Crisi. Enti locali e Regioni:«il Governo uccide welfare»

Alessandro Biancardi

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PERUGIA. Con questa manovra il Paese si ferma, il welfare nel 2012 sarà dimezzato e c'é anche il rischio concreto che se saranno confermati i tagli del 75% al trasporto pubblico locale anche autobus e treni non cammineranno.

L'unica strada praticabile è quella del confronto, si deve procedere ad una verifica punto per punto e correggere quello che non sta in piedi per garantire ai cittadini i servizi sociali. In caso contrario le autonomie locali sono anche disposte ad andare a Bruxelles per difendere i cittadini che rappresentano. E a fare proposte. E' una posizione sempre più ferma e decisa quella emersa oggi a Perugia dove regioni, comuni e provincie si sono incontrati per promuovere un'altra giornata di mobilitazione unitaria contro gli effetti della manovra. Il coro di dissenso si è levato contro le decisioni unilaterali prese dal governo, contro la sua incapacità di individuare politiche serie di sviluppo e crescita, di politica industriale e per il lavoro. Un messaggio «di grande concretezza» perché il governo si renda conto che questa manovra peserà esclusivamente sui cittadini, sulle imprese e sulle famiglie.

«In mancanza di una proposta del governo - ha detto il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani - se le autonomie locali vogliono essere soggetti del cambiamento devono proporre una riforma istituzionale che si contrapponga alla demagogia inaccettabile di chi dice che con il taglio delle Province si risparmia».

«La nostra unità - ha detto - è un valore che non dobbiamo disperdere a causa dell'intervento di questo o quel ministro, dobbiamo fare un passo avanti uscendo dal frullatore. Il nostro problema non è lo spreco, che è la conseguenza, ma il fatto che l'Italia non ha più delle condizioni strutturali per mantenere il suo modo di essere storicamente determinato.Se costi e competenze non corrispondono dobbiamo dirlo con chiarezza ai cittadini».

Ferma nelle critiche al governo anche il governatore del Lazio, Renata Polverini perché «a pagare non devono essere i soliti noti. La pazienza dei cittadini - ha aggiunto - si sta esaurendo, fino ad oggi le politiche sociali hanno fatto da deterrente ma ora bisogna rendersi conto che non devono essere prese a scapito dei cittadini. Chi pensa che per far fronte al taglio delle risorse per il trasporto pubblico locale noi aumenteremo le tariffe ha capito proprio male».

 Il sindaco di Roma Gianni Alemanno annuncia che se il governo non è disposto a cambiare il Patto di stabilità le autonomie andranno a Bruxelles per raggiungere lo scopo. Alemanno ha proposto anche di «anticipare al 2012 il Federalismo municipale e l'Imu, l'imposta unitaria sugli immobili».

 Romano Colozzi, coordinatore degli Assessori regionali al Bilancio dopo i trasporti parla di allarme per il fondo sociale: «Bisogna attutire i tagli che pesano sulle fasce più deboli».

 I presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione non è da meno: «Regioni, Comuni e Province vogliono parlare di quello che i cittadini rischiano di perdere, di welfare, di sviluppo, di messa in sicurezza di strade e scuole, di investimenti. Vogliamo liberare quelle risorse che ci servono per affrontare tutte queste questioni che sono la chiave di volta per il futuro del Paese».

 Il vicepresidente vicario dell'Anci, Graziano Delrio,é convinto che «se le autonomie locali restano unite lo Stato, che ha la stessa nostra dignità, sarà costretto ad ascoltarci. Noi abbiamo i conti in ordine per parlare al Paese e siamo disposti a confrontarci con il governo proprio sui conti perché fino ad ora agli italiani è stata raccontata una storia che non esiste». Non si scompone il ministro Fitto che da Roma commenta: «gli appelli lanciati da Perugia non cadono nel vuoto: vanno nella direzione già intrapresa dal Governo che fino ad ora non si è dimostrato sordo, ma ha avviato un percorso di collaborazione e confronto per superare insieme le criticità indicate».

 24/09/2011 10.02