Evasione fiscale in Abruzzo per distributori automatici. L’allarme di Contribuenti italiani

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Piccoli store a portata di mano e fonti di evasione fiscale.CONFIDA SMENTISCE

PESCARA. Piccoli store a portata di mano e fonti di evasione fiscale.

CONFIDA SMENTISCE

Sono questo i distributori automatici presenti in tutte le città italiane e che, secondo un’inchiesta condotta da Krls Network of Business Ethics, per conto dell'associazione Contribuenti italiani, producono un ricavo annuo non dichiarato al fisco di circa 48 miliardi di euro, con un'imposta evasa di 15 miliardi di euro.

E l’Abruzzo non è immune da questo problema. A denunciarlo, infatti, è Donato Fioriti presidente dell’ associazione Contribuenti italiani Abruzzo secondo cui il problema è la mancanza di controlli ufficiali sui guadagni incassati dai distributori automatici, a differenza di quanto avviene per i registratori di cassa. E’ per questo che Fioriti si appella ai parlamentari abruzzesi affinchè inseriscano nella manovra finanziaria l'obbligo di memorizzare e inviare online al fisco il resoconto delle operazioni effettuate mediante i distributori automatici. «In un momento in cui si parla tanto della lotta all’evasione fiscale», commenta, «è importante segnalare l’esistenza di un mercato sotterraneo ed illegale».

Ma che peso ha il business delle macchinette automatiche nel bel Paese?

Secondo i dati riportati dall’inchiesta in Italia c’è un distributore ogni 11 abitanti da cui è possibile acquistare praticamente di tutto (caffè, bibite, snack, yogurt biologico, frutta fresca, prodotti dietetici, latte, acqua, film e musica mp3, sigarette, gratta e vinci, scommesse, oggettistica, anticoncezionali, giochi per bimbi, chewing gum, prodotti per automobili e perfino lingotti d'oro). E si trovano quasi ovunque (palestre, stazioni, ospedali, aeroporti,musei, tabaccherie, stazioni di servizio,scuole,uffici postali). «Visto che l'Italia è il massimo produttore europeo di distributori automatici», conclude Fioriti, «e detiene la leadership mondiale di export (70% della quota di settore), urge una soluzione immediata che possa contenere il fenomeno».

m.b. 03/09/2011 10.07

CONFIDA DICE NO ALL'EVASIONE FISCALE

Confida, l'associazione italiana della distribuzione automatica, contesta le affermazioni di Contribuenti.it secondo cui il settore della distribuzione automatica genererebbe un'evasione fiscale pari a 15 miliardi di euro.

Accenture, società di ricerche di mercato, ha curato quest'anno lo “Studio sul settore della Distribuzione Automatica Italia, 2010”, rilevando - tra l’altro - che il fatturato complessivo è di circa 2 miliardi di euro: «E' del tutto improponibile e irresponsabile ipotizzarne 15 di evasione» spiega Lucio Pinetti, presidente di Confida. Risulta allo stesso modo «infondata», secondo la società, «l’affermazione secondo la quale l’attività non sia assoggetta a forme di “conteggio ufficiale o cartaceo dei guadagni”. Tali guadagni sono accertabili attraverso i corrispettivi regolarmente e giornalmente registrati nel pieno rispetto della normativa vigente. Inoltre, il “commercio effettuato per mezzo di distributori automatici” è fiscalmente monitorato da specifico studio di settore e non è esente da verifiche fiscali ispettive».

«Le dichiarazioni del Presidente dell'Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, fondate sull'indagine sul settore della distribuzione automatica realizzata da KRLS Network of Business Ethics, non corrispondono al vero», afferma Pinetti, che conclude: «L'unica verità della nota diffusa è che il Vending è uno tra i vanti del Made in Italy, oltre a essere una realtà imprenditoriale tra le più dinamiche e attente alle molteplici aspettative di utenti e consumatori per modalità di applicazioni, qualità dell’offerta, sicurezza alimentare, economicità di costi, prossimità e vicinanza».

06/09/2011 10.21