LA POSIZIONE

Unioni civili Pescara, Alleanza Evangelica dice no: «si pensi a cose serie»

Oggi la delibera torna in Consiglio comunale

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comune di pescara

PESCARA. Torna oggi in Consiglio Comunale la proposta sulle unioni civili.

La prima proposta di deliberazione per le unioni civili è avvenuta il 16 giugno 2005, e venne bocciata, poi venne ripresentata nel febbraio 2008 e la deliberazione venne approvata in Consiglio Comunale.

Adesso la proposta di delibera sottoscritta da 14 consiglieri della maggioranza dovrebbe rendere operativo ed efficace il registro delle Unioni civili approvato nel 2003, tramite alcune integrazioni al regolamento. Ma quello che accadrà in Consiglio comunale non piace ad Alleanza Evangelica e ad una serie di associazioni evangeliche sul territorio.

La proposta in discussione oggi – a firma della consigliera SEL Daniela Santroni – contestano le associazione, sarebbe responsabile di restare estranea tanto al dibattito nazionale quanto alle dinamiche politiche in materia, ed oltretutto senza la responsabilità di individuare la copertura finanziaria per estendere ad una platea più ampia diverse agevolazioni di varia natura.

In particolare si contesta la ‘dimenticanza’ di quanto sta accadendo a Roma sotto impulso dello stesso Governo: «la proposta di Legge Cirinnà, sintetizzando e riunificando diversi progetti di legge, è stata approvata in Commissione Giustizia del Senato da una maggioranza ampia e trasversale, ed andrà in aula presumibilmente prima della fine dell’estate.  La proposta comunale pescarese, avulsa da tutto ciò, usa una definizione di “unioni civili” contrastante con quanto previsto nel dispositivo Cirinnà: nella prima si parla di “due persone maggiorenni di sesso diverso o dello stesso sesso” mentre la seconda dichiara inequivocabilmente solo il caso di “due persone dello stesso sesso”, riservando poi ad un istituto diverso dalle unioni  civili - quello delle convivenze – di regolare le eterosessuali».

Ora, nella ipotesi di prossima approvazione definitiva della proposta Cirinnà, Pescara dovrebbe azzerare nuovamente l’attuale delibera per redigerne una terza che contempli un approccio diametralmente opposto. «Tutto ciò con ulteriore ed evitabile dispendio di risorse pubbliche», dicono le associazioni.

«Nel frattempo i poveri ufficiali di stato civile del comune saranno condannati a dei rompicapo interpretativi per comprendere a quale tipo di unioni civili ci si stia riferendo: se quelle comunali o quelle della legislazione nazionale».

«Non sarebbe più saggio che il Consiglio Comunale, anziché perdere tempo (e soldi) con proposte di delibere raffazzonate ed inadeguate, si dedichi con maggiore impegno alla grave situazione economica e finanziaria in cui versa l’Amministrazione e al difficile quadro sociale dei pescaresi? Potrebbe infatti partire, anche da subito, un ampio dibattito pubblico nel quale possano partecipare, oltre che le forze politiche, quanti più soggetti, organi ed associazioni, al fine di preparare una proposta articolata, ampiamente condivisa, rispettosa della Costituzione, coerente con il quadro nazionale e corredata delle necessarie coperture di spesa».