Aeroporto d'Abruzzo: le scelte che penalizzano lo scalo

Alessandro Biancardi

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L'INCHIESTA. ABRUZZO. A che serve un aeroporto? A far volare i passeggeri, si dirà. La risposta potrebbe essere sbagliata. Anche la Saga, come tutte le società partecipate, anche dalla Regione e politicizzata, implica che spesso a prendere decisioni siano persone che di aviazione, aeronautica e marketing forse sanno poco.
Ma queste scelte hanno un alto costo e delle ricadute ben precise sulla Regione che versa moltissimi milioni alla Saga e indirettamente anche alle compagnie di volo. Che ci guadagna l’Abruzzo?
E stato per esempio avviato uno studio dettagliato per verificare la gestione della Saga negli scorsi anni? Si è fatto uno studio su costi e benefici?
Proviamo allora a pungolare il presidente Chiodi&Co con qualche spunto.

TEMPO DI SPOIL SYSTEM

E’ tempo di spoil system ed anche la vecchia gestione Saga, quella voluta dal centrosinistra di Del Turco e Paolini, vice, potrebbe saltare. Ricordare i nomi può essere facile per capire anche i metodi di scelta.
Il presidente Saga è Vittorio Di Carlo, il direttore generale è Gianfranco Stromei, il vice Marco Bruno, sotto quest’ultimo vi sono i reali bracci operativi della società che gestisce l’aeroporto di Pescara, cioè le persone che sanno e che prendono le decisioni. Mentre i primi rivestono più il ruolo di “frontman” e di comunicatori con i media.
Nel consiglio di amministrazione invece tutti nomi “sconosciuti”:
Presidente : Vittorio Di Carlo e poi i consiglieri, Ugo Di Silvestre (avvocato), Luciano Di Nicola, Ezio Ardizzi (Camera di commercio), Dino Di Vincenzo (Imprenditore), Dario Mancini (banca Caripe), Camillo D'Angelo (ex vicesindaco ha preso il posto di Luciano D’Alfonso).
Si capisce la caratura del consiglio di amministrazione fatto dai “potenti” della zona e da nomi che ricorrono spesso sui giornali e che contano nel mondo dell’economia. Chissà quanti di loro però hanno una cultura specifica che permetta loro di valutare le scelte che devono approvare o sono lì solo alzare la mano acriticamente.
Poichè Chiodi continua a parlare di meritocrazia (anche se finora alle parole non sono seguiti i fatti) sarebbe il caso di dare un bell’esempio partendo dalla Saga anche perchè i numeri parlano chiaro ed urlano una sola verità: fallimento.

I DATI: AEROPORTO DI PESCARA IN PICCHIATA

I dati sul traffico di passeggeri e merci appena pubblicati da Assoaeroporti, l’organismo di Confindustria del settore, parlano di un calo del 24,5% dei passeggeri a giugno 2009 e di -4,6% delle merci. Un dato che da alcuni mesi continua ad essere negativo per lo scalo pescarese.
Su base semestrale il 2009 sarà ricordato probabilmente (se le cose non cambiano in maniera repentina nei prossimi mesi) come un anno nefasto poichè dopo tre annate il segno torna pesantemente negativo.
Infatti, nei primi sei mesi il calo dei passeggeri è del 24,9% mentre quello delle merci del 14,8%.
Nel 2008 era andata meglio: la movimentazione dei passeggeri aveva un segno positivo (8,5%), negative invece le merci (-7,9%).
Nel 2007 i passeggeri erano al 9% e le merci erano appena sotto la soglia dello 0 (-0,4%).
Nel 2006 i passeggeri erano a -2,8% ma la movimentazione merci dava una bella boccata d’ossigeno con 17,4%.
Si nota come dal segno meno del 2006 si passa ad un modesto segno positivo tra il 2007 e 2008 per poi calare a picco nel 2009.
Questi i numeri.
Sarebbe interessante un commento della Saga che da sempre si abbandona a facili trionfalismi.
Gianfranco Stromei e Vittorio Di Carlo solo pochi giorni fa dalle pagine de Il Centro parlavano di «livello dei servizi dello scalo mai sceso sotto il livello dell’eccellenza».
Ed in quel caso rispondevano ai disagi piccoli e grandi ai quali sono sottoposti i viaggiatori.
Sarebbe poi interessante sapere che fine abbia fatto il volo per New York (con scalo a Bologna) che qualcuno -lo si ricorderà- aveva fatto decollare nei suoi sogni con roboanti proclami pre elettorali e scomparso risucchiato nel triangolo delle Bermuda della politica locale.


GLI ULTIMI DATI: RYANAIR VOLA PIENO FLYONAIR NO


Cali di traffico generalizzati in tutti gli aeroporti si dirà. Vero. E’ la crisi economica globale, si aggiungerà. Vero.
Sta di fatto però che alcune compagnie non conoscono crisi ed aumentano utili e passeggeri sempre. Perchè?
Essendo l’aeroporto di Pescara un aeroporto dove vi operano poche compagnie con pochi voli al giorno è facile ricondurre il calo dei passeggeri nazionali alla cancellazione del collegamento lowcost della compagnia VolareWeb (cancellato a luglio 2008) e il calo dei passeggeri internazionali dovuto alle diminuzioni di frequenze dei voli Ryanair per Francoforte a Londra passati da 7 a 4 (da aprile a luglio).
Riduzioni pianificate già a novembre 2008 (dunque ben prima del terremoto).
Perchè poi la Saga ha impiegato molti mesi per sopperire alla mancanza di un volo importante come il Pescara-Milano poi affidato a Ryanair?
I voli Ryanair, per esempio, in arrivo a Pescara da Londra, Francoforte, Olanda sono tutti pieni, spesso non si trova un posto libero da Francoforte a Pescara fino a fine luglio.
I voli in arrivo a Pescara effettuati dalla compagnia FlyOnair invece sembrano piuttosto vuoti.
Su questo che è uno dei forum maggiormente quotati si trovano alcuni dati non ufficiali dei passeggeri di Flyonair, dati approssimativi, ma calcolati dagli addetti ai lavori ed in attesa di essere smentiti li diamo per buoni.
Per fare un esempio la compagnia ha trasportato a maggio 2009 la media di 33 passeggeri a volo da/per Berlino (l'aereo che opera questa tratta è un Airbus319 da 150 posti circa). Vuoto.
Ryanair da/per Francoforte ha trasportato la media di 159 passeggeri (l'aereo che opera questa tratta è un Boeing738 da 189posti). Pieno.
Domanda numero uno: perchè crisi economica e terremoto sono la causa del fallimento dei voli FlyOnair mentre Ryanair continua a sbarcare nello scalo abruzzese turisti nonostante tutto?
Bei discorsi ma agli abruzzesi cosa importa; non sono in fondo imprese private che possono fare le scelte economiche e di marketing che credono?
Sbagliato. Perchè le compagnie ricevono fior di quattrini dalla Regione (circa 6 milioni di euro) con la scusa di dare una mano al turismo. Soldi pubblici che dovrebbero avere una giustificazione pubblica ed un ritorno per tutti.
Domanda numero due: Come si giustificano allora i soldi versati per esempio a FlyOnair?

SOLDI PUBBLICI PER FINANZIARE AZIENDE PRIVATE

Non è solo una questione di politica che decide poltrone e finanziamenti. Nella buona pratica amministrativa bisogna anche valutare i risultati che si ottengono. La domanda allora è semplice: alla luce dei dati pubblicati ieri l'aeroporto è in forte caduta con segni meno molto marcati ed affatto trascurabili. Che fare dunque?
Di sicuro i nuovi voli di Ryanair potranno contribuire a risollevare le sorti proprio come detto dallo stesso presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, nella conferenza stampa di presentazione.
Ecco allora il caso Ryanair dove i finanziamenti pubblici potrebbero avere una ricaduta concreta, confermata dai numeri (voli sempre pieni e turisti che sbarcano a frotte) anche in conseguenza di un marchio ormai conosciuto e di strategie di marketing più che azzeccate e molto incisive oltre che diffuse.
Anche se qualche scelta appare non di facile comprensione come i voli di luglio e agosto per Treviso invece che per esempio verso una tratta per località del sud Italia.
Allora in definitiva soldi ben spesi. Quelli pubblici capaci di far girare davvero una economia ed un indotto con grandi numeri.
Che dire, invece, della concorrente Flyonair?
Anche qui i numeri parlano da soli ma c'è una bella differenza. Abbiamo visto che alcuni voli viaggiano praticamente vuoti e dunque hanno costi elevati.

BUONE E CATTIVE COMPAGNIE

Ci permettiamo, sia ben chiaro, di spulciare le scelte di una azienda privata soltanto perchè usufruisce di finanziamenti pubblici e per questo la società ha il dovere di renderne conto.
Allora per esempio a chi serve un collegamento bisettimanale per Napoli che pare porti una decina di passeggeri a volo?
Che valore hanno scelte come quelle di collegare una volta a settimana città non esattamente appetibili -ma tutte da scoprire- come Kiew, Katowice, Lviv?
Secondo alcuni esperti sarebbero scelte poco razionali in quanto si obbligherebbe l’eventuale turista a rimanere almeno una settimana senza altre scelte per il ritorno e questo farebbe scendere le quotazioni del volo.
Infatti, sono scese talmente tanto quelle di Katowice che dopo tanta pubblicità il volo è stato sospeso per scarse prenotazioni.
Sulle tratte nazionali il discorso potrebbe cambiare perchè la Flyonair sul volo Pescara-Torino sarebbe competitiva, anche se rivolta esclusivamente a clienti business (dirigenti e management della Val di Sangro legati alla Fiat).
Peccato che su quella tratta la Saga ha dato il via libera ad un altro vettore (Air Vallee).
Insomma i clienti che ci sono se li dividono in due. Non solo, Air Valle pare non riceva finanziamenti pubblici, dunque, si troverebbe nella condizione di dover fronteggiare una concorrenza del tutto particolare.
Pochi voli per Pescara e la Saga permette anche qualche doppione.
Nei forum ci si domanda, poi, che senso abbiano le scelte di affidare tratte (per esempio Germania, Belgio e Francia) ad una compagnia praticamente sconosciuta come Flyonair in quei Paesi quando la solita Ryanair potrebbe da sola decuplicare -forse di più- gli attuali valori prodotti?
Insomma, in tutte queste scelte la Regione e la Saga (partecipata dalla Regione ma anche dal Comune e da enti come la Camera di Commercio) approvano, girano i finanziamenti e stanno a guardare che succede.
E succede che la spesa è certa, il ritorno pubblico no.

TUTTA COLPA DEL TERREMOTO?

Ancora una volta è il web a fornire risposte ed una serie di interrogativi (e non sempre da prendere come oro colato), le argomentazioni però fanno riflettere anche chi non è del settore.
Così le cause dell’insuccesso di Flyonair per i sedicenti esperti del forum sarebbero da rintracciare in scelte sbagliate degli aeromobili troppo grandi per il carico esiguo.
C’è da dire che la società gestirebbe il tratto in convenzione con una società tedesca che dovrebbe assicurare i passeggeri per la restante parte ma su questo si attendono delucidazioni.
Facile poi attaccare la politica dei prezzi della compagnia di casa che pare essere su altri livelli se paragonata a Ryanair.
E’ probabile che si sia puntato sulla clientela business che magari può pagare 150 euro una tratta fino a Torino ma magari non lo studente o la famiglia normale.
Sarà allora colpa del business che da queste parti è sempre meno, così i passeggeri sono pochini.
Sulla tempistica e modalità delle promozioni si scatenano e così gli utenti (tutti del settore se non persino dipendenti) protestano per la scarsa tempestività dei manifesti che si vedono a Pescara e che pubblicizzano il volo per Napoli a due mesi dall’inizio e ad uno dalla fine.
Che senso ha? E a Chieti, Teramo e nelle altre città limitrofe è stata fatta la pubblicità?
Qualunque sia la risposta il risultato non cambia.

FORTI LEGAMI

Che corra buon sangue tra la Saga e Flyonair è cosa risaputa ed è normale che sia così.
Per esempio sul sito dell’aeroporto pescarese campeggia un maxibanner della compagnia aerea.
Chi paga chi per la pubblicità? E perchè solo quello?
E siccome siamo nell’era dei social network anche Flyonair ha voluto farsi la sua pagina su Facebook. Ma i navigatori del solito forum hanno notato come l’amministratore della pagina fosse Marco Bruno, il vicedirettore della Saga.
Magari non c’è niente di male ma lette le perplessità Bruno si è cancellato da amministratore. Rimangono i suoi commenti entusiasti sui voli appena stabiliti che non erano ancora stati resi pubblici della compagnia aerea.

CHIARIMENTI NECESSARI: FARE PIENA LUCE

Alcuni imprenditori e dipendenti che operano all'interno dell'Aeroporto d'Abruzzo hanno fatto il giro delle sette chiese, quasi un pellegrinaggio nelle stanze del potere regionale, per denunciare strane presenze, strani appalti e un uso disinvolto delle risorse pubbliche nello scalo abruzzese.
Risultato zero: politici distratti, assessori regionali disinteressati, funzionari di alto livello apparentemente disponibili ad intervenire, ma sempre pronti a rinviare le decisioni che contano.
Poi addirittura il problema aeroporto è scomparso nei rapporti tra livello regionale e livello parlamentare abruzzese, tanto che un esponente di primo piano del Pdl, a precisa domanda di PrimaDaNoi.it su cosa avrebbe fatto il Centrodestra per venire a capo dei fatti denunciati, ha risposto che non ne sapeva nulla, pur avendo interpellato l'assessore di riferimento.
«Non ne sanno niente? Ma siamo impazziti − hanno replicato gli interessati − non solo siamo andati a parlare con gli assessori, ma abbiamo chiesto udienza anche al Presidente. E' vero che lo abbiamo incontrato nella fase post terremoto ed anche dopo, ma gli abbiamo lasciato un dossier ed una lettera di accompagnamento dove c'è scritto tutto in modo molto chiaro. E se proprio vogliamo dirla tutta, siamo stati a colloquio anche con un funzionario dell'assessorato ai trasporti, oltre che con l'assessore Morra. Pure lui conosce i problemi sollevati, come altri assessori».
Interpellato direttamente, l'assessore ai trasporti Giandonato Morra ha confermato di conoscere il dossier e le denunce sulla gestione della Saga: «Ma non è che noi come Regione comandiamo in questa società − ha spiegato l'assessore − e poi quelle sono denunce che vanno vagliate, controllate, verificate e valutate. Non è che arriva un dossier ed io lo prendo per oro colato. Stiamo verificando».
«Il problema non è aspettare − spiegano gli autori delle denunce − ma la possibilità che la Regione eroghi altri finanziamenti attingendoli dal turismo e regalandoli a pseudo operatori aeroportuali che non si sa se sono compagnie aeree o tour operator. La verità è che ci aspettavamo un cambio di passo nella gestione dell'aeroporto e della Saga. Finora il Centrodestra non ha dato segni di discontinuità rispetto al passato».
In conclusione la Saga e la Regione che posizione prendono?
Come giustificheranno questo fallimento inconfutabile di fronte ai numeri?
E soprattutto come l'attuale governo regionale spiegherà questa enorme spesa agli abruzzesi?
Pare che qualcuno abbia già la risposta pronta: Preturo, il nuovo aeroporto dell’Aquila voluto da Berlusconi dove sono già tutti pronti a replicare il modello Saga.

Alessandro Biancardi
Sebastiano Calella

31/07/2009 10.42