LA PROTESTA

I nodi al pettine: scoppia la rabbia dei lavoratori Attiva messi alla porta

Irruzione in consiglio comunale e offese ai consiglieri che hanno promesso e non mantenuto

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I nodi al pettine: scoppia la rabbia dei lavoratori Attiva messi alla porta

PESCARA. Ancora una protesta dei lavoratori di Attiva che ieri sera hanno bloccato pacificamente per alcuni minuti Corso Vittorio Emanuele e Piazza Italia, creando qualche disagio prima dell'arrivo degli agenti della Polizia Municipale che hanno provveduto a regolare il traffico veicolare.

Sul posto anche uomini di polizia di stato e carabinieri. I lavoratori interinali di Attiva precedentemente avevano bloccato nel primo pomeriggio, subito dopo l'inizio dei lavori, il Consiglio Comunale Straordinario convocato a Pescara dal presidente Antonio Blasioli per parlare delle problematiche relative alla filovia.

Vi è stata una vera e propria irruzione in aula consiliare con momenti di tensione e alcuni lavoratori di Attiva che hanno gridato offese e frasi ingiuriose all’indirizzo dei consiglieri comunali seduti nei banchi.

Uno di questi lavoratori ha urlato: «fate schifo, vi farete rivedere alla prossima campagna elettorale a promettere come sempre».

E questo sarebbe un punto fondamentale della rabbia dei lavoratori acuita da un sospetto di inganno per aver ricevuto promesse di assunzioni in campagna elettorale da diversi esponenti della attuale maggioranza di centrosinistra. Promessa disattesa per il fatto che le leggi, continuano a dire oggi Attiva e la giunta, non consentono assunzioni e stabilizzazioni.

Resta il fatto che promesse del genere sono state fatte ed è probabile che una inchiesta della procura di alcuni mesi fa si sia già occupata, in parte, di questa vicenda potendo ipotizzare, visto il tempo trascorso, una archiviazione.  

 I lavoratori della municipalizzata hanno poi chiesto e ottenuto di incontrare il sindaco Marco e il vice Enzo Del Vecchio. Oggetto della discussione il concorso organizzato da Attiva per assumere 60 lavoratori e la stabilizzazione degli interinali che hanno già presentato ricorso per essere assorbiti dalla società partecipata del Comune.

Secondo quanto dichiarato dai “precari” i lavoratori sarebbero stati assunti a tempo determinato con svariati contratti rinnovati anno per anno. Sempre secondo quanto riferito alcuni lavorerebbero in queste condizioni da oltre 8 anni e per questo pretendono di essere assunti asserendo che vi sono leggi che danno loro questo diritto.

Gravi responsabilità politiche in questa vicenda ce l’ha la politica secondo il M5s.

«Siamo di fronte a lavoratori entrati in questa azienda tanti anni fa», spiegano in una nota i consiglieri comunali grillini, « e che, in seguito al recente concorso, si sono trovati fuori, nella disperazione di chi ha figli da sfamare ed affitti da pagare. La politica che oggi fa riunioni per trovare soluzioni dovrebbe invece, per prima cosa, rispondere a due domande sul passato».

La prima domanda del M5s è: in che modo queste persone sono state selezionate negli anni ed hanno potuto accedere a tali posti di lavoro? 

La seconda: è vero, come è stato detto in una precedente riunione, che dei consiglieri comunali durante la scorsa campagna elettorale avrebbero promesso a queste persone che sarebbero entrate attraverso un concorso specifico per loro?

«Se non si fa chiarezza su questo, non si può risolvere nulla», continua il M5s, «se non si scoprono tutte le carte sul tavolo, tutto è gioco e finzione, è tutta illusione e menzogna verso la città. Si dà la colpa oggi alle limitazioni che la legge impone, quando in realtà sarebbe d’obbligo accertarsi che non la si sia violata prima. Si ragiona quindi di soluzioni, mettendosi di spalle però al vero problema. Quando ci si dovrebbe chiedere invece: Chi, Cosa, Quando, e, soprattutto, a quale fine ed in che modo si è proceduto fino ad oggi.  Chiediamo quindi che il Sindaco e tutti i consiglieri comunali di Pescara smentiscano, singolarmente ed ufficialmente, di aver mai fatto tali promesse elettorali in merito ad assunzioni nell’Attiva. Qualunque ragionamento o scelta dell'amministrazione per essere credibile deve passare attraverso la trasparenza di azioni passate e future, altrimenti nessuna riunione o proposta può essere possibile e nessuna decisione scevra da interessi personali può essere garantita».

In definitiva, secondo il M5s, se è vero che oggi non si può procedere ad una assunzione degli storici lavoratori vuol dire che gli stesi per anni sono stati in una condizione non regolare con il benestare della politica che ha continuato a promettere.