Per l'Istat Abruzzo al top dell'export

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «L'Istat ancora una volta riconosce la validità della nostra politica economica e ci colloca tra la Regioni traino per l'export nei Paesi comunitari».

ABRUZZO. «L'Istat ancora una volta riconosce la validità della nostra politica economica e ci colloca tra la Regioni traino per l'export nei Paesi comunitari».

Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in riferimento ai dati Istat relativi al primo semestre 2011, che vedono una crescita nelle esportazioni pari al 23,4 per cento. Meglio solo le Regioni virtuose del nord Italia. «E' la conferma che il tessuto produttivo abruzzese sta reagendo con forza e determinazione alla crisi internazionale - aggiunge il Governatore - E di questo va dato atto, in primis, agli imprenditori, alla loro intraprendenza ed al loro dinamismo. In questo supportati da politiche di crescita serie, responsabili e lungimiranti».

Il trend dice che l'Abruzzo, nell'ultimo anno, ha incrementato il suo export soprattutto nei settori dell'automotive, dell'agricoltura (vino in primis) e dell'agroalimentare.

«Settori forti, settori cardine - osserva il presidente Chiodi - verso i quali è rivolta tutta la nostra attenzione, senza per questo sottovalutare le potenzialità di altre produzioni. Nei prossimi giorni incontrerò, con i delegati del Patto per l'Abruzzo, i rappresentanti del Governo nazionale, pronto a sbloccare i circa 600 milioni di euro di fondi Fas. Risorse importanti che saranno utilizzate, in particolare, per il rilancio dei principali settori produttivi; 34 milioni di euro sono previsti proprio per sostenere il Campus automotive, così come concordato con le parti sociali».

«Ieri - riferisce poi - l'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, ha incontrato l'amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, che ha confermato le rassicurazioni, già fatte a me in precedenza, sull'opportunità di meglio definire, consolidare e rafforzare l'ottimo rapporto già in essere tra la casa automobilistica torinese ed il polo di Atessa, una delle eccellenze industriali abruzzesi, anche in virtù dell'indotto che alimenta».

«Un buon risultato, dunque - rimarca il presidente - riconosciutoci anche dagli economisti, che ci inorgoglisce e che, anche se in un momento molto difficile e complicato, ci invita all'ottimismo ed alla fiducia nel futuro. Il nostro obiettivo ora - conclude - è riuscire a fronteggiare ulteriormente una crisi che non ha precedenti nella storia, con scelte ambiziose che puntino al risanamento, al contenimento della spesa e all'acquisizione di quante più risorse possibili, Fas, Fesr, per rendere sempre più competitive le nostre aziende, in Italia, in Europa, nei Paesi emergenti».

 14/09/2011 9.54