensemble, gruppi di ogni genere» a presentare il proprio curriculum per «utilizzare la nuova struttura e la rete internazionale».
Un «contenitore» che si dava già per costruito- visto l’affanno per riempirlo di «contenuto» (master e progetti)- ma che ad oggi non esiste.
Tanto, tutto, forse troppo era stato annunciato e pubblicizzato persino con un ospite d’eccezione come Franco Battiato. Ma della Città di «produzione e consumo della musica» (come la definì Luciano D’Alfonso) nulla è stato realizzato.
Le promesse erano da sogno per il popolo dei “migranti” musicisti e dei fruitori. La città della Musica, costruita riqualificando l’ex inceneritore di via Raiale, aveva l’ambizione di diventare la struttura logistica di un laboratorio per la formazione di artisti locali: sale di registrazione e di prova, ma anche una sala grande in grado di ospitare una intera orchestra, destinata alla registrazione di colonne sonore, una scuola della musica, un auditorium, un bookshop, una mediateca, un sala per audiovisivi e un grande caffè panoramico affacciato sul Pescara.
Il tutto, annunciavano nel 2004, «pronto nel 2006, punto di riferimento per l’Abruzzo finanziato dal programma Urban 2».
Rileggendo a distanza di tempo, alla luce dei (non) fatti, le dichiarazioni di politici ed assessori di allora è difficile trattenere un sorrisino.
In realtà ci si potrebbe ridere su solo se non si trattasse di fondi pubblici (europei, regionali, comunali) e solo se su quest’opera non fosse stata aperta una inchiesta dalla procura di Pescara di cui però si sono perse le tracce.
Da subito si era cominciato a fare a pugni con la Giustizia.
Il cantiere della Città della Musica era iniziato, oltre che in ritardo, anche con il piede sbagliato. Nel 2007 era stato sequestrato e dissequestrato, nel giro di pochi giorni, dalla procura di Pescara e dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro per verificare la completa messa a norma e in sicurezza dell’area dei lavori.
Beghe anche dal lato dei finanziamenti.
Infatti la procura di Pescara nel dicembre 2008 aveva acquisito la documentazione relativa ai fondi europei Urban 2 con i quali si finanziava buona parte della struttura.
Ma si può dire che anche il diavolo ci ha messo la coda quando, nel 2006, la Polizia multò l’amministrazione e l’obbligò alla rimozione del gigantesco cartello posto sull’ex inceneritore che distraeva gli automobilisti.
In tutto questo tempo, quello che sembra aver dato meno grane al Comune è il reperimento (e l’ottenimento) dei fondi. Più che la solita perigliosa odissea, quella del “fund rasing” sembra essere una bella storia a lieto fine. E ci si è preso gusto: tant'è che fino a pochi mesi fa si è continuato a chiederli o a stanziarli di tasca propria per progetti, strutture, consulenze tecniche che gravitano intorno ad una struttura “principe” che, di fatto, non ha ancora visto la luce.
Esattamente come accendere mutui per assumere l’arredatore, per comprare i mobili per l’interno e quelli da giardino senza avere la sicurezza di poter costruire la casa.
Ma cosa è successo per fermare tutto?
I soldi ci sono o no?
Sono stati congelati per qualche motivo?



IL PROGETTO

La realizzazione della Città della Musica è prevista nel piano triennale delle opere 2004-2006 e in quello 2005-2007. Il progetto definitivo fu approvato dal consiglio comunale nel 2005 con una spesa complessiva di 2,3 milioni di euro. L'incarico relativo alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, nonchè alla direzione dei lavori, dopo una gara, fu affidato nel 2004 al gruppo costituito dall’architetto Carlo Di Gregorio e dallo studio associato “2C Coccia e Cipolla Architetti Associati”.
Per la progettazione si stanziarono 166 mila euro.
«Il progetto prevede il risanamento e il recupero della struttura- si legge sul sito Urban 2 nella pagina relativa a questo intervento- come parte del processo di riqualificazione dell'intera fascia urbana. Sono previsti il recupero del corpo centrale dell'edificio e il recupero del corpo dei servizi e della ciminiera, alta ben 31 metri che sarebbe servito da "totem mediatico". Il programma prevede la riqualificazione anche dell'area circostante l'Ex Inceneritore, con il rifacimento degli argini del Pescara e la realizzazione del futuro Parco Fluviale».
Il progetto così presentato si è aggiudicato, dichiarano nel sito, il "Premio di merito" nel concorso di idee organizzate dal Politecnico di Milano e dalla Ge.si Spa. Per pubblicizzare ed organizzare la premiazione del concorso “Europan 7” fu rendicontata una spesa di 23 mila euro.

FINANZIAMENTI

Come veniva finanziata la Città della Mausica? Il costo è stato ripartito così: il 40% dai fondi europei, il 35% da fondi nazionali e il 25% da quelli comunale.
«La spesa di 2.366.551,26 − si legge nella delibera di approvazione del progetto definitivo- è sostenuta sia con fondi del programma obbligatorio che con fondi del programma aggiuntivo nei seguenti termini: per Euro 816.351,26 con fondi obbligatori; per Euro 1.550.000,00 da fondi aggiuntivi. E che la Regione Abruzzo co-finanzia l’intervento con un importo complessivo di Euro 800.000,00 di cui Euro 500.000,00 da imputare al programma aggiuntivo ed i restanti Euro 300.00,00 a valere sul fondo obbligatorio già impiegati per 95.862,19 nei precedenti interventi». Per quanto riguarda la percentuale di finanziamento comunale, nella delibera, si scrive di aver previsto la spesa nel bilancio 2005 ottenendo i soldi con l’accensione di un mutuo di cassa.
Nelle tantissimi dichiarazioni dei politici di oggi e di allora, i finanziamenti si davano per ottenuti e sfruttati. Si facevano grandi annunci e anche concerti per lodare la propria bravura nel reperimento dei fondi europei. Ma dove sono questi soldi?

COME E’ ANDATA A FINIRE?

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COME E' ANDATA A FINIRE

La Città della Musica è stata finanziata. L’ente appaltante è il Comune di Pescara e l’ufficio competente quello del settore politiche comunitarie.
Il responsabile unico del progetto è il geometra Angelo Giuliante.
C’è tutto, o almeno così sembra.
«Fine dei lavori prevista per dicembre 2008», si legge nel cartello. Ma il cantiere, avviato, è fermo. Sarà perchè il Comune, dopo aver aggiudicato l’appalto alla ditta “Di Giampaolo” (ditta che ha vinto i 2 appalti per la ristrutturazione dello Stadio), si è visto bloccare i lavori dal Tar, che ha accolto un ricorso di una ditta esclusa?
Così l’ente ha presentato a sua volta ricorso al Consiglio di Stato. Si è in attesa della pronuncia o si c’è già una sentenza?
Anche Luciano D’Alfonso, scrivendo le sue linee di programma sul sito del Comune, parlava della necessità di superare «un contenzioso esistente», ma era molto tempo fa. Soprattutto se ritornando a Bomba, ci si ricorda che tutto doveva essere pronto per il 2006. Per quale motivo non si muove nulla?

«URBAN 2: CHIUSO»... ANZI NO

Alla fine dello scorso mese di maggio, il vicesindaco Camillo D’Angelo aveva annunciato: «gli interventi del programma Urban 2, che si chiuderà ufficialmente il prossimo 30 giugno, sono fra quelli che rivendichiamo con maggiore orgoglio in questi sei anni di lavoro».
Ha poi aggiunto: «grazie all'impegno di Massimo Luciani prima e del sottoscritto poi, il Comune è stato in grado di intercettare, utilizzare i fondi della Comunità Europea ed intervenire concretamente per recuperare e valorizzare le aree più delicate della città».
In quell’occasione, D’Angelo aveva lanciato anche una frecciatina all’ultima amministrazione di destra bollandola come «incapace di gestire i fondi comunitari».
«Al programma Urban 2 si sono poi aggiunti- ha spiegato D’Angelo- altri finanziamenti ottenuti partecipando ai bandi europei, in tutto quasi 30 milioni di euro gestiti in 5 anni, che hanno superato controlli e verifiche ministeriali e della Commissione Europea».
«Il programma si chiuderà con il completamento di parte della Città della Musica e della Strada Pendolo, la prima che diventerà uno dei principali punti di riferimento culturali per i giovani pescaresi, la seconda che offrirà una viabilità veloce ed alternativa a quella attuale per collegare la zona ovest al centro della città».
Infatti, dice bene D’Angelo sul finale: il programma non è concluso. Infatti leggendo le delibere di Giunta si nota che il Comune di Pescara, attraverso il Ministero dello sviluppo economico, ha chiesto la proroga dei termini per la conclusione del programma Urban 2.
Il Comune avrebbe dovuto produrre tutta la documentazione relativa all’attività dal 2000 al 2006 entro il 31.06.09, altrimenti ci sarebbe stata la sospensione dei finanziamenti ancora da erogare e la successiva revoca di quelli già erogati.
Si decide di continuare e di non rimandare indietro i soldi, nè i progetti.
In quella stessa delibera di gennaio 2009, si impegnano spese (prendendo atto di determine dirigenziali che già impegnavano le somme necessarie) per la prosecuzione dell’incarico affidato a consulenti tecnici che si occupano dell’intero programma europeo.
Mancano tante cose da fare per la prossima scadenza del 30 settembre 2010: controllo, archiviazione documenti, comunicazione risultati e ultimare le opere con i fondi europei cosiddetti aggiuntivi. In quella stessa sede l’intenzione di chiedere altri finanziamenti europei per il Piano integrato di sviluppo urbano (PISU) venne messa nero su bianco.


LA MATRIOSKA DELLA MUSICA

La bambola più grande, la Città della Musica, non esiste. Ma si è già pensato a come prendere finanziamenti per metterci le bamboline più piccole dentro.
La matrioska della Musica doveva contenere tanti altri progetti europei al suo interno.
Ma più la si apre e più si vede come le bambole siano rimaste di carta, quella stampata.
Infinite sono le tracce pubblicitarie dei due master che si sarebbero attivati.
Ma sono vuoti i siti (anche istituzionali) che dovrebbero dare notizie.
Formazione a parte, c’è una altra opera strategica, interna alla Città della Musica, che non ha ancora visto la luce ma che compare in una delibera di giunta.
E’ la scuola di Musica: 1 mln di euro, in aggiunta agli oltre 2mln del progetto globale, da finanziare con mutuo da contrarre nell’annualità 2006.
La spesa, si legge nella delibera del 2006, è sostenuta con fondi del programma aggiuntivo previsti nel bilancio di previsione 2006.

COL SENNO DI POI: DICHIARAZIONI A CONFRONTO

L’idea della Città della Musica fu esposta, come anche quella del calice nipponico, alla biennale di Venezia del 2006. I politici di allora come il sindaco Luciano D’Alfonso, gli assessori Di Pietrantonio e Luciani non lesinarono dichiarazioni ai giornali e vicendevoli complimenti. Di Pietrantonio sfruttava ogni occasione per rivendicare la paternità dell’idea (che rimane sua a tutti gli effetti). Tutti assicuravano fatti e non chiacchiere. Una sola voce solista, in una importante conferenza, uscì dal coro.
Era Franco Battiato che non si lasciò abbindolare dalle lusinghe e dai complimenti. «Curate l’acustica», aveva ripetuto più volte, «un auditorium non si fa per l’architetto, ma per la musica. E’ indecente che in un Paese in cui la musica sposta centinaia di migliaia di persone, una economia complessa e consistente, ci si ritrovi a fare concerti in palasport assurdi, dove dopo 2 minuti tutto rintrona nella testa. In Germania già da 20 anni, anche in centri di 5mila abitanti sono stati edificati auditorium perfetti. Qui da noi no. E’ il magna magna qui».

Manuela Rosa 24/06/2009 8.57