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Serie B. Tra alti e bassi. Un anno sull'ottovolante biancazzurro da Baroni a Oddo

Da Pizzoferrato a Bologna: il film del campionato tra delusione e rinascita

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Serie B. Tra alti e bassi. Un anno sull'ottovolante biancazzurro da Baroni a Oddo

PESCARA. Come nella lontana promozione del 1978/1979 con Antonio Valentino Angelillo in panchina, l'anno appena concluso ha visto un Pescara esprimersi a corrente alternata tra alti (pochi e concentrati nei play-off, ndr) e bassi. È mancata solo, purtroppo, la promozione nella massima serie che per quanto fatto vedere nella coda play-off sarebbe stata più che meritata.

Iniziata dal ritiro estivo estivo di Pizzoferrato prima e Boario poi, la stagione del Pescara era partita con la giusta dose di ottimismo ed entusiasmo. Una campagna abbonamenti a prezzi accessibili e la scelta, allora giustificabile, di un allenatore che aveva fatto bene l'anno prima a Lanciano e che attraverso la cultura del lavoro e la cura quasi maniacale dei particolari rappresentava una rottura di continuità importante rispetto al passato zemaniano, fatto di bel gioco e scarsa attenzione alla fase difensiva. Dopo un agosto che aveva fatto il pieno di consensi tra amichevoli e Coppa Italia (eliminate Renate e soprattutto il Chievo Verona, ndr), il campionato sin dalle prime giornate non ha regalato sorrisi a Baroni e ai biancazzurri.

INIZIO DIFFICILE E PRIME AVVISAGLIE DI NON GIOCO E RISULTATI

Dopo il pareggio sfortunato 0-0 di Trapani (clamorose le palle gol sciupate dagli abruzzesi), altro pari questa volta in rimonta in casa della Ternana e primo tonfo casalingo 2-3 col Bologna. Il ko successivo di Cittadella, il deludente 1-1 interno di sette giorni dopo col Latina e la terza sconfitta nelle prime 6 gare a Catania rappresentano il primo piccolo campanello d'allarme sulla gestione Baroni. Avvisaglie, malgrado le grandi qualità in organico sotto gli occhi di tutti, di quello che poi sarebbe successo più volte in stagione con le voci di esonero del tecnico, poi concretizzate solo all'ultima giornata di campionato.

POKER ILLUSORI CON ENTELLA E CROTONE POI IL CLAMOROSO 0-5 COL CARPI. BARONI “QUASI” ESONERATO MA...

Il 4 ottobre finalmente il Pescara centra il primo successo stagionale battendo con un netto 4-0 la Virtus Entella e sette giorni dopo rifila un altro poker al malcapitato Crotone. Malgrado le prime perplessità sul gioco, almeno i risultati iniziano a dare ragione al tecnico toscano. Il vento sembra essere cambiato ma in casa col Carpi il crollo è di quelli storici e senza appello. Un 5-0 che rappresenterà nel corso della stagione uno spartiacque importante per la dirigenza del Delfino, che getterà alle ortiche la prima vera occasione per allontanare Baroni dalla panchina. Nel turno infrasettimanale di Bari infatti Baroni è regolarmente al suo posto e il Pescara con tanta fortuna e grazie alle parate mostruose del terzo portiere Aldegani resta a galla.

IL PESCARA ESPUGNA BRESCIA. BARONI CAMBIA MODULO E RESTA AGGRAPPATO ALLA PANCHINA

Un altro ko casalingo con lo Spezia sembra condannare Baroni, che ha però l'ennesima ultima chance 7 giorni dopo a Brescia. I biancazzurri non brillano, giocano male ma espugnano comunque il Rigamonti 3-1, merito anche di un nuovo sistema di gioco (il 4-4-2) che col passare delle giornate sembrava aver risolto i problemi del Pescara in fase di non possesso del pallone. Arriva la convincente vittoria per 3-0 contro il Frosinone, probabilmente la migliore gara della gestione Baroni. 7 giorni dopo però è ancora ko a Modena, con protagonista assoluto l'arbitro Davide Ghersini di Genova.

Tra infortuni e squalifiche il Pescara prepara il derby con la Virtus Lanciano, che regalerà al Delfino un mezzo sorriso per il pari di Melchiorri quasi allo scadere ().

I biancazzurri sono lontani dalla zona play-off ma tra dicembre e gennaio inanellano una serie di ottimi risultati. Il 6 dicembre l'undici di Baroni espugna nettamente 4-0 il sintetico di Vercelli, poi in casa con l'Avellino non andrà oltre lo 0-0 al termine di 90 minuti di noia e fischi del pubblico di casa. La settimana successiva altra brutta prestazione condita da tanta fortuna e da un punto a Perugia, poi un altro dei pochi hurrà casalinghi con il Varese alla vigilia di Natale, con la gara fortemente condizionata dal rosso al difensore ospite Borghese dopo neanche 4 giri di orologio (2-0 reti di Maniero su calcio di rigore e Melchiorri, ndr).

SENZA GIOCO E IDEE I BUONI RISULTATI ARRIVANO SOLO FUORI CASA

Il differente rendimento tra casa e trasferta sarà una costante del Pescara di Baroni quasi fino al termine della stagione. Senza gioco con poche idee perlopiù confuse nello sviluppo della manovra, per i biancazzurri giocare di rimessa è l'unico modo possibile per incamerare quanti più punti possibili. Puntuali arrivano gli exploit di Livorno per 2-1 e Trapani per 4-2, seguiti dal cappotto casalingo con la Ternana, dal buon pari di Bologna e dal deludente 1-1 interno col Cittadella con gol di Bjarnason in pieno recupero.

IL MERCATO E IL CRACK SANSOVINI. DOPO LATINA 13 PUNTI IN 5 PARTITE E PESCARA NEI PLAY-OFF

Il tutto mentre in riva all'Adriatico impazza il mercato con la solita girandola di acquisti e cessioni. Il tecnico toscano chiede a gran voce un esterno di centrocampo per continuare l'esperimento del 4-4-2 (dopo aver giocato a Lanciano per un anno intero e col Pescara fino a Brescia col 4-3-3, ndr), ma i dirigenti non sono dello stesso avviso. Vengono ceduti il capocannoniere della squadra Maniero, il pupillo di Baroni Appelt Pires che passa al Livorno, Cosic a Frosinone, Nielsen a Perugia i infine Cutolo alla Virtus Entella. Arrivano Abecasis, Fornasier e Rossi per migliorare una delle difese più battute della metà alta della classifica, Gessa e Bruno per il centrocampo e soprattutto Sansovini a dar manforte in attacco. Il malcontento per la cessione di Maniero serpeggia tra i sostenitori del Delfino, ma è proprio il Sindaco a suon di gol e prestazioni mostruose a far dimenticare in fretta l'ex bomber biancazzurro. Suo il gol che fa inchinare il Catania all'Adriatico, sempre sua la tripletta che consente al Pescara di asfaltare 5-2 la Virtus Entella in trasferta. Non c'è 2 senza 3 e Sansovini colpisce anche in casa 7 giorni dopo col Crotone, regolato per 2-1. Col Vicenza nella seconda gara di fila in casa è soltanto 2-2 ma il pronto riscatto degli adriatici è dietro l'angolo: sotto scacco niente meno che la capolista Carpi, costretta a un inaspettato ko interno. È il punto più alto raggiunto dal Pescara di Baroni, in piena zona play-off dopo il pesante, netto e meritato ko di Latina di un mese prima che aveva aperto nuovamente ogni discorso sul suo possibile esonero.

CONTINUITÀ, QUESTA SCONOSCIUTA: 2 PUNTI IN 4 GARE POI 3 VITTORIE DI FILA

È tutt'altro Pescara e dopo Carpi tutto sembra essere alla portata di Melchiorri e compagni. Si punta il miglior piazzamento in ottica play-off ma si guarda soprattutto al secondo posto, distante soltanto 6 lunghezze. È invece il campo a dare al Pescara la brutta sveglia nelle 4 gare seguenti. Prima lo 0-0 interno tra mille sbadigli col Bari, poi l'occasione ghiotta sprecata a La Spezia in superiorità numerica per oltre un tempo intero e in vantaggio nel punteggio. Baroni torna sul banco degli imputati soprattutto dopo le successive sconfitte con Brescia e Frosinone. Per la società però il dato è tratto: contro tutto e tutti ma soprattutto contro logica si va avanti con il tecnico toscano fino alla fine. Ma laddove il gioco e le idee non possono arrivare ecco che fa capolino il fattore fortuna. Con appena 2 tiri in porta in 240 minuti il Pescara ottiene 3 vittorie su 3 con Modena, Virtus Lanciano e Pro Vercelli. I risultati arrivano e i punti anche ma l'entusiasmo dei tifosi stenta a farsi strada. Impossibile dargli torto visto la pochezza tattica di un undici biancazzurro senz'anima e vivo grazie alle giocate individuali di Melchiorri, Politano, Memushaj e Sansovini su tutti.

LA LUNGA, LENTA AGONIA DEL PESCARA DI BARONI HA FINALMENTE FINE... DOPO ALTRE DELUSIONI

La fiducia incrollabile di Daniele Sebastiani nei confronti del proprio allenatore, scelto contro il parere dei Ds in estate, non ha mai fine e si trasforma col passare delle settimane quasi in una lotta personale tra il presidente stesso e la piazza, vessata da 40 giornate di nulla assoluto. Il Pescara perde 3-2 ad Avellino dopo essere stato in vantaggio ed aver gettato alle ortiche occasioni su occasioni per chiudere il match. Sette giorni dopo allo stadio Adriatico Cornacchia si fa rimontare sul 2-2 da un Perugia ridotto prima in 10 e poi addirittura in 9 uomini negli ultimi minuti. Il destino di Baroni è ormai segnato: l'esonero è inevitabile e arriva (quasi) in serata. L'indomani però contro ogni previsione e logica il tecnico toscano è ancora al suo posto in vista della trasferta di Varese contro una squadra retrocessa e in odore di fallimento che scenderà in campo infarcita di giovani. Terminerà in tragedia. Il Varese vince 2-1 e la società a questo punto non può far altro che esonerare Baroni a soli 90 minuti dalla fine del campionato. Decisione tardiva ma inevitabile con l'ultima gara utile per raggiungere i play-off col Livorno da affrontare senza allenatore, col morale sotto i tacchi e con l'obbligo della vittoria.

DAL NULLA IN PUNTA DI PIEDI ARRIVA L'INESPERTO MASSIMO ODDO: IL CRACK, LA SVOLTA DELLA STAGIONE

Via Baroni ecco Massimo Oddo per centrare quello che guardando la rosa adriatica sembrava essere l'obiettivo minimo in agosto: la qualificazione ai play-off. Sin dalla presentazione è chiaro il credo dell'ex tecnico della Primavera del Pescara: voglia, entusiasmo e quella capacità di saper parlare e infiammare la piazza nei momenti chiave. Quella cosiddetta “pescaresità” nel modo di fare e nelle dichiarazioni che è mancata in tanti mesi a Baroni.

Una nuova storia sta per iniziare ma a essere onesti si guarda già al prossimo anno, quasi convinti (miracoli a parte, ndr) che il campionato del Pescara di lì a 90 minuti finirà nel dimenticatoio per aggiungersi agli ultimi 2 anni orribili del Delfino. Con i labronici però succede qualcosa di inaspettato. Il Pescara corre, lotta e a tratti esprime anche un buon calcio. Sembra impossibile in soli 6 giorni (anche meno di allenamenti effettivi, ndr) che i biancazzurri abbiano cambiato pelle in maniera così radicale, ma tant'è.

Il tris al Livorno proietta l'undici di Oddo nei play-off. Il primo ostacolo è rappresentato dal Perugia di Andrea Camplone, che nei 2 precedenti stagionali col Delfino ha impartito altrettante lezioni di calcio a Baroni pur ottenendo al saldo soltanto 2 punti. Qui però il pareggio non basta al Pescara. Serve la vittoria. Detto, fatto, con l'effetto Oddo (fatto non soltanto di entusiasmo ma di competenza tecnica soprattutto nelle scelte in corso d'opera, ndr) a trascinare il Delfino alla semifinale.

Spinto da uno stadio Adriatico gremito e in festa, il Pescara regola 1-0 il Vicenza nella gara di andata e nel match di ritorno strappa un 2-2 di cuore e grinta al Menti. È finale. Sudata, meritata, al di là di ogni più fantastica aspettativa, come in una favola. Il resto però (Bologna, ndr) è storia recente, fatta di lacrime amarissime ma di applausi infiniti per un gruppo di giocatori e staff al gran completo che hanno reso orgogliosi dei propri colori un'intera città. E questo di Oddo, sì, è il Pescara che piace.

Andrea Sacchini