Turismo balneare, «aprire subito la trattativa con l’Ue»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Al forum dei balneatori Cna politica e imprese concordi nell’avviare la discussione con Bruxelles.

Le imprese turistiche ricettive balneari hanno creato in Italia un modello pressoché unico, ma oggi è in gioco la loro stessa sopravvivenza.

Lo ha detto il responsabile nazionale di Cna Balneatori, Cristiano Tomei, aprendo nel pomeriggio a Montesilvano i lavori del forum cui hanno preso parte titolari di imprese e rappresentanti istituzionali, per discutere sul futuro delle imprese titolari delle concessioni demaniali marittime.

Nodo del contendere, la questione del rinnovo delle concessioni, passate dal vecchio “regime” del rinnovo automatico al meccanismo della gara, secondo quanto previsto dalla cosiddetta “direttiva Bolkestein”, imposta al settore all’indomani dell’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia: una normativa che tiene con il fiato sospeso qualcosa come 28mila concessionari, le cui piccole aziende insistono su circa 7mila 500 chilometri di costa, dando lavoro a 300mila persone.
«In alcune zone italiane, e l’Abruzzo è tra queste – ha affermato Tomei – le attività turistico-ricreative legate alla balneazione hanno raggiunto un livello tale di qualità da aver costituito una sorta di vero e proprio distretto produttivo. Questa peculiarità deve essere salvaguardata, mentre al contrario si avanza un modello che potrebbe scrivere la parola “fine” a tutto questo.  E a venirci incontro deve essere quella stessa Unione europea che pure ha approvato lo “Small Business Act”, per favorire il protagonismo delle piccole imprese». 
Dunque, ha concluso, «occorre agire in sede comunitaria per far sì che le imprese turistiche siano escluse dalla Bolkestein, in ragione della peculiarità dell’attività delle imprese che svolgono attività turistico-ricreative, in modo da salvaguardare le imprese che svolgono questa attività. Ragioni che il recente decreto sullo sviluppo varato dal governo non difende a sufficienza, visto che dalla prima previsione di 90 anni per le concessioni demaniali si è passati nella versione definitiva a 20, senza dimenticare la frantumazione delle attuali concessioni, tra titolari degli arenili e delle strutture». 1.segue

APRIRE TAVOLO CON UE

E sono stati tutti concordi, i partecipanti al forum sul turismo balneare, nell’aprire al più presto la trattativa con l’Unione europea per chiedere l’esclusione delle imprese turistiche dalle previsioni della “direttiva Bolkestein”, ma soprattutto per tutelare investimenti e professionalità delle imprese del settore.

Secondo il responsabile nazionale per il turismo dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni, Antonio Centi, occorre valorizzare peculiarità che non sono soltanto materiali: «Lo stile di vita italiano attrae per la sua originalità, ed il sistema balneare italiano è forse una delle componenti più significative, e questa originalità va salvaguardata». A detta del parlamentare del Pd, Massimo Vannucci, occorre seguire fino in fondo il tentativo di revisionare le disposizioni della Bolkestein, «perché ce ne sono le condizioni, e oltretutto una mozione unitaria votata all’unanimità dal Senato ha mostrato una precisa volontà politica in questa direzione».

Fautrice della trattativa, entrata in un momento particolarmente delicato, anche l’avvocato Cristina Pozzi, docente di Diritto comunitario all’università di Parma: «Con la Commissione europea occorre trattare, anche perché nel recente passato deroghe sono state concesse. Ma certo le scelte del governo contenute nel decreto Sviluppo non hanno aiutato a rasserenare il clima».
Per Mauro Di Dalmazio, assessore regionale al Turismo e coordinatore nazionale per il settore delle Regioni italiane, «il fatto positivo è che ci sia una mobilitazione diffusa e unitaria di istituzioni, imprese, forze politiche. Lo stesso governo, anche se in modo contraddittorio, ha mostrato di volersi misurare con il problema, presto lo stesso tavolo Stato-Regioni tornerà ad affrontare il caso, ma il limite è stato quello di ignorare l’opinione dell’Ue, non si può pensare di regolare solo in casa nostra questo tema, si rischia di finire in una bolla di sapone: dobbiamo però sapere che la trattativa per l’esclusione dalla “direttiva Bolkestein” delle imprese turistiche è difficilissima, ma le Regioni comunque sono pienamente disponibili a fare la loro parte».

07/06/2011 13.43