Tutte le consulenze della Regione nell'era di Ottaviano Del Turco

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

11433

regione Abruzzo

LE SCHEDE UFFICIALI. ABRUZZO. Incarichi di consulenze e collaborazioni della Regione Abruzzo: lunghe le battaglie per rendere pubblici tutti i dati. Ecco i numeri dell’era Del Turco. Mancano ancora i dati della gestione Chiodi...

Il sito istituzionale della Regione riporta una lunga serie di schede, tutte ancora riconducibili al governo Del Turco.
Migliaia di nomi, migliaia di consulenze e soprattutto migliaia di euro spesi per consulenti esterni. Ma anche tanti contratti co.co.co alcuni da fame (vanno sempre male i traduttori e gli interpreti, non si capisce perchè), alcuni ben pagati.
Alcuni di questi sono entrati attraverso concorso pubblico e hanno avuto contratti a tempo determinato anche prima del 2004. Altri hanno fatto ricorso contro la Regione rivendicando un lavoro subordinato a tutti gli effetti per veder riconosciuti i loro diritti.
Ogni assessorato ha beneficiato di lavoratori esterni ad esclusione di quello ai Trasporti (almeno così dice ufficialmente il sito della Regione).
Dal 2005 al 2008 solo la direzione Affari della Presidenza, Politiche Legislative e Comunitarie, Rapporti Esterni ha deliberato 80 incarichi per oltre 1,8 milioni di euro.
Per lo più si tratta di contratti di collaborazione coordinata e continuativa: si va dal “progetto per l’individuazione di eventi per la promozione dell’immagine regionale nel campo delle arti figurative” (Pegoraro Silvia, 30 mila euro per una collaborazione di 12 mesi) al “progetto di consolidamento delle presenza della Regione Abruzzo in ambito sovranazionale” (Philippe Crapanzano 85 mila euro dall’ottobre del 2005 al febbraio del 2008).
Gli altri sono in larga parte contratti co.co.co rinnovati di anno in anno, anche per 4 volte consecutive, per il progetto “mantenimento e miglioramento delle prestazioni del Servizio Bura” da 25-30 mila euro l’anno. Questo servizio quasi interamente affidato ai co.co.co nel tempo ha visto considerevolmente ridotte le spese sia di realizzazione che di amministrazione del sito.
Sono stati 140 mila euro, invece, quelli spesi dall’ Ufficio di diretta collaborazione del Presidente nel 2007- 2008.
80.300 euro per un contratto co.co.co (rinnovato tre volte ogni 6 mesi) per la segretaria del presidente, Roberta Galeotti, alla quale era stato affidato un progetto di “promozione dell’Immagine della Regione Abruzzo attraverso contatti con enti ed istituzioni di paesi stranieri”.
Altro co.co.co da 6 mesi (16 dicembre- 15 giugno) a Iside Castagnola, per un totale di 20 mila euro per uno studio dal nome lunghissimo sulla “produzione legislativa ed amministrativa poste in essere nelle regioni e nelle province autonome italiane in tema di infrastrutture materiali ed immateriali di politica energetica e di ricerca ed innovazione”.
Chissà che fine ha fatto quello studio...
Per la consulenza sul federalismo fiscale Del Turco pensò invece a Mario Dal Co (20 mila euro per 12 mesi).
Tra i co.co.co del presidente anche uno a Sergio Rendine, ex direttore artistico del Marrucino, incaricato di diffondere la cultura musicale lirica tra i giovani (20 mila euro per 6 mesi).
Meno consulenze del presidente, invece, per la sicurezza sul lavoro, tema sempre molto caro agli amministratori pubblici: 139.604,28 euro in totale: 9 co.co.co per la valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro e l’individuazione degli interventi di Adeguamento e Conservazione delle condizioni di sicurezza
delle sedi di lavoro.
Si è speso decisamente di più alla Direzione Riforme Istituzionali, Enti Locali e Controlli che se l’è cavata sempre con 9 incarichi ma il totale ammonta a 222 mila euro. La spesa più elevata è stata quella per l’attività di “gestione dell’osservatorio regionale della montagna” (Cristian Cieri, 72 mila euro dal giugno 2006 al maggio 2009).
Nel periodo 2007- 2008 la direzione Turismo ed Attività Sportive è riuscita a fare ancora di più, spendendo 318 mila euro.
La spesa più importante è stata quella per l’incarico di consulenza affidato alla Econstat srl dal novembre 2006 al novembre del 2008: 125.350 euro per “assistenza tecnica e redazione del piano triennale 2009-2011 e delle direttive annuali 2008-2009”. Anche quel piano si spera sia al sicuro e soprattutto utilizzato.
E’ costata cara anche la consulenza di appena due mesi per il 7° Italy Symposium: 5 mila euro al mese per Roberto De Vito, chiamato probabilmente a supporto, come si evince dalle date, di un’altra consulente per lo stesso incarico, Giuliana Di Mascio che ha guadagnato 6 mila euro per 3 mesi di consulenza.
Dovrebbe essere ancora attiva, invece la consulenza di Cristina Di Miero, cominciata nel giugno del 2006 e rinnovata fino al prossimo novembre per 4 volte consecutive. Nella prima occasione si è occupata dell’organizzazione della 3° conferenza italiana per il turismo (13.890 mila euro) per poi passare a co.co.co per la realizzazione di “Progetto Grandi Eventi”: circa 31 mila euro all’anno dal 16 novembre del 2006 al prossimo novembre.

Sono stati 665 mila euro spesi dalla Direzione Agricoltura, Foresta e Sviluppo Rurale, Alimentazione, Caccia e Pesca. il contratto più sostanzioso l’ha spuntato Alessandro Sechi: 91.800 euro per 15 mesi per un “incarico di consulenza e assistenza tecnica Psr 2007-2013).
Ci sono poi gli 87 mila euro del commissario straordinario preposto alla “Gestione Stralcio”, Antonio Di Giandomenico che si è dimesso il 1° agosto del 2008.
Tutti gli altri si fermano ad una media di 40 mila euro per 24 mesi e incarichi non ben spiegati sulle varie schede di riferimento.

Così dopo una lunghissima battaglia di civiltà e democrazia ecco i numeri ed i nomi delle consulenze.
La prossima battaglia, tuttavia, dovrà essere quella di rendere pubblici i risultati, perchè a cifre enormi possono sempre corrispondere risultati eccellenti ed utili.
Ma di tutto questo non vi è traccia.
AAA cercasi relazioni finali di tutte queste consulenze...

Se la Sanità regionale riesce già a succhiare l’80% dei bilanci ufficiali cosa sarà un milione in più o in meno per consulenze e contratti flessibili?

SANITA’ 36 INCARICHI: 894MILA EURO


Nel solo 2007 la vecchia giunta Del Turco, per il comparto sanitario, spese così 894 mila euro per 36 incarichi di consulenza e co.co.co di 12 mesi.
E leggere oggi le schede rese pubbliche sul sito internet della Regione (così come prevede la legge) suona un po’ come beffardo.
Si scopre, infatti, che il 16 maggio del 2008, due mesi prima dell’arresto dell’ex governatore Del Turco, proprio a causa di una inchiesta che ruotava intorno al comparto sanitario, vennero stipulati con una determina direttoriale (la numero DG/56) 6 contratti di “servizio di controllo e vigilanza”.
Il tutto rientrava nel Progetto ODI, acronimo che sta per Organizzazione Dati Ispettivi per la sistematizzazione delle risultanze dell'attività di controllo e vigilanza sulle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate condotta negli anni 2005 − 2007 da altri.
Un controllo e una vigilanza, che come denuncerà la Procura qualche mese dopo, aveva mostrato enormi falle se è vero che nessuno si era accorto di numeri gonfiati e prestazioni mai avvenute. Una disattenzione che la procura giustifica con il pagamento di tangenti per milioni.
Ogni contratto dal valore di 22.113 euro annui sono andati a Orlando Catanesi, Mimma Di Biasio, Fabio Di Crescenzo, Stefano Di Renzo, Maurizio Minora, Carlo Provenzano.
Loro quindi avrebbero dovuto «sistematizzare» tutto il lavoro di verifica.
Se poi è vero che la Sanità pubblica viene sempre bistrattata e giudicata scadente per qualità e servizi, non si può negare che dall’assessorato ci tenessero particolarmente a capire i vari problemi.
Solo nel 2007(le schede non forniscono altre indicazioni) sono stati, infatti, firmati 25 contratti co.co.co (ciascuno per un valore tra i 21 e i 27 mila euro annui) per “l’attivazione di strumenti di controllo sulle prestazioni sanitarie erogate in ordine all'appropriatezza, alla qualità dell'assistenza ed alle relative verifiche”.

IL PESO DELLA CULTURA

Ma la spesa più ingente è sicuramente quella sostenuta della Direzione Qualità della Vita, Beni ed Attività Culturali che dalla fine del 2006 è riuscita a spendere 2 milioni di euro.
La spesa maggiore l’ha assorbita il programma di “realizzazione di servizi di implementazione della Banca Dati di Catalogo dei Beni Culturali della Regione Abruzzo" che va avanti negli anni con contratti co.co.co rinnovati automaticamente ogni 12 mesi. Per questo si sono spese 1,3 milioni di euro.
Tutti lavori extra budget del personale assunto che evidentemente non riesce a svolgere anche questa mansione.
Così come è stato necessario prendere una persona esterna che aggiornasse il sito web (quale sito non si dice) e facesse “attività di supporto al coordinamento tavoli APQ del Mediterraneo e dei Balcani”. Il prescelto è stato Tullio Graziano costato 38 mila euro.
Sono stati 80 mila gli euro spesi in un solo colpo per la “Definizione nuovo quadro normativo regionale in materia di servizi sociali”, affidati ancora una volta a un esterno e nello specifico alla fondazione Zancan.

LAVORO E SPESA FLESSIBILI

C’è poi il capitolo co.co.co che incidono pesantemente nei costi: una realtà parallela ai dipendenti assunti che possono arrivare alla riconferma dell’incarico anche per quattro o cinque anni e che talvolta svolgono a tutti gli effetti un lavoro subordinato anche se per questo occorre puntare i piedi e rivolgersi al giudice.
Di sicuro in alcuni casi si può affermare che anche la Regione è un bel serbatoio di precariato tra l’indifferenza dei più.
Proprio sui contratti di collaborazione continuativa si parlò a suo tempo di alcune indagini di cui non si è saputo più nulla mentre quella di Pescara, coordinata dal pm Gennaro
Varone, ha prodotto elementi per arrestare un dirigente regionale e delineare un quadro a dir poco sconfortante del mercato delle assunzioni.
Per i co.co.co la Direzione Programmazione, Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali dal 2007 al 2009 ha speso 768 mila euro: una media di 26 mila euro annui cadauno e la riconferma di anno in anno per la “Gestione diretta delle attività inerenti la tassa automobilistica”, o “la stima e la gestione del patrimonio immobiliare della Regione Abruzzo”.
Stessa sfilza di co.co.co anche per il settore Attività produttive che solo dal 2007 ad oggi è riuscito a spendere 700 mila euro. Di questi 447 mila euro per contratti per il famigerato sportello Sprint, che non si è mai riusciti a capire che cosa abbia concluso nel frattempo e che negli anni ha assunto le sembianze di un Ente strumentale più che di un progetto (che come tale dovrebbe avere una data di inizio e una di fine).
Altri co.co.co anche alla Direzione Politiche Attive del Lavoro, Sistema Integrato Regionale di Formazione ed Istruzione che si ferma ad appena 350 mila euro di spesa.
In questo caso però la poca trasparenza non aiuta a capire il ruolo di ogni singolo precario.

LE VIGNETTE E I FOTOROMANZI

Come si ricorderà poi l’ex presidente Ottaviano Del Turco ideò il fumetto Capitan Abruzzo che tuttavia non pare ci abbia salvato dai mali della regione.
Un progetto contestato perchè si istituì, forse -unico caso al mondo- la figura del vignettista ufficiale.
Quanto costò? 64 mila euro per due anni: ovvero quasi 2.600 euro al mese al fortunato Luigi Salucci, figlio di uno degli amici storici dell’ex governatore e collega di partito, nonchè sindaco del suo paese.
Tra le altre spese per la struttura speciale di supporto stampa si spesero 120 mila euro per lo “sviluppo dell’azione di comunicazione istituzionale fotoromanzi”.
L’incarico venne affidato a Egidio Marzicola dal 1° agosto del 2006 al 31 luglio del 2008: 5 mila euro al mese, per intenderci. Scatti preziosi pagati con i soldi pubblici.

LA STRUTTURA CHE SUCCHIA QUASI 6 MILIONI DI EURO

Ma la spesa che batte veramente tutti è quella di oltre 5,8 mln di euro per la Struttura Speciale di Supporto" Sistema Informativo Regionale" solo per gli anni 2006-2007-2008 e 2009.
Trentasette pagine fitte di incarichi (non si specifica se co.co.co o di altro genere) dai 25 mila euro di media per 12 mesi.
I compiti assegnati sono vari e per tutti gli stessi, senza distinguo: “Miglioramento, estensione e crescita dei sistemi informativi integrati per lo sviluppo della Società dell'Informazione all'interno del Sistema Informativo Regionale”.
Poi ancora progettazione e sviluppo delle soluzioni grafiche per la costruzione di siti Web, per la costruzione di Map Server 2D e 3D; elaborazione di mappe cartografiche e elaborazioni immagini in formato raster e vettoriali; acquisizione e catalogazione di immagini da scanner anche di tipo fotogrammetrico; formattazione ed impaginazione dei contenuti grafici dei siti web con sviluppo di fogli, di stile, gestione, verifica, validazione ed aggiornamento dei contenuti dei siti regionali.
Terminologie vaghe, meglio se infarcite di termini tecnici che non vogliono dire nulla ai più: anche così si è contribuito a dilapidare somme ingenti creando centinaia di siti web inutili, mai pubblicizzati e frequentati da poche decine di utenti al giorno. Sull’argomento il presidente Chiodi aveva promesso chiarezza e trasparenza. Attendiamo ancora.
Così c’è chi si occupa delle “attività di supporto” al monitoraggio ed alla rendicontazione degli interventi finanziati con fondi comunitari, nazionale e regionali.
Tutti contratti che sono stati rinnovati anche dopo Del Turco e alcuni di questi scadranno all’inizio del 2010.

NUOVE TECNOLOGIE, VECCHIE PRATICHE

E il web sembra uno dei settori in espansione. La Direzione Parchi Territorio Ambiente Energia, per esempio ha pagato 72.900 per il Servizio editoriale "de rerum natura e sito web" alla Cogestre. Di che sito web si sta parlando? Quanti abruzzesi sanno della sua esistenza? E’ ancora attivo? Misteri tecnologici dei nostri tempi.
La stessa direzione, inoltre, spesso si avvale della consulenze delle università italiane per vari progetti. Hanno contribuito con la propria professionalità l’Università di Siena per uno studio sulla Sostenibilità territoriale della Regione (50 mila euro) e la Sapienza di Roma per la realizzazione della carta delle vocazioni faunistiche (77 mila euro).
Centosettanta mila euro, invece, sono stati versati all’università dell’Aquila per i piani Sic e solo 7.500 alla D’Annunzio per “Attività di ricerca per l'applicazione sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nella nuova attività di Pianificazione”.

PROGETTI PESANTI

Ammontano, invece, a 2,7 i milioni i soldi spesi nel 2006-2007-2009 dalla Direzione dei Lavori Pubblici.
Tra questi figurano progetti molto costosi o esperti chiamati (non si chiarisce come) a seconda dell’occasione.
Ad esempio dal luglio 2008 al luglio 2009 la direzione si è avvalsa dell’«esperto in materie giuridiche con competenza in materia di Tutela e gestione delle risorse idriche», Sebastiana Parlavecchio (36 mila euro), o dell’esperto in materie economiche − finanziarie con specifiche conoscenze del Bilancio degli enti pubblici (36 mila euro).
E’ costato invece 223.200 euro (al netto di Iva, si spiega) lo studio di fattibilità relativo alla realizzazione di una piattaforma strategica e del servizio di assistenza tecnica. Realizzato in sei mesi (24 agosto 2006- 22 novembre 2007) è stato fatto dalla società Ecosfera. Che fine avrà fatto lo studio e che utilità ha avuto? Il rapporto costi benefici è stato soddisfacente?
Altri 74 mila euro sono andati invece alla Urbit per l’assistenza tecnica e di accompagnamento alla Direzione LL.PP. per le attività connesse alla pianificazione strategica.
Grazie alla trasparenza quindi oggi possiamo tirare un po’ di somme: il totale delle spese sostenute tra il 2006 e il 2008 tra consulenze, studi che non si sa a cosa abbiano portato, professionisti “indispensabili”, contratti di collaborazione e progetti inventati su misura per accontentare un po’ tutti ammonta a 15 milioni di euro.
Sarà forse arrivato il momento di darsi una ridimensionata?

Alessandra Lotti 19/09/2009 15.42

* TUTTE LE CONSULENZE

[pagebreak]
 

LE SCHEDE CON I NOMI E LE CIFRE 

SANITA’ 2007: 894 MILA EURO