Economia, Bankitalia:«situazione ancora molto difficile»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Diffuso pessimismo, difficoltà per le piccole imprese, bene le esportazioni ed un lieve aumento della occupazione. Sono alcuni dei dati che emergono dalla rilevazione della Banca d’Italia de L’Aquila.

ABRUZZO. Diffuso pessimismo, difficoltà per le piccole imprese, bene le esportazioni ed un lieve aumento della occupazione. Sono alcuni dei dati che emergono dalla rilevazione della Banca d’Italia de L’Aquila.

«L'economia in Abruzzo nel primo semestre 2011 ha fatto registrare un diffuso pessimismo tra le imprese e una prospettiva non ottimistica per il futuro» ha detto  il direttore della filiale della Banca d'Italia de L'Aquila, Luigi Bettoni, a proposito dei dati che emergono dall'aggiornamento congiunturale della filiale della Banca d'Italia de l'Aquila relativo ai primi 6 mesi del 2011.

«L'economia in Abruzzo ristagna, le turbolenze finanziarie internazionali hanno condizionato le banche nell'erogazione del credito, che e' il motore dell'economia», ha detto il direttore nell'incontro con la stampa prima della presentazione del rapporto "L'economia in Abruzzo".

Rispetto al 2010, si sono affievoliti progressivamente i segnali di ripresa dell'economia abruzzese, in particolare a partire dal mese di aprile 2011.

Gli investimenti delle imprese hanno continuato a ristagnare e, anche per effetto delle recenti tensioni sui mercati finanziari, per il 2012 prevalgono le imprese che prevedono una spesa per investimenti in calo. Nel settore delle costruzioni l'attivita' produttiva ha subito un calo nel primo semestre che viene confermato anche nella seconda parte del 2011 dalle previsioni negative. Il mercato immobiliare fa registrare un calo delle compravendite dell'11 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Nel terziario hanno ristagnato le attivita' maggiormente legate alla domanda interna, come il il commercio e i trasporti, mentre la produzione industriale e' cresciuta a buon ritmo nella media del primo semestre 2011, anche se in rallentamento rispetto all'anno precedente. Giudizi relativamente piu' favorevoli sono stati espressi dalle aziende esportatrici, con un + 20 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010: l'80 per cento di questa crescita e' riconducibile al settore dei mezzi di trasporto che ha recuperato i livelli di export precedenti la crisi.

 AUMENTANO OCCUPATI IN ABRUZZO (+3%) 
 L'occupazione in Abruzzo e' aumentata del 3,1% nei primi 6 mesi dell'anno, interessando maggiormente donne e lavoratori dipendenti. Il tasso di disoccupazione si e' ridotto dall'8,8% all'8,3% allineandosi al dato medio nazionale e risultando sensibilmente inferiore al 13,6% del Mezzogiorno. Scende anche il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (Cig), diminuito del 12% rispetto ai primi sei mesi del 2010 ma che rimane nel complesso su livelli ampiamente superiori a quelli precedenti la crisi.

«Il dato sull'occupazione, insieme all'automotive della provincia di Chieti che tiene praticamente da solo in piedi il commercio estero abruzzese (80% export), sono i dati positivi dell'aggiornamento congiunturale», ha commentato il direttore della filiale Banca d'Italia de L'Aquila, Luigi Bettoni.

il dato quantitativo sulla occupazione però dovrebbe essere mediato da quello qualitativo, infatti sae è vero che è aumentata l’occupazione questa è quasi esclusivamente “precaria” poiché per la gran parte dei contratti si tratta di tipologie a tempo determinato e spesso anche a tempo parziale.

«Nel primo semestre 2011 le immatricolazioni di auto in Abruzzo sono crollate del 24 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010», ha detto ancora il direttore della filiale della Banca d'Italia de L'Aquila, «il credito bancario alle imprese e' tornato a crescere a un ritmo contenuto (2,8 per cento), dopo essere diminuito per buona parte del 2009 e per tutto il 2010 - si legge nella sintesi del rapporto di Bankitalia Abruzzo - la debolezza della domanda di prestiti dipende principalmente dalla scarsa propensione delle imprese a investire, mentre sulla dinamica del credito ha inciso anche l'inasprimento dei criteri di offerta da parte delle banche. Diminuisce del 2,2% il tasso di espansione sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie da parte di banche e societa' finanziarie, cosi' come sono diminuite le nuove erogazioni di mutui, mentre il credito al consumo ha ristagnato».

ESULTANO CHIODI E PAGANO

 «L'Abruzzo oggi sta riscattando il divario con le aree più sviluppate del nostro Paese», dice il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commentando i dati, «La nostra regione sta recuperando - dice il Presidente Chiodi - il gap rispetto a Pil, occupazione e internazionalizzazione puntando su un concetto di rigore dei conti e riequilibrio della spesa sanitaria. Il dato dell'aumento del 3,1 per cento dell'occupazione con l'allineamento al dato medio nazionale per il tasso di disoccupazione - che si è ridotto dall'8,8 per cento all'8,3 per cento - migliore rispetto al 13,6 per cento del Mezzogiorno, dimostrano che questo Governo regionale continua a rispondere bene nonostante la grande crisi economica che investe tutto il mondo occidentale». Stesso tenore anche per il presidente del consiglio Nazario Pagano. I due massimi vertici istituzionali abruzzesi sembrano aver ascoltato solo una minima parte dei dati  e scelgono di commentarne solo una parte ignorando quelli ampiamente negativi. I dati sull’occupazione letti ed estrapolati fuori contesto rischiano di suonare come una vera beffa poiché il livello salariale è spesso insufficiente e nn garantisce un sufficiente livbello di benessere, lo sfruttamento e le illegalità legate all’occupazione aumentano a dispetto di controlli sempre più scarsi. Trattandosi poi di contratti a scadenza per gli “occupati” l’odissea verso una stabilità che non ci sarà continua tra mille difficoltà legate alla precarietà (come l’impossibilità di stipulare mutui e acquistare casa…)

11/11/2011 8.15