LAVORO & INFORTUNI

Infortuni sul lavoro. I sindacati: «dati imprecisi dalla Regione»

Dubbi sul funzionamento della macchina di sicurezza

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2598

Infortuni sul lavoro. I sindacati: «dati imprecisi dalla Regione»
PESCARA. «Sugli infortuni lavorativi la Regione racconta una realtà che non esiste».

Ne sono convinti Cgil, Cisl e Uil Abruzzo che prendono le distanze dal quadro “incoraggiante” delineato dall’assessore alla Prevenzione Collettiva Luigi De Fanis in occasione della audizione con i soggetti istituzionali e le parti sociali della commissione del Senato sugli infortuni sul lavoro, di lunedì scorso a L’Aquila.
Secondo i sindacati i problemi legati alla sicurezza sul lavoro in Abruzzo sono ancora tanti. Le osservazioni sono state inviate alla commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato.
Tra gli aspetti che meritano attenzione c’è il funzionamento del Comitato di coordinamento regionale (preposto alla sorveglianza sugli infortuni lavorativi) convocato dal 2008 solo 4 volte mentre è previsto che la Regione lo riunisca almeno ogni tre mesi.
A questo si aggiunge l’ insufficienza di organico (poliziotti e vigilanti deputati alle ispezioni) che in Abruzzo conta 83 unità di cui solo 41 con qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria, con un rapporto di 1 ogni 1347 aziende da controllare contro una media nazionale di 859. «Come si farà», osservano le sigle, «ad attivare la direttiva Reach sulla sicurezza nel settore chimico se mancano figure professionali adeguate (chimici e psicologi)?».
C’è poi la questione numeri. Secondo i sindacati, le cifre di morti sul lavoro sventolate dall’assessore De Fanis non corrispondono alla realtà. L’assessore parlava di «infortuni mortali, passati da circa 40 dei primi anni del 2000 ai circa 20 degli ultimi anni».
«Come può l’assessore non sapere», chiedono i sindacati, «che sono stati 37, nel 2009, 28 nel 2010 e nel 2011, su dati ancora provvisori, l’Inail ne certifica 32? Sa che in materia di malattie professionali l’Abruzzo ha l’indice di incidenza più alto d’Italia? (3,94 contro una media nazionale di 0,85)?».
Quanto agli infortuni in generale, sottolineano i sindacati, tra il 2009 e il 2010 sono diminuiti dell’1,4%, corrispondenti a 278 casi. Fra il 2008 e il 2010 in Abruzzo abbiamo avuto, con i licenziamenti circa 40.000 lavoratori fuori dal lavoro. Questi dati inducono a riconsiderare la reale diminuzione degli infortuni ed il valore degli incrementi degli incidenti mortali.
Infine, Cgil, Cisl e Uil chiedono chiarimenti sulle misure che la Regione intende attuare per la prevenzione degli eventi infortunistici.

IL QUADRO DELL’ASSESSORE
Secondo l’assessore De Fanis ascoltato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato della Repubblica, a L’Aquila, il quadro sugli infortuni lavorativi in Abruzzo sembra incoraggiante.
«In Abruzzo si è osservata una significativa riduzione degli gli infortuni sui luoghi di lavoro», dichiarava,«in armonia con quanto avvenuto nel resto del paese. Una simile considerazione può valere anche per gli infortuni mortali, passati da circa 40 dei primi anni del 2000 ai circa 20 degli ultimi anni».
De Fanis ha poi dichiarato di voler mantenere il trend di riduzione degli infortuni, nell'ottica della riduzione del 15 per cento nel prossimo triennio oltre ad evidenziare che l'Abruzzo ha raggiunto e continua a mantenere l'obiettivo del 5 per cento delle aziende del territorio da ispezionare annualmente, come previsto nel Patto per la Salute del 2007.