L'INCHIESTA

Discarica ex Sogeri, anche la messa in sicurezza inquina: sequestro della Forestale

Acque reflue inquinate finivano nel torrente Venna

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Discarica ex Sogeri, anche la messa in sicurezza inquina: sequestro della Forestale

TOLLO. La discarica dei veleni di Tollo dopo più di 30 anni continua a riservare grane giudicziarie e per l’ambiente.

Il Comando Stazione Forestale di Ortona, su delega dell’Autorità Giudiziaria, ha posto sotto sequestro un’area di circa 13.000 mq in contrada Venna di Tollo, ex Sogeri ed ex Fornace dove da metà degli anni 90 sono presenti rifiuti speciali illecitamente pervenuti da varie regioni del Nord Italia. Tali rifiuti, risultati tossici nocivi dalle analisi effettuate all’epoca dei fatti, furono in parte interrati su un’area di circa 7000 mq ed in parte stoccati “provvisoriamente” all’interno di due capannoni dentro dei big-bags. Il tutto a seguito di provvedimenti per il risanamento dell’area adottati dalla Regione Abruzzo.

Le indagini, condotte dal Comandante della Stazione di Ortona in stretta sinergia con il Comandante Provinciale della Forestale di Chieti, coordinate dal pm Giuseppe Falasca, sono partite nell’anno 2014, a seguito di ripetuti articoli di stampa riguardanti la verifica sulla corretta esecuzione del tombamento dei rifiuti nell’area denominata MISPE (Messa in Sicurezza Permanente).

In sintesi l’area posta a ridosso del torrente è a forte rischio esondazione e si temeva che le abbondanti piogge avrebbero potuto invadere la discarica e riversare i veleni nel fiume.  

 La Forestale ha visionato tutta la documentazione inerente le operazioni di bonifica e messa in sicurezza che sono attive nell’area. Nei diversi sopralluoghi gli investigatori hanno cercato di accertare la corretta esecuzione delle opere di tombamento dei rifiuti, le motivazioni del mancato conferimento a discarica dei big-bags e, soprattutto, a  rilevare la presenza di eventuali matrici inquinanti ancora in corso, anche attraverso specifici campionamenti.

 Le attività di sequestro hanno interessato sia un sistema di convogliamento di acque reflue provenienti dall’area messa in sicurezza, con recettore finale il torrente Venna, sia l’area messa in sicurezza, contenente rifiuti tombati e le aree limitrofe, come da decreto del Pubblico Ministero titolare delle indagini.

Le analisi effettuate sui campioni raccolti hanno infatti evidenziato la presenza di sostanze inquinanti, che si ipotizzano derivare proprio dalla stoccaggio dei rifiuti. I capannoni in cui si trovano i big-bags non sono stati sottoposti a sequestro, in quanto sono in itinere attività propedeutiche allo smaltimento degli stessi.

 A seguito delle attività d’indagine, tutt’ora in corso, quattro persone sono state deferite all’A.G.; le stesse dovranno rispondere della presenza di valori anomali nelle acque di scarico, verosimilmente riconducibili al percolato prodotto dai rifiuti, e delle eventuali conseguenze sull’ambiente derivanti da tali condotte illecite.