Confartigianato: «economia abruzzese al tracollo, serve politica responsabile»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Necessario per il presidente Taffo un censimento sulle capacità reddituali degli aquilani.

«Lo sconcertante spettacolo che sta offrendo la politica regionale non deve assolutamente distogliere i nostri amministratori dai problemi reali che affrontano quotidianamente i cittadini abruzzesi». E' laconico Angelo Taffo, presidente regionale di Confartigianato che, con i dati Istat alla mano, chiede al governo regionale ed all'assessore alle attività produttie, Alfredo Castiglione, «una politica di responsabilità».

I dati Istat parlano da sè: l’Abruzzo è la regione d’Italia più colpita dalla recessione. La flessione del PIL nel 2009 è stata del 6,9% rispetto ad una media nazionale del -5% e del Mezzogiorno del -4,3%) e la disoccupazione in Abruzzo è passata dal 7,6% del secondo trimestre 2009 al 9,4% del secondo trimestre 2010; nel 2007, il Centro studi di Confartigianato ha rilevato che l'Abruzzo ha avuto l'IRAP più alta d’Italia, con un’aliquota media del 5,13%.

«Finora poco o niente è stato fatto da parte della regione per tentare di risolvere la crisi di liquidità che attanaglia le imprese - afferma Daniele Giangiulli, segretario dell'associazione degli artigiani-. Il pacchetto anticrisi proposto dalla regione è stato un vero e proprio fallimento. Confartigianato - aggiunge il segretario - ha più volte suggerito all’assessore Castiglione un provvedimento di consolidamento dei Consorzi Fidi, veri e propri ammortizzatori sociali in momenti di crisi, attingendo dai fondi FESR, ma ad oggi non si vede ancora nulla, l'economia abruzzese è al tracollo e le attività continuano a chiudere».

Per il segretario: «E' indispensabile concentrarsi su provvedimenti concreti che siano di reale sostegno alle imprese artigiane: sbloccare, ad esempio, subito i fondi FAS o affidare la ricostruzione nel territorio aquilano riservando una quota di appalti alle imprese locali. L'Aquila è la provincia che più di tutte sta vivendo una fase a dir poco drammatica - conclude il presidente Taffo -. Il governo regionale dovrebbe fare al più presto un censimento sulle capacità reddituali degli aquilani, poichè migliaia di essi, dal giorno del sisma, sono senza lavoro e prima o poi questo problema verrà a galla e si dovrà affrontare con strumenti ageguati. E' inutile ricostruire le case se poi, per lavorare, la gente è costretta ad andar via».

01/10/10 11.31