Commercio, sbloccati 2 mln di euro. Castiglione: «stop a localismi, più fusioni e accorpamenti»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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Commercio, sbloccati 2 mln di euro. Castiglione: «stop a localismi, più fusioni e accorpamenti»
ABRUZZO. Intersettorialità, confidi e legge regionale. Sono questi gli ingredienti che, se combinati nelle giuste dosi , potrebbero essere la ricetta segreta per il successo della politica commerciale abruzzese.

A dirlo è l’assessore regionale e vice presidente con delega allo sviluppo economico, Alfredo Castiglione che nell’annunciare lo sblocco di 2 milioni di euro verso i confidi del settore commercio (somma che faceva parte di un impegno precedentemente preso dall'assessore attraverso il fondo unico delle attività produttive), insiste sull’importanza di scelte oculate nel commercio. Il sistema commerciale abruzzese si basa sui confidi (attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti, a breve medio e lungo termine, destinati allo sviluppo delle attività economiche e produttive).

Il rapporto impresa-banca, dunque, è fondamentale per garantire la tenuta del sistema economico produttivo ed incentivare la produttività. Inoltre, proprio grazie ai finanziamenti, molte piccole imprese hanno la possibilità di entrare nel mercato come competitors e non come semplici spettatori.

Ma se qualcosa va storto, il meccanismo potrebbe incrinarsi e compromettersi. E’ quello che accadrebbe, secondo l’assessore, in Abruzzo dove i problemi sarebbero vari.

In primis gli interessi localistici che nel difendere le categorie (alcune imprese)non si aprono all’intersettorialità (cioè all’interazione con altri attori commerciali). E’ per questo che Castiglione propone una soluzione che è la legge regionale 37/2010 sui confidi volta all’ accorpamento e fusione dei settori commerciali.

«La ratio della legge», spiega Castiglione, «non risiede nel tutelare lo status quo degli attuali confidi, ma nel sostenere le Pmi (piccole medie imprese) e nel riconsegnare ai confidi il giusto ruolo e la giusta dignità di operatore finanziario quale cerniera tra il mondo che produce e il sistema bancario. Punta, insomma, a migliorare le condizioni di reciprocità e trasparenza e rappresenta il presupposto necessario affinché le relazioni banca-impresa evolvano secondo tale modello, andando a rompere l'impianto del passato tanto caro a quelle persone che tutelano le loro posizioni, infischiandosene se le proprie realtà sono al passo con il mondo e con il territorio che chiede tutt'altra cosa. Noi vogliamo confidi che non si diano da fare per tutelare gli interessi di pochi e tutelare le loro rendite di posizione perché per problemi loro non trovano accordi per poter fare fusioni e/o accorpamenti».

Una bacchettata, Castiglione, la riserva a quanti non vogliono seguire questa strada ma si trincerano dietro scuse ed insinuazioni. «Quanti si ostinano a non voler procedere su questa strada», dice, « fomentando raccolte di firme o sollevazioni varie, sono riconducibili a quelle realtà che vogliono conservare la propria rendita di posizione e che usano i propri aderenti come scudi per tutelare i propri esclusivi interessi. E per fare ciò, affermano che non vi è stata concertazione nel varo della legge, quando tutte le associazioni di categoria regionali furono coinvolte fin dall'inizio e il sistema bancario ne ha apprezzato le finalità».

Secondo l’assessore, infine, il tempo del "bricolage" e del "fai da te" è finito ed è arrivato quello del superamento dei limiti legati a un eccessivo localismo e della crescita dimensionale. «E' ora di misurare se stessi», conclude, «e la validità del proprio operare, in ragione della risposta ai bisogni delle imprese, al di fuori di qualsiasi nicchia protettiva. Solo se si affermerà con convinzione nei confidi un alto profilo imprenditoriale, le nuove sfide del mercato si potranno affrontare davvero con successo»

14/09/2011 13.41