Federturismo Abruzzo boccia la tassa di soggiorno

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Il presidente di Federturismo Abruzzo – Dario Colecchi – esprime massima contrarietà in merito all’applicazione dell’imposta che comporterebbe un ulteriore danno all’imprenditoria turistica.

ABRUZZO. Il presidente di Federturismo Abruzzo – Dario Colecchi – esprime massima contrarietà in merito all’applicazione dell’imposta che comporterebbe un ulteriore danno all’imprenditoria turistica.

«Si tratta di una tassa che grava fortemente sull’offerta turistica e contrasta  con  l'assoluta

necessità  di recupero  di competitività  di  un  settore che rappresenta più del 10 % del PIL nazionale, e che nella nostra Regione ha un’incidenza pari al 15% considerando il valore aggiunto dell’indotto. Se poi a questo si aggiunge una  Legge  Finanziaria  che  non  prevede  alcuna  risorsa  a favore del settore e uno svantaggio fiscale rilevante rispetto ai paesi concorrenti, che è una costante da anni, la situazione risulta ancora più grave». Federturismo Abruzzo intende preservare il carattere che contraddistingue il turismo abruzzese: l’ospitalità, rinomata ed apprezzata a livello nazionale ed internazionale.

«In ogni caso – continua Colecchi – pur di mantenere un sistema di offerta turistica più appetibile e competitivo e, soprattutto, pur di non applicare un’imposta che “infastidisce” il turista e che contrasta con lo spirito dell’accoglienza abruzzese, gli albergatori sarebbero disposti a non applicare l’imposta ai clienti e ad autotassarsi per devolvere quanto dovuto ai Comuni».

La proposta di Federturismo Abruzzo: applicazione della tassa di soggiorno per i comuni turistici secondo criteri univoci, senza costi aggiuntivi per i clienti e che abbia come obiettivo unico per i Comuni turistici contribuire con i proventi della tassa e con la contribuzione aggiuntiva prevista dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122 alle azioni di marketing e alla promozione dei Sistemi Territoriali Organizzati in linea con il Triennale della Regione Abruzzo, evitando la frammentazione delle competenze e l'assenza di coordinamento tra gli enti preposti alla promozione turistica che finora ha  prodotto sprechi, confusione  dei messaggi, duplicazioni.

«Il periodo d’applicazione dell’imposta - sottolinea Colecchi – dovrà riguardare 4 settimane, le settimane che fanno i numeri delle presenze turistiche abruzzesi, in modo da non intaccare le offerte fortemente concorrenziali dei periodi di bassa/media stagione». Nello specifico per le aree montane il periodo d’applicazione dell’imposta riguarderà due settimane del mese di dicembre (la settimana di Natale e quella di Capodanno) e due settimane del mese di agosto (II? e III?  settimana), per le località marine, invece, quattro settimane del mese di agosto. L’imposta dovrà avere il valore di un euro e dovrà essere applicata a partire dai 18 anni.

Federturismo di Confindustria Abruzzo intende ribadire la propria contrarietà all’applicazione dell’imposta e la «proposta presentata – sostiene Colecchi – in caso di introduzione della tassa – intende limitare ogni possibile distorsione nell’attuazione di un regolamento da parte dei Comuni che rischia di compromettere fortemente l’impegno e gli investimenti degli imprenditori turistici e della Regione Abruzzo per lo sviluppo di una politica turistica capace di rilanciare il turismo nella nostra Regione».

 15/10/2011 8.38