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Teramo, una cura alla crisi dell’università? La federazione

Il Prc: «le istituzioni non danno risposte giuste»

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Teramo, una cura alla crisi dell’università? La federazione
TERAMO. L’uno piace più dei due, dei tre, dei quattro, delle università doppioni.

Lo pensa il Prc Federazione provinciale di Teramo che non vuole per l’ateneo teramano un futuro al rimorchio di altre. Il pericolo è questo. Il calo di iscrizioni lo dimostra. Né si può pensare che la soluzione al problema arrivi con l’idea del trasporto pubblico gratis per tutti gli studenti.
Marco Palermo del Prc è molto critico nei confronti di chi, come il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi ed il rettore dell’ateneo teramano, Rita Tranquilli Leali, hanno più volte discusso pubblicamente delle sorti dell’università e del perché il numero di iscritti sia in tendenziale calo, individuando come potenziali cause alcuni problemi organizzativi e gestionali.
Bisogna tenere ben a mente, secondo Palermo, anche la struttura geografica del territorio ed i competitors fuori regione. Perchè un giovane abruzzese dovrebbe preferire un corso di laurea in casa ad una formazione più ampia a Roma o Bologna? Soprattutto ha senso il fatto che molti corsi di laurea proposti dai nostri atenei siano praticamente identici ? Addirittura con le stesse identiche facoltà a L’Aquila e Pescara (economia) o a L’Aquila e a Chieti (medicina)? Per quale motivo invece la facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali de L’Aquila non offre il corso di laurea in geologia presente a Chieti? Cosa potrebbe trattenere lo studente dall’emigrare fuori regione?
La soluzione per il Prc è semplice: le università devono unirsi. Fondersi in una federazione, condividere un unico programma, un’unica offerta formativa, un unico fondo, eliminando quindi corsi di laurea doppione.
E via con le idee: si potrebbe ad esempio creare un Politecnico dell’Abruzzo, che non tenda a centrare le sue strutture in un unico territorio ma ad utilizzare al meglio quanto già esistente negli atenei abruzzesi. Oppure una facoltà unica umanistica, che permetta ai suoi iscritti ad esempio di spaziare da Amiternum all’anfiteatro romano di Teramo, offrendo a tutti servizi minimi garantiti (connessioni internet, trasporto pubblico, biblioteche/sale studio, case per gli studenti). E ancora la facoltà unica di Medicina, con due cliniche universitarie e due atenei molto ben organizzati. E poi borse di studio per studenti più meritevoli ( che anche quando non dovrebbero pagare nulla, ma addirittura dovrebbero essere ricompensati del loro impegno, non ricevono nessun riconoscimento).
Qualche suggerimento o proposta che forse, se ben indirizzata, potrebbe significare molto per il futuro della nostra regione.