L’Acs firma l’accordo con Fiom Cgil: no chiusura dello stabilimento di Atessa

Alessandro Biancardi

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CHIETI. L’Acs non chiuderà i battenti grazie ad un accordo sottoscritto con la Fiom Cgil.  

CHIETI. L’Acs non chiuderà i battenti grazie ad un accordo sottoscritto con la Fiom Cgil.

 

L’azienda di Atessa che produce la schiumatura per i sedili destinati ai furgoni della Sevel, aveva annunciato nei giorni scorsi la chiusura dello stabilimento, il licenziamento dei 23 dipendenti ed il trasferimento dell’attività a Cassino.

E ieri ha fatto dietro front firmando un patto che prevede l’annullamento della procedura di mobilità, l’impegno a non chiudere il sito di Atessa ed un percorso di solidarietà di 2 anni per rilanciare la fabbrica.

«Un compromesso più che soddisfacente», dice Fiom Cgil che ha convinto la Rsu Fiom dell’Acs a tornare sui suoi passi.

Pericolo scampato per i metalmeccanici che hanno ringraziano la Rsu della Isringhausen e tutti i lavoratori della Isri per aver sostenuto la loro battaglia, anche se il traguardo raggiunto non basta a rassicurarli.

E’per questo che Uilm, divisione metalmeccanici della Uil, si dice pronta a protestare lunedì 27 giugno alle ore 9.30 davanti ai cancelli della Isringhausen di Atessa contro lo sfruttamento dei lavoratori e la delocalizzazione del lavoro.

«Il lavoro c’è ed è in Val di Sangro, le produzioni crescenti di Sevel lo dimostrano», sentenzia Nicola Manzi segretario provinciale Uilm, «ma nuovamente si chiedono sacrifici ai lavoratori e alle loro famiglie che, scampati per la seconda volta al licenziamento, continueranno a vivere nell’incertezza del lavoro e del futuro. Non riescono a capire che la Sevel è l’unico stabilimento Fiat in Italia che assume e lavora a pieno ritmo con turni straordinari aggiuntivi, con una produzione per il 2011 che supererà ampiamente i 215.000 furgoni previsti. Sottrarre e portare via le produzioni per la Sevel affidate alle aziende di Val di Sangro, sarebbe disastroso».

Perché il rischio che la chiusura della Sevel possa spingere gli stabilimenti delle aree industriali di Vasto, San Salvo, Gissi, Val di Sangro e Chieti Scalo a fare lo stesso, è alto.

«Diamo una risposta a tutte le aziende che come l’Acs vorranno rubare il lavoro e portarlo altrove. Dobbiamo dire basta agli imprenditori furbetti, bisogna fare chiarezza, dare certezze ai lavoratori e al futuro della Val di Sangro», esorta il sindacato.

 24/06/2011 14.36