Vertenza La Perla, l’azienda accoglie l’invito a riesaminare la situazione

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Le istituzioni incassano il “sì”ad una nuova interlocuzione per esaminare in particolare le proposte che metterà in campo la Regione

 

La disponibilità a valutare le azioni che le istituzioni, in primis la Regione Abruzzo, sono pronte ad attivare per scongiurare l’annunciata riduzione del personale da 81 a 6 unità e, dunque, la sostanziale chiusura dello stabilimento di Roseto.  È la promessa che, dopo il lungo incontro tenutosi nel pomeriggio nella sede dell’ente, mentre i lavoratori manifestavano in strada, il tavolo convocato in Provincia ha incassato da parte dei rappresentanti de La Perla, l’azienda con sede a Bologna specializzata nella produzione di abbigliamento intimo.

In gioco ci sono gli 81 posti di lavoro che l’azienda ha finora garantito nello stabilimento rosetano, dove è ancora in corso la cassa integrazione straordinaria concessa per motivi di “riorganizzazione”, ma gli ammortizzatori sociali scadranno il prossimo 14 gennaio.

L’organico risulta sovradimensionato rispetto ai piani aziendali che prevedevano, già nel 2009, per Roseto, la trasformazione a polo tecnico destinato alla gestione dei laboratori dell’indotto situati nel sud Italia. La delocalizzazione, secondo l’attuale piano industriale, dovrebbe avvenire in Puglia.

Su proposta dell’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti, che ha chiesto all’azienda di aprire «un ulteriore spazio di confronto esaminando le misure che siamo in grado di mettere in campo per rendere la permanenza nel sito ancora competitiva», e degli assessori provinciali alle Attività produttive (Ezio Vannucci) e al Lavoro (Eva Guardiani), i quali hanno posto l’accento sulla «grave perdita che il territorio potrebbe subire se il piano venisse attuato, circostanza questa che deve essere scongiurata ricorrendo a tutti gli strumenti possibili», i rappresentanti dell’azienda hanno accettato di dare spazio ad un ulteriore esame della situazione. Proposta condivisa anche dal sindaco di Roseto, Franco Di Bonaventura, che, accompagnato dall’assessore Enzo Frattari, ha ribadito la propria preoccupazione per le intenzioni annunciate dall’azienda e per i riflessi che il piano potrebbe avere sui lavoratori.

All’incontro erano presenti per la Regione anche il dirigente del servizio Politiche del lavoro, Giuseppe Sciullo, mentre l’azienda era rappresentata da Emilio Manzotti, direttore operativo del gruppo, e Giuseppe Toninelli, responsabile per l’Italia dell’azienda. Era invece assente per altri impegni l’amministratore delegato, Alain Prost, al quale Manzotti e Toninelli riferiranno l’esito dell’incontro. Si attende per domani, in ogni caso, la conferma della presenza dello stesso Prost all’incontro promosso dall’assessore Gatti presso il Ministero dello Sviluppo Economico e programmato per venerdì 8 ottobre.  

«Prendiamo atto del fatto che si è aperta una fase di interlocuzione fra azienda e istituzioni locali – dichiarano congiuntamente i sindacati, rappresentati da Giovanni Timoteo ed Emanuela Loretone (Cgil), Gianluca Di Girolamo ed Emidio Angelini (Uil) e Giampiero Daniele (Cisl)  - . In ogni caso eventuali soluzioni condivise devono ancora maturare. Infatti, ad oggi, resta sul tavolo solo un Piano di rioganizzazione dall’azienda che cancella il polo produttivo di Roseto. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori in riferimento all’attuale contesto valuteranno in assemblea ogni iniziativa utile alla vertenza».

 06/10/2010 8.45