Credito: nel primo trimestre del 2011 erogati 508 milioni in più. Le "sofferenze" restano alte

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA - Viene dalle piccole banche la spinta maggiore al rilancio del credito abruzzese, che torna a guardare con interesse soprattutto al mondo delle imprese, dove è il settore edile a farla da padrone.

PESCARA - Viene dalle piccole banche la spinta maggiore al rilancio del credito abruzzese, che torna a guardare con interesse soprattutto al mondo delle imprese, dove è il settore edile a farla da padrone.

Lo rivela il Centro studi della Cna Abruzzo, che ha analizzato l’andamento creditizio nei primi tre mesi del 2011, ed ha presentato alla stampa il risultato, alla presenza del presidente e del direttore regionale della Cna, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo, oltre che del direttore di Fidimpresa Abruzzo, Adriano Lunelli.

Secondo lo studio realizzato su dati di Bankitalia da Aldo Ronci, nel primo trimestre di quest’anno il credito in Abruzzo ha subito un incremento di 508 milioni di euro, pari al 2,07% (contro una media nazionale dell’1,43%) rispetto alla stessa data dell’anno precedente. E a sostenere questa ripresa, come detto, sono state soprattutto le micro-banche, che pure nella nostra regione detengono appena il 7% complessivo del credito erogato.Tra gennaio e marzo di quest’anno sono stati proprio gli istituti che nel gergo della Banca d’Italia sono definiti come “banche minori” (Banche di Credito cooperativo, Serfina) a realizzare il risultato migliore con ben 263 milioni di euro erogati in più sul 2010; alle loro spalle, le cosiddette “banche piccole” (tra queste la Tercas, la Carichieti, la Caripe, la Carispaq e la Bls) che ne hanno erogati 203, e che da sole detengono il 51% del mercato. In coda alla graduatoria, a sorpresa, le banche medie (65 milioni di credito erogato), ma soprattutto gli istituti di maggiori dimensioni, che lungi dall'accrescere la quota di credito erogato, lo hanno addirittura tagliato di ben 25 milioni di euro, pur conservando una quota complessiva del 29%.

Strepitosa, dunque, ma anche sostanzialmente omogenea sul piano territoriale, la crescita del credito erogato dagli istituti di minori dimensioni, come osserva Ronci: «Si tratta di una peculiarità assoluta della nostra regione, visto che tra “banche minori” e “piccole banche”, sono proprio questi istituti a concedere la quota maggioritaria del credito: il 58%. Mentre la media Italia, nella somma tra queste due categorie di banche, si ferma molto al di sotto, cioè al 31%».

L’analisi sul primo trimestre del 2011 dice ancora che la crescita del credito si è concentrata soprattutto a favore delle imprese (+362 milioni), ma che il suo valore percentuale (2,32%) è comunque inferiore a quello nazionale (2,65%). In misura decisamente inferiore, la crescita del credito ha preso la via delle famiglie consumatrici (+126 milioni; +1,49%) e delle amministrazioni pubbliche (+26; +6,81). Mentre, al contrario, le società finanziarie hanno patito un taglio di 5 milioni di euro, tuttavia inferiore alla media nazionale.

Più variegato, il settore del credito alle imprese, si presenta nella geografia regionale: l’incremento più alto va a Pescara (128 milioni di euro) con le altre tre province attestate su livelli decisamente più bassi: +68 L’Aquila; +88 Teramo; +78 Chieti. In questo quadro, solo a Pescara (3,16%) e all’Aquila (3,02%) la crescita si attesta su un valore medio superiore a quello nazionale (2,65%). E tra i settori imprenditoriali, a fare la parte del leone resta l’edilizia, capace di assorbire ben 138 milioni di euro dell’incremento complessivo; molto meglio di quanto accaduto per industria, servizi e famiglie produttrici (artigianato e commercio), che hanno ottenuto aumenti più modesti di 70, 84 e 46 milioni di euro rispettivamente. Meno confortante, infine, si presenta il capitolo “sofferenze”, ovvero i crediti che le banche non riescono più a ottenere dalla propria clientela: secondo il Centro studi della Cna Abruzzo, nel primo trimestre del 2011 il rapporto tra sofferenze e credito si è attestato a quota 7,98%, contro una media nazionale del 5,35%, con una punta massima all’Aquila (9,77%) e minima a Chieti (7,15%). Particolarmente significativo, in questo campo, è il rapporto tra sofferenze e credito alle imprese: in Abruzzo raggiunge quota 9,90%, contro una media nazionale del 7,15%.

A sottolineare l'importante delle piccole banche nel processo di rilancio del credito abruzzese, la presenza alla conferenza-stampa della Cna anche dei rappresentanti di alcuni istituti protagonisti della performance: Alberto De Amicis (Tercas-Caripe), Marco Paolantonio (Bls), Claudio Legnini (Serfina Banca), Michelangelo Eleuteri (Bpa).

 12/09/2011 15.06