Sposati under 55: la crisi spinge a chiedere aiuto alle famiglie di origine o parenti

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Non solo i bamboccioni, ma anche coniugi under 55 devono ricorrere all’aiuto delle famiglie di origine.

È questa la fotografia che esce dall’indagine sulla condizione socio-economica della comunità del territorio Aquilano post –sisma, effettuata dalle Acli della Regione Abruzzo, sotto la guida delle Acli nazionali, nell’ambito del Progetto Link finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 I RISULTATI

 L’indagine, è stata realizzata attraverso la somministrazione di un questionario ad un campione non rappresentativo di persone che si sono rivolte alle diverse strutture territoriali delle Acli nel periodo aprile-luglio 2011. Dai dati risulta una composizione di genere piuttosto omogenea del campione. Più dei due terzi degli intervistati sono under 55, con un’ampia maggioranza che risulta essere coniugata. Il 65,6% degli intervistati vive in una casa di proprietà e meno del 20% dispone di una casa in affitto.

Il 64,8% degli interrogati dichiara di aver usufruito del sostegno economico offerto dai parenti, e ancora, in caso di difficoltà le famiglie intervistate ricorrerebbero in larga misura al privato organizzato distinto tra associazioni di volontariato (21,4%) e parrocchie (28,6%) nonché ai servizi sociali pubblici erogati dal Comune di appartenenza (39,3%), una persona su dieci dichiara però di non avere fiducia né nel settore pubblico né in quello privato.

Il gruppo non evidenzia una particolare predisposizione all’acquisto di prodotti a basso costo (solo quattro persone su dieci), mentre otto persone su dieci tendono a rinunciare all’acquisto di una cosa che ritengono utile. La crisi sembra aver costretto queste persone a ridurre le spese in particolar modo quelle relative ai beni di non primaria necessità. Infatti, i principali beni diminuiti o ridotti rientrano tra i beni voluttuari come cinema e teatro, quotidiani e riviste, pizzerie e ristoranti, rinnovo di mobili o arredi. La riduzione dei consumi non tocca quasi per niente la quota della spesa destinata ai consumi primari quali quelli energetici e di riscaldamento e spese mediche e sanitarie.

Il Progetto Link ricerca e azione sociale per favorire l'inclusione delle persone in condizioni di marginalità o di disagio. Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, annualità 2009.

Il personale che ha partecipato al progetto lo ha somministrato ad un campione non rappresentativo di persone che si rivolgevano alle diverse strutture territoriali delle Acli. Qui di seguito vengono riportati i risultati emersi dall’indagine e che illustrano, a nostro avviso, la situazione così come appare, pur se non traccia un modello socio-culturale ben rappresentativo.

Il campione evidenzia una dipendenza dalla famiglia di origine. Ciò che si rileva è una strategia di contenimento della crisi basata sul taglio dei consumi dedicati ai beni voluttuari permettendo, in questo modo, ai nuclei familiari di mantenere inalterati i consumi più essenziali come le spese mediche e sanitarie.

18/10/2011 8.26