Credito, depositi a picco nei primi sei mesi del 2011

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1993

PESCARA – Crollano i depositi bancari  e il risparmio postale degli abruzzesi, segno evidente che nel pieno della crisi a famiglie e imprese non è restata altra soluzione che «raschiare il fondo del barile», ovvero attingere ai risparmi degli anni precedenti per tirare avanti.

PESCARA – Crollano i depositi bancari  e il risparmio postale degli abruzzesi, segno evidente che nel pieno della crisi a famiglie e imprese non è restata altra soluzione che «raschiare il fondo del barile», ovvero attingere ai risparmi degli anni precedenti per tirare avanti.

Nei primi sei mesi del 2011, secondo una indagine realizzata dal Centro studi della Cna abruzzese su dati forniti dalla Banca d’Italia, i depositi bancari e postali hanno subito una flessione di ben 212 milioni di euro rispetto all’anno precedente (quando nello stesso periodo erano cresciuti di 345 milioni) e distanti anni-luce dal 2009, quanto l’incremento era stato addirittura di 1.056 milioni.  La performance negativa è ancora più chiara se si osservano le percentuali: i depositi hanno infatti subito un decremento dello 0,92%, contro un incremento medio nazionale dello 0,64%. Depositi a parte, nella prima metà dell’anno il credito in Abruzzo è cresciuto assai meno che a livello nazionale, ma solo grazie alla performance dei primi tre mesi: nella prima metà del 2011, i rubinetti del sistema bancario regionale hanno erogato, al netto di quello erogato alle amministrazioni pubbliche e alle società finanziarie, 770 milioni di euro in più (pari al 3,20%), ma con un valore inferiore a quello nazionale (4,03%).

«Si tratta di una performance insufficiente - ha spiegato il coordinatore della ricerca, Aldo Ronci, nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina nella sede regionale della Cna, a Pescara - perché l’incremento è stato basso sia per il sistema delle imprese, in evidente affanno, che per le famiglie consumatrici, che non riescono più a risparmiare. Insomma, il  credito si concentra ormai su quei soggetti che possono offrire valide garanzie».

Sul piano territoriale, valori inferiori alla media nazionale si registrano nelle province di Pescara, Teramo e Chieti, mentre solo l’Aquilano riesce ad uguagliare il tasso di crescita italiano; tra i destinatari, invece, l’incremento di  567 milioni di euro che va alle imprese è stato assorbito, per oltre la metà, dal settore delle costruzioni e si è condensato nella sola provincia dell’Aquila (4,14%).

Come detto, nel primo semestre del 2011 l’andamento del credito ha avuto due diverse velocità: bene nei primi tre mesi, decisamente male tra aprile e giugno. Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, il credito è cresciuto di 282 milioni di euro (1,15%) contro i 488 (2,03%) del primo trimestre; quello alle imprese di 205 (1,29%) a fronte di 362 (2,32%); quello alle famiglie consumatrici di 77 (0,89%) contro 126 (1,49%). Clamoroso questo ultimo dato: l’incremento è stato soli 10 milioni di euro, mentre nei primi tre mesi si era attestato a quota 448 milioni. Le sofferenze (ovvero i prestiti diventati inesigibili) nel primo semestre sono stati pari al 18,33%, con una crescita inferiore alla media nazionale (25,56%), ma con un incremento assoluto (313 milioni di euro) davvero preoccupante.

 CREDITO ALLE IMPRESE, LA CNA:«SUBITO RISORSE PUBBLICHE»

 In questa condizione di così grande difficoltà per imprese e famiglie, secondo la Cna abruzzese, occorre intervenire al più presto per potenziare l'attività degli strumenti di garanzia a disposizione delle imprese. A detta del presidente regionale della confederazione artigiana, Italo Lupo, intervenuto nel corso della odierna conferenza stampa sull'andamento del credito abruzzese nei primi sei mesi dell'anno, «occorre sbloccare rapidamente quelle risorse pubbliche, come quelle legate al Bando Por-Fesr, che assegnano a un insieme di  banche abruzzesi, tra cui la finanziaria pubblica regionale, la Fira, 15 milioni di euro da destinare ai confidi. Ovvero quegli strumenti che consentono alle imprese di poter ottenere garanzie per accedere al credito bancario».

A rendere ancora più urgente un deciso intervento delle istituzioni pubbliche, a detta del direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo, «il fatto che anche nel terzo trimestre del 2011, secondo le prime indiscrezioni che filtrano sui dati ufficiali di Bankitalia, il deciso peggioramento del trend. Abbiamo la certezza, presto documentata anche dalle cifre ufficiali, che nei mesi della bufera che ha colpito i mercati finanziari, tra giugno e settembre, il credito alle imprese sia ulteriormente caduto, con tassi d'interesse, tra giugno e settembre, schizzati verso l'alto». Adriano Lunelli, direttore di Fidimpresa Abruzzo (oltre 56 milioni di credito erogato dalle banche, tra gennaio e ottobre, grazie alla garanzia prestata, ndr), il confidi del sistema regionale della Cna, secondo il quale «dopo un avvio positivo dei primi tre mesi del 2011, l'andamento ha subito un forte rallentamento nei mesi di massima turbolenza dei mercati finanziari, nonostante la domanda di credito da parte delle imprese fosse aumentata. Insomma, una condizione di incertezza e difficoltà che impedisce alle imprese di programmare il proprio futuro».

 07/11/2011 15.18