SANITA'

Miracolo alla Asl di Chieti: malati incurabili guariti pur di cacciarli da Maristella

«Vogliamo arrivare ai viaggi in Svizzera per l’eutanasia?»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1987

Miracolo alla Asl di Chieti: malati incurabili guariti pur di cacciarli da Maristella
CHIETI. L’ennesima comunicazione della Asl per trasferire un ricoverato dall’Istituto di riabilitazione “Maristella” di Chieti in una Rsa, ha gettato nel panico una mamma già disperata.

Non c’è solo la richiesta di un ticket che non potrà mai pagare (marito disoccupato, altro figlio disabile mentale assistito in casa), qui soprattutto c’è il timore materno che non sarà più assicurata - come ora - l’assistenza al proprio figlio. Dunque non ha sortito effetto finora la diffida del curatore fallimentare di Maristella alla Asl. In effetti le lettere per i trasferimenti che continuano ad arrivare – tutte in fotocopia, pur se indirizzate a pazienti diversi – risalgono a prima della diffida, ma non sono state né bloccate né annullate. Ed allora per farsi tutelare la donna si è rivolta al Tribunale del malato. «Vogliamo arrivare ai viaggi in Svizzera per l’eutanasia, come mi ha confidato un’altra mamma? – si chiede il responsabile Aldo Cerulli, alle prese con quest’altro caso - nessun magistrato sente il dovere, di fronte ad una notizia del genere, di indagare e di prendere provvedimenti?  Ma dove è finito l’art. 32 della Costituzione, dove è finito il diritto a cure efficaci ed appropriate, con quale “scienza e coscienza”  si può esprimere un simile referto di inutilità del proseguimento delle cure (è questo il senso della decisione della commissione medica di valutazione)? Queste denunce non possono e non devono rimanere inascoltate e chi può deve impedire il protrarsi di simili situazioni».
 Le condizioni del paziente, ricoverato nell’Istituto di Chieti dal gennaio 1996, sono queste: il giovane è affetto da “Tetraplegia spastica secondaria ad Encefalopatia ipossica neonatale”, cioè è completamente paralizzato. Non muove braccia e gambe (esiti anchilotici tetrartuali) e non controlla il capo e il tronco. Non riesce nemmeno a stare seduto in carrozzella. Alterna letto e carrozzina, che deve essere dotata di opportuni presidi che lo sorreggono, e richiede assistenza completa in tutte le sue funzioni. E’ clinicamente instabile, per la frequenza delle riacutizzazioni febbrili da ristagno delle secrezioni tracheo-bronchiali. Spesso presenta crisi epilettiche gestite in reparto attraverso protocolli standard. A questo paziente la Asl chiede il trasferimento in una Rsa per anziani e la compartecipazione alla spesa assistenziale. La notizia di questa ennesima lettera ha gettato nello sconforto anche il personale del Maristella che vive questa scelta della Asl come una ritorsione nei loro confronti attraverso questa violenza ai malati, assistiti amorevolmente per anni. Chi ha fretta di chiudere Maristella? In contemporanea con questa notizia è arrivato l’invito a partecipare il 12 aprile prossimo ad un seminario che si terrà a Chieti sull’Appropriatezza dell’assistenza sanitaria. Chissà se discuteranno anche questi casi….
Sebastiano Calella