Arriva il marchio per l’oreficeria abruzzese. E si pensa già alle ceramiche

Alessandro Biancardi

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GUARDIAGRELE. Presto i gioielli abruzzesi d'alta scuola saranno certificati con un marchio di qualità. E così gli orafi nostrani potranno mettere in salvo le  loro creazioni da tentativi si contraffazione.

GUARDIAGRELE. Presto i gioielli abruzzesi d'alta scuola saranno certificati con un marchio di qualità. E così gli orafi nostrani potranno mettere in salvo le  loro creazioni da tentativi si contraffazione.

L’idea della registrazione del marchio per la tutela e la promozione delle botteghe orafe della regione prende le mosse da Palazzo dell'artigianato, sede dell'Ente Mostra dell'artigianato artistico d'Abruzzo.  «Analizzando il mercato regionale», osserva il presidente della mostra Gianfranco Marsibilio,«più volte ci siamo imbattuti in prodotti venduti come abruzzesi ma provenienti in realtà da distretti dell'arte orafa come Arezzo o Vicenza, rispettabili ma pur sempre distanti dalle peculiarità dell'oreficeria abruzzese, uno dei settori che l'Ente Mostra si prefigge di conservare e promuovere proprio per evitare commistioni subdole che rischiano di azzerare una tradizione vecchia di secoli e con grandi punte creative e tecniche, se pensiamo per esempio alla presentosa e alla filigrana».

 I criteri  per il rilascio della certificazione, che verrà regolata dal “Disciplinare di produzione per il settore delle lavorazioni artigianali di qualità e di eccellenza dei metalli preziosi” saranno molto selettivi.

L'Ente registrerà il logo del gioiello e in Regione si provvederà con una delibera di giunta che darà valore di legge al marchio La certificazione stabilisce le condizioni di accesso all'uso del logo, si prefigge di garantire l'origine, la natura e la qualità dei prodotti attraverso il rispetto di un disciplinare che prevede requisiti produttivi, controlli e sanzioni per tutelare le creazioni e garantire ai consumatori l'acquisto di un prodotto di qualità.  Si tratta del primo documento del genere in Abruzzo dopo un tentativo di qualche anno fa poi fallito per l'assenza di un organismo legittimato al rilascio delle concessioni. Intanto, dopo la presentazione del marchio per l’oro (che avverrà nei primi mesi del 2012), si sta già pensando di applicare un marchio per altre branche dell'artigianato artistico regionale.   «Riteniamo che lo stesso andrà fatto per l'arte ceramistica», dice Marsibilio, «un altro settore esposto ad ambiguità commerciali da cui deriverebbe un danno al nostro retaggio». 

 

15/11/2011 16.17