L’Abruzzo di nuovo tra le regioni ammesse ai fondi strutturali europei

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’Abruzzo è rientrato di nuovo tra le regioni che possono aspirare ai fondi strutturali europei 2014-2020.

ABRUZZO. L'Abruzzo è rientrato di nuovo tra le regioni che possono aspirare ai fondi strutturali europei 2014-2020.

«E' una notizia importante, che abbiamo appreso a Matera in un Seminario organizzato dai sindacati in collaborazione con la Commissione europea. Ma è anche un impegno da seguire con molta attenzione», commenta Maurizio Spina, segretario regionale Cisl. Che lancia però un allarme: «Sono cambiate le condizioni poste dall'Europa per attivare i finanziamenti: bisogna essere in regola con il patto di stabilità. Questo significa che l'Abruzzo è chiamato ad uno sforzo economico di correzione dei conti e ad una programmazione degli interventi che vanno attivati subito. Entro dicembre bisogna già indicare a grandi linee i progetti ed i settori in cui la Regione, intesa come Giunta, pensa di muoversi».

Da quello che filtra dall'Europa e dai documenti finora disponibili solo in inglese, i settori con i maggiori interventi finanziabili sono quelli dell'internazionalizzazione, dell'innovazione e delle politiche sociali. L'Europa prevede infatti per i prossimi anni difficoltà nell'economia dei singoli Stati e delle singole regioni che non si muovono in questi settori, e prevede anche il pericolo di un aumento della disoccupazione e della presenza di immigrati con ripercussioni sul mondo del lavoro.

Tra l'altro i fondi disponibili non sono ancora completi, vista la grandezza dell'intervento, e si pensa di rimpinguare le casse della Comunità con la Tobin tax, cioè la tassazione sulle transazioni finanziarie. Secondo lo schema approvato dall'Europa per erogare gli aiuti, l'Abruzzo entra di diritto tra le regioni finanziabili perché è nel gruppo delle “regioni in transizione”, come il Molise, la Sardegna e la Basilicata che hanno un Pil compreso tra il 75 ed il 90% della media dei 27 Paesi dell'Unione.

La Commissione europea adotterà il piano entro dicembre e quindi entro quella data anche la regione Abruzzo dovrà programmare gli investimenti.

«Il pericolo non è quello della restituzione dei fondi non spesi, come è stato finora – sottolinea Spina – ma di riuscire a entrare in questo nuovo meccanismo che è molto difficile dal punto di vista del raggiungimento del patto di stabilità. Chiediamo perciò al presidente Chiodi un pieno e rapido coinvolgimento dei firmatari del patto per lo sviluppo ed un'occasione di incontro, attraverso un seminario, delle regioni “in transizione” e dei rappresentanti della Commissione europea». 

Sebastiano Calella 19/10/2011 13.27