Chieti regina dell'export in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Chieti regina dell'export in Abruzzo
CHIETI. La provincia di Chieti vanta il primato dell’export regionale, nel 2010 ne rappresenta il 65,6%, superando di gran lunga le altre province abruzzesi.

I dati li ha forniti il presidente di Confindustria Paolo Primavera ieri pomeriggio in occasione dell' assemblea generale. Ospite dell'evento il vice presidente di Confindustria con delega al Mezzogiorno Cristiana Coppola.

Sul dato del'export la più alta incidenza è quella del comparto automotive che ha registrato una crescita rispetto al 2009 del 49%. Dall’analisi sulla composizione delle esportazioni made in Chieti emerge con prepotenza il ruolo del settore mezzi di trasporto (53%), seguito da Meccanica ed elettronica 16%, Gomma e plastica 12%, Alimentare e Sistema moda che si attestano entrambi al 6%.

«Parliamo di 4 miliardi di euro su un totale di 6 miliardi e 200 milioni di esportazioni regionali», ha spiegato Primavera: «ciò significa che la strada per la competitività della nostra economia è già tracciata e trova le sue radici nella vocazione all’export. Ora occorre lavorare perché l’internazionalizzazione non sia solo l’arena delle Grandi aziende, ma sia anche la scelta vincente delle nostre Pmi. Ancora troppe piccole aziende affrontano il mercato estero in maniera timida, disaggregata e scomposta».

Per il presidente Primavera servono «più consapevolezza, maggiore coordinamento e nuove sinergie»

Al 31 dicembre 2010 dai dati del Registro Imprese risulta che il tessuto imprenditoriale provinciale è composto da 47mila e 600 imprese con un’incidenza di oltre il 30% sul totale regionale. «Abbiamo registrato un incremento positivo del 4,6% delle società di capitali e un decremento dell’1% delle ditte individuali», ha illustrato Primavera, «segno del passaggio in atto verso forme d’impresa più complesse, solide e radicate nel territorio. In termini di produzione di ricchezza il Valore Aggiunto della nostra provincia è pari a 7.282 milioni di euro, quasi il 30% del totale regionale».

Il Pil pro capite è più alto del dato regionale, distante dal riferimento del Mezzogiorno, «ma decisamente sottodimensionato rispetto al Centro e al Nord Italia», ha detto ancora Primavera.

«La battuta d’arresto subita dal PIL provinciale è certamente connessa alla crisi nazionale e all’aumento della disoccupazione che si attesta intorno al 10%, quasi 1 punto e mezzo più alto della media abruzzese (8,8%) e della media Italia (8,4%). Adesso è necessario impostare e realizzare azioni in grado di costruire la fiducia del futuro».

Alle 21 il giudice Giuseppe Ajala ha partecipato ad un incontro presso il Teatro Marrucino.

16/06/2011 18.14