Teramo. Confindustria chiama Provincia:«situazione grave»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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TERAMO. I principali indicatori economici della provincia di Teramo evidenziano una situazione di difficoltà.

«Occorre, per superare la crisi, condividere nuove e più moderne relazioni industriali», dicono da Confindustria Teramo. Ma la Provincia sembra non voler rispondere all’appello lanciato dalle associazioni.  Nella relazione il Presidente Salvatore Di Paolo ha sottolineato che i settori maggiormente in affanno, in provincia di Teramo, sono quelli riguardanti tessile-abbigliamento, pelli e cuoio, legno/mobile e manufatti in cemento, con delle «eccezioni legate prevalentemente ai comparti innovativi ed a quelli che dopo  una lunga congiuntura negativa stanno lentamente ripartendo».

 Emblematici, con riferimento alla provincia di Teramo, i dati relativi alla cassa integrazione: se è vero che  le ore di  C.I.G.  ordinaria  sono passate da 3.880.166 (2009)  a 1.756.480 (2010) - il che farebbe pensare ad una ripresa dell’economia provinciale – è altrettanto vero che, nello stesso periodo, le ore di C.I.G. straordinaria sono passate da 1.507.957 (2009) a  6.755.256 (2010).  «Questo vuol dire – ha sottolineato il Presidente - che le situazioni di crisi  temporanee  si sono trasformate in crisi stabilizzate,  con evidenti  ripercussioni sul piano occupazionale».  Anche l’utilizzo della cassa integrazione in deroga, peraltro, ha avuto un incremento importante, passando da 80.877 nel 2009 a 591.590 del 2010.  Il Presidente ha fornito ulteriori dati relativi al tasso  di disoccupazione, che si è attestato intorno all’8% circa, mentre il tasso di occupazione gravita intorno al 56% circa, ed ha espresso preoccupazione per il calo delle esportazioni, che nella nostra provincia hanno subito una contrazione del 28,2%  rispetto all’anno precedente.

I dati riferiti alle Aziende associate a Confindustria Teramo sono in linea con il trend generale rilevato a livello provinciale (basti pensare ai circa duemila lavoratori interessati dalla Cigs nel 2009 rispetto ai 700 dell’anno precedente). 

 02/10/2010 8.58