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D’Alfonso sul Petrolio? «Un coito interrotto» non convince e sul più bello abbandona

Dura nota di Nuovo senso civico che spiega le ragioni della diffidenza

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D’Alfonso sul Petrolio? «Un coito interrotto» non convince e sul più bello abbandona

ABRUZZO. D’Alfonso e la sua giunta proprio non riescono a convincere i comitati che si battono contro trivelle e petrolio. Nonostante la buona volontà e gli atti intrapresi D’Alfonso non sfonda il muro di diffidenza che sembra essere eretto tra cittadini e amministratori locali.

 Diffidenza che emerge chiara in una lunga nota dell’associazione Nuovo Senso civico che con una metafora amatoria descrive quello che è successo, che poteva succedere e non è successo.

«Un coito interrotto», come dire che il corteggiamento era iniziato ed era andato avanti per interrompersi proprio sul più bello. Quando la politica doveva quagliare e prendere impegni seri contro le trivelle.. si è fermata.

 Poteva essere una svolta - doveva e forse in molti se lo aspettavano- invece l’incontro di sabato scorso tra coordinamento “No Ombrina” e il presidente sembra aver scavato ulteriormente il solco che li divide.

 «Il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso», dice Nuovo Senso Civico, «è intervenuto a questo incontro solo perchè costretto dalle circostanze che in questo caso avevano il nome e cognome di "Coordinamento NO Ombrina", altrimenti non si spiegherebbe il suo irrispettoso silenzio tombale dopo oltre un mese dalla giornata lancianese del 23 maggio».

«Gli impegni presi durante l'incontro», aggiunge la associazione ambientalista, «restano appunto impegni verbali per i quali attendiamo la rapidissima trasformazione in fatti concreti e soprattutto restano nell'ambito giuridico mentre la richiesta comune dei vari esponenti del Coordinamento (da Enrico Graziani ad Augusto De Sanctis, da Alessandro Lanci a Luigi Iasci) è stata quella di un deciso intervento squisitamente politico che superi ogni ostacolo di natura tecnica».

E poi c’è il nodo dei nodi: il rapporto con i lPd quello locale e soprattutto quello nazionale che sembra guardare più Roma che l’Abruzzo ed i suoi elettori.

«Luciano D'Alfonso su questo fronte non ha voluto prendere alcun impegno che richiederebbe di andare ad uno scontro serrato con il governo presieduto dal segretario PD Matteo Renzi che lo stesso D'Alfonso ha definito un muro sordo in tema di politiche energetiche (pro-fossili e petrolieri, aggiungiamo noi). Gli sono state prospettate», aggiunge Nuovo Senso Civico, «diverse opzioni, da quella di portare centinaia di Sindaci a Roma per dare l'idea del diffuso radicamento del problema a quella di minacciare e poi presentare le proprie dimissioni fino a quella di spostare la battaglia all'interno del PD coinvolgendo gli altri Presidenti di Regione dello stesso partito (da Emiliano in Puglia agli altri in Molise, Basilicata, Calabria, Marche, ecc.) e soprattutto i relativi Parlamentari del PD che tutti insieme diventerebbero decisivi all'interno dei fragili equilibri di maggioranza. Su questi temi D'Alfonso ha sorvolato platealmente ("Dei parlamentari ne parliamo la prossima volta", alzandosi e abbandonando la sala in tutta fretta, ecco “l'interruptus"!) dimostrando di non avere il coraggio di affrontare Renzi in questa battaglia».

 «Luciano D'Alfonso», aggiunge l’associazione, «sembra aver capito (gliel'abbiamo fatto capire) che su questa vicenda si gioca gran parte del suo futuro politico ed elettorale e che non gli daremo più tregua perché anche noi come lui, seppur con diversi meccanismi, siamo stati investiti da centinaia di migliaia di persone di un compito che andremo a svolgere senza indugi fino alla soluzione definitiva.  Ormai e' evidente che causa e soluzione del problema sono tutti interni alle dinamiche del partito democratico».

Ed il messaggio finale è chiaro e probabilmente promana da gran parte di quei 60mila che hanno sfilato a Lanciano: «Presidente D'Alfonso, consiglieri e assessori regionali, parlamentari di camera e senato, mettetevi bene in testa che non si puo' calpestare impunemente la predominante volonta' popolare.  Sia ben chiaro a tutti che ombrina e i suoi velenosi simili non vedranno mai la luce in Abruzzo: sta a voi decidere se partecipare a questa grandiosa operazione di "pulizia" o venire travolti irrimediabilmente dall'irresistibile forza dell'opinione pubblica democratica che non ci sta a subire in silenzio simili soprusi».

La partita è lunga ma forse è già decisa.