I sondaggi di Pdn. La giunta Mascia fa rimpiangere Luciano D’Alfonso

Alessandro Biancardi

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I sondaggi di Pdn. La giunta Mascia fa rimpiangere Luciano D’Alfonso
IL CASO. PESCARA. Un ex sindaco travolto da più inchieste (una condanna seppure in primo grado) acclamato quasi a furor di popolo. Un sindaco, quello attuale, che seppure senza guai giudiziari non piace affatto.

Alle nostre domande su quale giunta o sindaco fosse migliore: Luciano D’Alfonso, Luigi Albore Mascia oppure nessuno dei due meglio sperare nel prossimo, i lettori di Pdn e amici su Facebook ci hanno messo la faccia ed hanno detto la loro.

Il risultato è di quelli netti seppure il sondaggio non sia di quelli commissionati a società specializzata o “scientifico” e forse meriterebbe di essere interpretato e spiegato da qualcuno molto esperto.

In totale hanno risposto 388 persone e ben 236 (60,8%) hanno giudicato migliore l’operato della giunta D’Alfonso, molto meglio di quella Mascia ma anche più di una ipotetica futura amministrazione cittadina, che possa dare altre certezze o garanzie di maggiore trasparenza e legalità.

Sulla giunta Mascia il giudizio è impietoso e soltanto in 43 (11%) la promuovono.

In 109 (28%) invece manderebbero a casa e archivierebbero per sempre sia D’Alfonso che Mascia e riporrebbero tutta la loro fiducia nell’uomo nuovo (che pare però ancora nell’ombra…).

Insomma un vero plebiscito per l’ex sindaco indagato che non pare essere minimamente scalfitto dai problemi giudiziari o dall’arresto di ormai quasi tre anni fa. Le manifestazioni dei fedelissimi di indignazione per l’arresto nei giorni immediatamente successivi furono di sicuro reazioni a caldo mentre il risultato di oggi è a mente fredda e dopo aver conosciuto molto meglio le carte dei processi in corso.

I pescaresi non sembrano dunque interessati all’innocenza o colpevolezza, non sembrano interessati nemmeno nel sospendere il giudizio fino a quando la giustizia avrà fatto il proprio corso. I pescaresi rimpiangono D’Alfonso perché faceva e faceva tanto. Su come operava, se rispettasse le leggi o commettesse reati, quello non interessa. Di sicuro in molti ricordano le file fuori dal suo ufficio o le promesse di un posto di lavoro, una parola c’era per tutti e D’Alfonso non si sottraeva al contatto con le persone.

Questo, però, è il passato anche se i votanti del sondaggio vorrebbero che diventasse futuro. Il presente, invece, dicono i nostri amici su Facebook che hanno risposto al quesito (non anonimo in quanto è visibile a tutti nome, cognome e spesso anche il volto di chi vota) è da cancellare completamente anche se i motivi sono diversi e forse ancora da sviscerare bene. Di Certo il sindaco Mascia ha carisma e personalità diverse, diverso anche il suo approccio con la gente, aspro con i contestatori e prodigo di consigli sulla democrazia.

Sulla trasparenza, rispetto al passato, non si sono visti grossi cambiamenti e mentre per il passato c’era sempre una risposta alle domande scomode (anche se farcite di verità parziali o di bugie) il presente è costellato da una serie di domande, magari scomode, avvolte dal silenzio su numerosi incarichi e progetti contestati o su fatti che riguardano in pieno la gestione della cosa pubblica. Che dire dei mille dubbi, mai chiariti, sul progetto della filovia e delle domande a cui l’attuale sindaco non ha mai risposto oppure alle recenti brutte figure sul caso Lepore o fatti gravissimi come le determine in bianco?

Se le tendenze di questo “sondaggio”, per quello che possono contare, dovessero essere confermate anche alle prossime elezioni, allora la responsabilità politica del sindaco Mascia sarà enorme e difficilmente gestibile per il centrodestra. Se invece esiste un sondaggio vero e scientifico che indica Mascia al 51% di preferenze (come pure ha rivelato il sindaco) allora non c’è da preoccuparsi.

Renato Ranieri (Pdl) sostiene nei commenti a corredo del sondaggio che «non è possibile fare un confronto simile. Le risorse agli Enti Locali e quindi del comune di Pescara, oggi, non sono minimamente paragonabili a quelle state a disposizione dalle precedenti amministrazioni. Non solo, almeno questa pur avendone tutti i diritti e giustificazioni, non aumenta alcuna tassa ai cittadini, cosa che invece in passato è accaduto in più riprese, pur potendo farne a meno». Enzo Del Vecchio (Pd) lo contesta e punta l’attenzione non tanto sulla quantità quanto sulla «qualità delle risorse e degli interventi».

Monica Carmeno, invece, vede da una parte un sindaco che ha fatto tantissimo (D’Alfonso) e dall’altra un sindaco immobile (Mascia); moltissimi quelli che dimostrano a viso aperto di stimare D’Alfonso (c’è anche Rita D’Alfonso che spinge a votare per il suo omonimo). Più di 50 commenti tra riflessioni, tifo puro, inviti a tornare e giudizi impietosi che gli amministratori di ieri e di oggi dovrebbero leggere con attenzione e riflettere.

Come detto questi risultati meriterebbero di essere interpretati e spiegati da osservatori attenti e preparati, magari super partes, che possano illuminare su un fenomeno sociale di sicuro rilevante.

02/12/2011 11:13