Produzione Abruzzo, di nuovo in calo. Bene i distretti Montepulciano, abigliamento e Ict

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO.  Torna in territorio negativo il tasso di crescita dei 5 distretti dell’Abruzzo (-1,3% rispetto ai primi tre mesi del 2010), dopo un lieve tentativo di ripresa negli ultimi tre trimestri dell’anno precedente.

ABRUZZO.  Torna in territorio negativo il tasso di crescita dei 5 distretti dell’Abruzzo (-1,3% rispetto ai primi tre mesi del 2010), dopo un lieve tentativo di ripresa negli ultimi tre trimestri dell’anno precedente.

A pesare negativamente su questa performance, in controtendenza rispetto alla dinamica dei distretti a livello nazionale e di macroarea (Sud), sono le flessioni dell’export registrate dal distretto del mobilio abruzzese (-7,8%), da quello dell’abbigliamento del sud abruzzese (-5,2%) e dal polo della pasta di Fara San Martino (-3,5%). Positive invece le variazioni per il distretto del Montepulciano d’Abruzzo (+11,7%) e per il polo dell’abbigliamento nord abruzzese (+15,2%).

Sono questi i principali risultati che emergono dal 7° numero del Monitor dei Distretti dell’Abruzzo curato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell'Adriatico.

A spiegare, in parte, il difficile momento congiunturale dei distretti abruzzesi, contribuisce l’analisi degli sbocchi commerciali dei singoli distretti, che evidenzia una frenata nelle dinamiche dell’export soprattutto verso i mercati tradizionali.

 E’ proprio sui mercati maturi che i distretti industriali abruzzesi perdono il 3,8% nei livelli di export rispetto al primo trimestre 2010. Cala l’export in Germania, Regno Unito e Paesi Bassi e in misura più significativa in Spagna e Grecia, paesi che hanno scontato maggiormente gli effetti della crisi del debito. Su questi mercati faticano maggiormente i distretti dell’abbigliamento abruzzese (sia quello del nord che quello del sud) e il distretto del Montepulciano che conferma però una buona tenuta sul mercato tedesco. In crescita invece le esportazioni verso Francia e Stati Uniti (+7,2% e +9,7% rispettivamente), grazie alle buone performance del distretto del Montepulciano su entrambi i mercati e della pasta di Fara sul mercato francese.

Sui mercati emergenti invece si registra un’evoluzione più vivace (+8,8% la variazione tendenziale in questo primo trimestre) che conferma la dinamica positiva avviata nella seconda parte del 2010, sebbene i livelli complessivi di export siano ancora contenuti. Tra questi mercati è significativo il contributo offerto dalla Russia (con una variazione su base tendenziale del 18%), seguita da Cina e Hong Kong. In Russia riprendono le esportazioni di tutti i distretti da noi monitorati nella regione abruzzese, ad eccezione del distretto del Montepulciano di Abruzzo, che arretra su questo mercato in questo avvio di 2011, contrariamente a quanto evidenziato per gli altri distretti del vino italiani.

In crescita infine l’unico polo ad alta tecnologia della regione, il polo ICT dell’Aquila, che registra un incremento delle esportazioni del 7,9% nel primo trimestre del 2011 (in linea con quanto osservato per gli altri poli ICT da noi monitorati). Trainante il mercato statunitense, che singolarmente assorbe oltre il 96% delle esportazioni del polo.

Le criticità emerse dall’analisi dei flussi commerciali trovano riscontro anche nei dati relativi agli ammortizzatori sociali: nei primi 5 mesi del 2011 sono infatti tornate a crescere le ore autorizzate in cassa integrazione guadagni (CIG). Ad un progressivo ridimensionamento delle ore autorizzate in CIG ordinaria, corrisponde un incremento della CIG straordinaria e CIG in deroga, a conferma della situazione di difficoltà, di natura più strutturale, che molte imprese distrettuali si trovano ad affrontare.

13/07/2011 15.37