QUOTE ROSA

Le donne nelle liste elettorali, la Commissione pari opportunità preme sul Consiglio regionale

Il problema è stato posto nei gironi scorsi: reazioni varie

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  Le donne nelle liste elettorali, la Commissione pari opportunità preme sul Consiglio regionale
ABRUZZO. Le donne nelle liste elettorali, o comunque in politica, come “quote rosa” o “riserva indiana”?

Oppure la loro assenza è solo «mancanza di rispetto nei confronti delle donne»? Se ne è parlato a margine del Consiglio regionale che si è tenuto a Pescara nei giorni scorsi, in una serie di incontri informali voluti dalle donne della Commissione per le pari opportunità, per attirare l’attenzione dei consiglieri sul problema di cui avrebbero voluto discutere in altra sede, ma senza riuscirci causa neve.
«Allora ci è sembrato utile e opportuno andare noi ad incontrarli – spiega Tonci Salmè, componente del Consiglio per le pari opportunità - alcuni consiglieri si sono subito dimostrati interessati alla soluzione adottata dalla Regione Campania per un riequilibrio della presenza femminile in Consiglio regionale. Ed è stato un interesse tutto sommato trasversale e nemmeno strettamente di genere, poiché le risposte positive sono state maschili e femminili quasi nello stesso modo: Verì, Petri, D’Alessandro, Acerbo, Costantini sono sembrati tutti convinti che la parità di genere nella candidatura alle elezioni è necessaria e che significa soltanto consentire un accesso che fino ad oggi ci pare o negato o attuato talvolta con forme offensive per le donne».
 Altri consiglieri invece hanno risposto che «sì, è davvero il tempo di avere donne nelle candidature – spiega ancora Tonci Salmè - ma bisogna pensare, riflettere, parlare con il Direttivo, consigliarsi con il Nazionale, sentire il pensiero-del-Leader, e poi come si fa a trovarle?»
 Le donne della Cpo volevano far conoscere le loro proposte per consentire l’accesso delle donne alla politica regionale e gettare le basi per progettare insieme una legge che regolamenti la doppia preferenza uomo-donna per il voto e che stabilisca regole e sanzioni per le liste elettorali che non rispettano e facilitano la presenza delle donne. «Difficile anche da dire, ma soprattutto difficilissimo da fare – conclude Tonci Salmè - è vero, siamo in un’epoca così oscura da rendere impossibile – ce lo hanno detto in tanti – trovare donne che abbiano il tempo e la volontà per impegnarsi in un mandato elettorale. Lo sappiamo. Una lista elettorale che debba prevedere donne sicuramente andrebbe incontro a difficoltà enormi: dove le troviamo? chi le forma? saranno disposte al sacrificio che una carriera politica esige? lavoreranno tutti i giorni del mese?»
 Le donne della Cpo hanno comunque provato a proporsi per cercare soluzioni e continueranno a farlo, assicurano dopo l’incontro informale in Consiglio: «andremo ancora per scambiare con i Consiglieri le nostre opinioni e le nostre certezze. Una la possiamo dire anche subito: le donne ci sono e sono tutte lì, dietro le porte. Difficile fermarle».