Il salone della Ricostruzione per raccogliere le idee

Alessandro Biancardi

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Il salone della Ricostruzione per raccogliere le idee
L’AQUILA. Taglio del nastro della prima edizione del “Salone della Ricostruzione” – Restauro, Innovazione, Green Economy, inaugurato ieri nei locali dell’ex Agriformula, nel Nucleo Industriale Caselle di Bazzano di L’Aquila.

Un evento che cade a poco più di due anni dal sisma che il 6 aprile 2009 ha colpito il capoluogo di regione e 57 comuni della sua provincia, il cui obiettivo è quello di partecipare attivamente al processo di ricostruzione, fungendo da punto di riferimento per l’intera filiera dell’edilizia.

L’iniziativa è promossa dall’Ance Abruzzo. L’evento fieristico, dove sono presenti le eccellenze delle aziende del comparto edile per la ricostruzione dei 57 comuni colpiti e per il recupero del patrimonio architettonico di L’Aquila, è soprattutto un’occasione «per raccogliere le idee e confrontarsi sui temi più attuali del costruire contemporaneo».

In tutto ottomila metri quadri di spazio espositivo, oltre 300 stand, più di 230 espositori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, un fitto calendario di convegni, dibattiti e mostre.

Ampio e articolato il programma convegnistico che si inserisce all’interno della manifestazione, con numerosi focus di approfondimento su argomenti di interesse per l’intero settore delle costruzioni

«Questo Salone ci riempie di ottimismo e di speranza perchè rappresenta simbolicamente l’inizio della ricostruzione percepibile – ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo e Commissario Delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi a conclusione della cerimonia inaugurale della manifestazione – Non ci troviamo di fronte a un evento di natura meramente commerciale o imprenditoriale ma, come ha sottolineato Roberto Di Vincenzo in occasione dell’assemblea dell’Ance, il Salone rappresenta una tappa fondamentale di questa fase epica della ricostruzione. Quando parlo di ricostruzione percepibile è perché finora non è bastato consentire a 17mila studenti di rientrare nelle scuole ricostruite in brevissimo tempo; costruire una città provvisoria per 15mila persone e permettere a più di 50mila abitanti di tornare all’Aquila con un programma di assistenza che non ha precedenti; far sì che l’università non morisse e tuttora mantiene 23mila iscritti; mettere in sicurezza 1000 palazzi e chiese, far partire 17.000 cantieri nel cratere, ricostruire la parte danneggiata dell’ospedale con nuove sale operatorie, un pronto soccorso pediatrico e servizi che prima non erano presenti. Tutto questo non è bastato per far percepire la ricostruzione come una fase già in atto – ha concluso Chiodi – e questo perché fino a quando non arriverà la zona franca e non si apriranno i cantieri nel centro storico, questa consapevolezza non ci sarà, anche se in realtà è stato fatto un lavoro immane e straordinario. Abbiamo l’Italia e il mondo intero che ci osservano, per questo dobbiamo assicurare un’assunzione di responsabilità e scommettere su nuove prospettive per un futuro di qualità». 

08/07/2011 11.17