Abruzzo, 24 mila nuovi occupati, disoccupazione al 7,9%, ma la precarietà aumenta

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3237

ABRUZZO. Sono positivi per l'Abruzzo i dati ISTAT sul lavoro nel II trimestre 2011.

ABRUZZO. Sono positivi per l'Abruzzo i dati ISTAT sul lavoro nel II trimestre 2011.

Il tasso di disoccupazione scende al 7,9% (dal 9,4% del II trimestre 2010 e dal 8,8% del I trimestre 2010) e si mette in linea con il dato nazionale (7,8%), mentre il dato dell'occupazione e' salito al 54,7% con un importante +4,9% rispetto al II trimestre 2010. Dato ancor più significativo se confrontato con il +0,4% a livello nazionale. Gli occupati in regione salgono a 509mila unità, il dato più  alto dal III trimestre 2008 quando erano 518mila, ovvero prima dell'ingresso nella crisi economica globale.

Se visti nella loro parzialità i numeri "lusinghieri" parlerebbero di una regione in ripresa ma a ben considerare anche la "qualità" del lavoro che c'è la realtà appare diversa e forse opposta. A fronte di "maggiori occupati" infatti diminuisce e continua a scadere la qualità del lavoro ed il tipo di contratto che per esempio da "tempo indeterminato" passa a "tempo determinato" con incrementi quasi doppi rispetto ai periodi precedenti. Aumentano anche gli occupati a "tempo parziale" il che si traduce per i lavoratori in una netta diminuzione del salario a fronte di spese fisse mensili non comprimibili, anzi con i rincari sensibili di cui si parla in abbondanza in questi giorni. In definitiva aumenta ancora la precarietà pur a fronte di incrementi di occupati.

Sono 24.000 le unità in ingresso nel mercato del lavoro regionale, così distribuite: 14.000 nell'industria e costruzioni, 6.000 nei servizi e 4.000 in agricoltura. «Siamo di fronte - dichiara l’assessore al Lavoro Gatti - a dati incoraggianti da un lato e, a dire il vero, un pò inaspettati dall'altro viste le dimensioni. L'Abruzzo e la sua forza imprenditoriale – prosegue – hanno prodotto, secondo l'Istat, un incredibile sprint nell'ultimo trimestre, che ha portato sia il livello dell'occupazione, che il tasso di disoccupazione, in linea con la media nazionale, distanziandoci sempre più dai livelli delle regioni meridionali. Per la prima volta da prima della crisi gli occupati sono più di 500mila. Una soglia psicologica importante».

«La crisi c'e', non e' finita e non e' il momento di abbassare la guardia, ma dobbiamo trarre maggiore entusiasmo e fiducia da questi dati che segnalano un importante recupero, per impegnarci insieme a tutte le forze sociali, imprenditoriali e ai lavoratori abruzzesi per proseguire in questa direzione, che e' quella giusta, contrassegnata da politiche attive e passive integrate, grazie a ammortizzatori sociali diffusi, a investimenti in formazione e ricerca serie, a incentivi assunzionali».

01/10/2011 10.17