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Scuola e sociale: «un miliardo e mezzo per l'Abruzzo»

L’annuncio del ministro Barca ieri a Pescara

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Scuola e sociale: «un miliardo e mezzo per l'Abruzzo»
ABRUZZO. «Un miliardo per l'Abruzzo in un anno e mezzo». E' quanto ha annunciato ieri mattina il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, in occasione di un incontro che ha tenuto con i dirigenti scolastici abruzzesi, presso l'Ipsias "Di Marzio-Michetti" di Pescara.

 Il programma di questi fondi speciali verrà' pubblicato sul sito internet del dipartimento, ha specificato Barca, intorno al 4, 5 maggio prossimo.
«Per quanto riguarda la scuola, - ha spiegato il ministro - tra gli scopi che ci prefiggiamo di raggiungere ci sono il miglioramento dell'insegnamento dell'inglese, delle competenze di base, degli stage, delle attività di orientamento, cercando di ridurre la dispersione scolastica e attuando un miglioramento degli edifici degli istituti scolastici».
La nuova metodologia che proviene da Bruxelles è quella che ci indica la misurazione del bilancio di competenze. «In precedenza - ha proseguito Barca - a volte, in una sorta di 'progettificio', a questi finanziamenti ci si approcciava così come ci si approccia ad un bancomat. In futuro, invece, saranno costituite della task force che dialogheranno con le scuole. Il team, probabilmente universitario, cercherà di individuare il problema autentico di una scuola, che potrà consistere, ad esempio, nella matematica o nell'inglese, generando anche un possibile 'conflitto' che potrebbe risolversi con una decisione comune, senza per questo generare però compromessi».
Per Daniela Casaccia, dirigente della scuola "Tinozzi-Pascoli" di Pescara, «l'auspicio è un non disfacimento della scuola in futuro», mentre per Angelo Lucio Rossi, dirigente dell'Istituto "Marconi", sempre di Pescara, «il sentore che si è avvertito questa mattina è che la scuola torni ad essere motore del Paese».
Il dirigente dell'Istituto tecnico "Alessandrini" di Montesilvano ha invece sottolineato come «il vero nemico della scuola sia l'individualismo, come pure è da mettere in evidenza le difficoltà che vi sono nel far crescere ciò che c'è», mentre Giuliano Bocchia, dirigente del Liceo Scientifico "da Vinci" di Pescara, ha posto al centro della questione «la riforma degli organi collegiali». Per Gianna Colagrande, dirigente dell'Istituto "Amedeo d'Aosta" de L'Aquila, «a monte occorre una semplificazione», rimarcando il fatto «di aver subito degli audit a distanza di tre o quattro anni».

VERTENZA ABRUZZO:L’APPELLO DI CHIODI
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha chiesto invece al ministro per la coesione territoriale, «rinnovato impegno di tutto il governo nazionale che, nell'eccezionalità della situazione abruzzese, veda una
Chiodi - che ha sottolineato di parlare come presidente della Regione e rappresentate del Patto - ha ringraziato Barca «per avere accettato l'invito di questa due giorni in Abruzzo e per essere attento alle nostre richieste». Il Patto - ha affermato il presidente «è uno strumento - ha detto - che testimonia la volontà di una classe dirigente di rapportarsi in modo unitario e responsabile con le questioni che giudichiamo nodali per sostenere la ripresa del nostro sistema economico». Chiodi ha quindi ricordato velocemente le motivazioni che il 13 aprile 2011 hanno convinto tutte le componenti della società civile ed econonomica abruzzese, ma anche di parte della minoranza di governo, a condividere un documento unitario. Quindi l'importante passaggio con l'allora governo nazionale, dopo le pesanti conseguenze del grave sisma sull'intero Pil regionale e tenuto conto della tipicità pro-ciclica dell'andamento economico regionale. Il presidente, specificando i titoli delle azioni programmate, raggruppate nelle macroaree dello sviluppo economico, della coesione sociale e territoriale, delle infrastrutture, sul punto dei contratti di sviluppo, in particolare, ha parlato di paradossalità della richiesta alle Regioni di finanziamento in proprio. «Capiamo le difficoltà del paese ma le regioni non nuotano nell'oro».
«Oggi - ha replicato il ministro - la novità vera non sono tanto le risorse finanziarie, quanto le idee messe sul tavolo per queste risorse».