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Comune Pescara, «siamo ancora in terapia intensiva ma la cura funziona»

Lo stato dei conti e l’ottimismo del sindaco Alessandrini

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Comune Pescara, «siamo ancora in terapia intensiva ma la cura funziona»

PESCARA. Questa mattina si è svolta la conferenza stampa per fare il punto sulla situazione dei conti dell’Ente.

Alla conferenza erano presenti il sindaco Marco Alessandrini, l’assessore alle Finanze Adelchi Sulpizio, il dirigente del Settore Amministrativo Guido Dezio, il dirigente della Ragioneria Andrea Ruggieri.
 
«La filosofia che in questi 15 mesi ci ha mosso è stata quella di intervenire ove possibile per consentire risparmi di spesa», ha detto il sindaco prima di sciorinare i dati. «Un lavoro considerevole che sta proseguendo e di cui ci siamo fatti carico, visto che quando abbiamo preso la guida la situazione era davvero disastrosa».

Al passaggio delle consegne finanziarie sul tavolo del ragioniere capo del Comune, secondo la ricostruzione del primo cittadino, erano giacenti atti di liquidazione per circa 32 milioni, ad oggi siamo a 13 milioni «e questo significa onorare i nostri debiti e non creare problemi a quanti sono creditori, ovvero imprese, famiglie e vita delle persone. Il problema è di carattere generale, i Comuni vanno verso la direzione dell'autonomia finanziaria perché i numeri sono impietosi, nel quinquennio dal 2010 al 2015 siamo passati dai 30 milioni a 3,8 milioni di trasferimenti statali, l’ 87 per cento in meno. Abbiamo fatto una rivisitazione di debiti e crediti e concepito la programmazione economico finanziaria come la stella polare della nostra azione: entro i 15 mesi di governo abbiamo in attivo due bilanci e un piano di riequilibrio e stiamo lavorando al bilancio di previsione che contiamo di presentare entro la fine dell'anno. Abbiamo anche avuto ulteriori spazi finanziari per 5 milioni dalla Regione Abruzzo che ci consentiranno altri spazi di manovra. Questo l'orizzonte a cui tendiamo, perché senza di questo non c'è futuro e lo diciamo in un momento di generale difficoltà degli enti locali, che devono affrontare bisogni che crescono con risorse che decrescono».

 «NON SIAMO USCITI DALL’EMERGENZA»

«Quindici mesi fa il Comune aveva in cassa con un milione di euro – aggiunge l’assessore alle Finanze Adelchi Sulpizio - potevamo a malapena pagare gli stipendi. Oggi siamo sotto controllo medico, controlli frequentissimi, ogni 15 giorni facciamo il punto per evitare di avere cattive sorprese a fine anno. Siamo passati da una disponibilità di cassa di 1 milione a 29 milioni, gli atti giacenti sono passati da da 32 a 13 milioni. Non siamo usciti dall'emergenza, ma entro il 28 settembre stiamo portando alla rimodulazione il piano di riequilibrio, contenitore di tutte le operazioni fin qui fatta, che dovrà passare per il Consiglio, per avere un parere della Corte dei Conti e la vidimazione ministeriale. L’orientamento è quello di sanare i conti per poter abbassare le aliquote, perché ci siano gli elementi per poter uscire dallo stallo in cui eravamo. Per arrivare a tale obiettivo abbiamo messo in campo tutto quello che potevamo, fra cui una poderosa manovra di spending review, che ad oggi conta ben 11 milioni di tagli».

NUOVE PRIMAVERE IN ARRIVO?
 «Se riusciamo a rimettere i conti in sesto si liberano risorse capaci di dare servizi alla città e a proseguire il cammino di risanamento che ci consentirà di alleggerire la pressione fiscale, una volta usciti dall'emergenza – sottolinea il dirigente del Settore Amministrativo Guido Dezio - Questo è necessario, è quella che in sanità equivale ad una cura potente, che ci farà vivere nuove primavere. Fra gli obiettivi è quello di migliorare la capacità di pagare che oggi è fra il 70 e l'80 per cento, ma con l’utilizzo delle risorse del fondo di rotazione andrà al 100 per cento. Dal 1 gennaio 2016 riusciremo ad evadere in 60 giorni i tempi di pagamento. Oggi abbiamo dimezzato il debito verso le imprese che hanno lavorato, attuando una titanica oprazione di riequilibrio che sta dando i suoi frutti». 

DATI RELATIVI ALLA SITUAZIONE
Tra le azioni di risanamento, è fondamentale quella di spending review prevista nel piano di riequilibrio, nel triennio 2015-2017 a regine, consentirà un risparmio strutturale di 11 milioni di euro.
La razionalizzazione della spesa riguarda essenzialmente le spese di funzionamento e la riduzione degli sprechi. 

Per dare un’idea del lavoro fatto, ci sono stati interventi sulle spese di telefonia, sulla cancelleria e beni di consumo (ad esempio, prevedendo una spinta attività di digitalizzazione e la riduzione delle stampanti da tavolo con quelle di rete), sull’autoparco, sulla razionalizzazione del servizio di mensa scolastica, sul risparmio energetico e così via.

Per quanto riguarda la partecipata totalitaria “Attiva S.p.A.” grazie ad un piano di razionalizzazione dei pagamenti l’esposizione bancaria della stessa società è passata dai 10.000.000,00 degli anni 2014 e precedenti agli attuali 2.000.000,00, cosa che ha permesso una drastica diminuzione degli interessi passivi pagati dalla stessa alle banche, e conseguentemente una diminuzione della TARI.
         Per quanto concerne le riscossioni delle entrate correnti, le tributarie sono passate dal 17,89% del 2013 al 26,09% del 2014 al 24,16% all’8 settembre 2015, cifra che se confermato il trend attuale, porterà il tasso di riscossione al 31.12.2015 ad una percentuale del 32.21% (percentuale quasi doppia rispetto all’esercizio 2013) .
         Per quanto concerne il titolo 2° delle entrate le stesse sono passate dal 4,71% del 2013, al 9% del 2014 al 15,48% all’8 settembre 2015, cifra che se confermato il trend attuale porterà il tasso di riscossione in c/residui al 31.12.2015 ad una percentuale del 20.64%.
         Per quello che riguarda le riscossioni delle entrate extratributarie le stesse fanno registrare un andamento in linea con gli anni precedenti: ciò significa che sul punto c’è ancora molto da fare.
 L’eliminazione dei residui attivi, effettuata in due fasi ammonta complessivamente ad oltre 31 mln di € .

«MAGGIORE CAPACITA’ DI SPESA»
Gli atti di liquidazione in giacenza presso la Ragioneria sono passati dai 32.306.949,43 al 30 giugno 2014 ad € 13.915.123,26 all’ 8 settembre.

 «Certamente i problemi sono ancora tanti», ha detto ancora il sindaco, «di certo non possiamo dire di aver risanato l’ente, in quanto per poter fare questo occorre un orizzonte temporale certamente più lungo di quello trascorso, resta infatti, (seppur in diminuzione) elevata la mole di atti in attesa di liquidazione presso gli uffici di ragioneria, e la quota di somme vincolate da reintegrare, ma sicuramente si assiste ad una inversione di rotta rispetto al passato. Per continuare in questo modo è fondamentale la programmazione, motivo per cui intendiamo approvare il bilancio di previsione 2016 – 2018 entro la fine dell’anno».