Crisi economica, per Banca d'Italia «in Abruzzo segnali di ripresa»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ci sono luci e ombre, ma complessivamente l'economia regionale ha mostrato segnali di ripresa.

L'AQUILA. Ci sono luci e ombre, ma complessivamente l'economia regionale ha mostrato segnali di ripresa.

Così il direttore della filiale dell'Aquila della Banca d'Italia, Luigi Bettoni, ha presentato il Rapporto sull'economia abruzzese relativo al 2010. Si tratta di uno strumento che annualmente "la Banca d'Italia mette a disposizione delle istituzioni, del mondo accademico e di quello economico, in tal modo l'istituto con i risultati dell'attività di ricerca a livello locale intende contribuire ad accrescere la conoscenza delle dinamiche di sviluppo del sistema economico regionale.

Bettoni ha spiegato che la ripresa non è uniforme ed ha premiato soprattutto le imprese che hanno guardato lontano e che «più che concentrarsi sul contenimento dei costi sono riuscite ad innovarsi sviluppando tecnologie».

Un dato positivo è collegato alla crescita dell'export che é aumentato del 18,8% che è trainante soprattutto nel settore dei mezzi di trasporto che ha determinato quasi l'80% dell'incremento complessivo della produzione.

Il valore delle esportazioni nel 2010 non ha compensato la flessione del 30% fatta registrare nell'anno precedente.

«Il fatturato e la produzione delle imprese industriali - spiega ancora Bettoni - sono tornate a crescere grazie al contributo delle esportazioni e al miglioramento della domanda interna. L'espansione non si è estesa a tutte le imprese e i comparti produttivi. Le grandi aziende e i settori tecnologicamente più avanzate hanno mostrato una migliore capacità di recupero. Le piccole e medie imprese, in particolare quelle operanti nel 'made in Italy', hanno continuato a risentire degli effetti della recessione. L'analisi dei bilanci aziendali conferma come a seguito della crisi vi sia avuto un aumento della dispersione dei risultati economici delle imprese».

A livello provinciale c'é una ripresa da parte del chietino per quanto riguarda il trasporto su gomma, nell'aquilano dovuto alla ricostruzione mentre Pescara e Teramo sono stabili.

Anche in Abruzzo, come nel resto del Paese, la crisi economica ha colpito con maggiore intensità i giovani. Tra le persone di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, il tasso di disoccupazione si è attestato nel 2010 al 29,5% (nel 2008 era pari a circa il 20%).

Appare ugualmente in aumento la tendenza dei giovani a non partecipare attivamente al mercato del lavoro, pur non essendo impagnati negli studi o in altre attività di formazione. Nel corso del 2010 i finanziamenti erogati dalle banche hanno ripreso a crescere.

Alla fine dell'anno l'incremento dei prestiti alla clientela residente in Abruzzo è stato pari all'1,1% (-0,5% nel 2009). La crescita si è rafforzata nei primi mesi del 2011 (1,9% a marzo).

Nel 2010 il credito alle famiglie consumatrici è cresciuto del 4,6%. In particolare, si è avuta una ripresa dei prestiti per l'acquisto di abitazioni, aumentati del 6,3%.

La debolezza della domanda e degli investimenti ha invece frenato l'aumento del credito alle imprese, in particolare a quelle di maggiore dimensione.

La recessione ha inciso in maniera accentuata sulla capacità di rimborso dei prestiti delle imprese, in particolare di quelle che presentavano una struttura finanziaria meno equilibrata prima della crisi. Nel 2010 è aumentato il flusso delle nuove sofferenze bancarie in rapporto ai prestiti al settore produttivo (dal 2,9 al 4,4%; 2,5% in Italia) ed è aumentata la frequenza con cui le posizioni creditizie transitano verso stati di deterioramento progressivamente più gravi. 

17/06/2011 14.22