A Teramo uno sportello per conciliare impegni di lavoro e famiglia

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L’iniziativa è dell’Assessorato al Lavoro e della Consigliera di parità.

Le difficoltà a conciliare impegni quotidiani e lavoro crescono ogni giorno, sia per le donne sia per gli uomini. Le esigenze dei figli, la presenza di anziani da accudire, i tempi dei trasporti e della

mobilità urbana, gli orari dei servizi non sempre compatibili con quelli del lavoro: tutto questo determina problemi che incidono non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sull’organizzazione delle imprese.

È questa la ragione che ha spinto l’Assessorato al Lavoro e alla Formazione professionale e la Consiglierà di Parità della Provincia ad attivare uno sportello per la conciliazione lavoro- famiglia, tramite il quale si può avanzare richiesta anche per l’accesso al Fondo nazionale per le politiche di conciliazione (legge 53 del 2000).

Si tratta di misure a fondo perduto a sostegno delle aziende per promuovere ed incentivare forme di flessibilità dell’orario di lavoro a vantaggio della lavoratrice madre o del lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, ovvero quando abbiano in affidamento o in adozione un minore con priorità per i genitori che abbiano bambini fino a 12 anni di età o fino a 15 anni.

Il via al progetto è stato dato nelle scorse settimane, con la firma del relativo protocollo d’intesa tra Provincia, associazioni datoriali e sindacati. Lo sportello è stato invece attivato nei giorni scorsi all’interno dei Centri per l’impiego e si rivolge a responsabili aziendali del personale e della formazione, associazioni di categoria, rappresentanti sindacali, ordini professionali, consulenti del lavoro e commercialisti, imprenditori e lavoratori autonomi. Lo scopo è quello di sostenere l’ideazione e la progettazione di interventi a sostegno della conciliazione.

«Il nostro obiettivo – spiega l’assessore al Lavoro, alla Formazione professionale e alle Pari opportunità, Eva Guardiani - è quello di offrire uno strumento in più ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno problemi a rendere compatibili i loro impegni professionali con le esigenze familiari. Una situazione che, spesso, rende il clima lavorativo meno sereno e motivato».

«Per le imprese affrontare i temi della conciliazione può essere un vantaggio, anche in termini di minori costi e maggiore produttività – dichiara la Consigliera di parità, Germana Goderecci –

proprio perché, per effetto del benessere organizzativo, si lavora meglio. Quest’iniziativa tende dunque a promuovere l’utilità della conciliazione nell’interesse non solo di chi lavora ma anche delle aziende».

I destinatari degli interventi possono essere aziende private, aziende sanitarie locali, lavoratori autonomi e liberi professionisti che presentino un progetto di intervento sottoscritto da accordo sindacale o, laddove non è presente il sindacato, dall’Ufficio della Consigliera di Parità.

È prevista la copertura fino al 100% delle spese sostenute dal proponente per attivare innovazioni organizzative e/o strutturali. Il progetto, redatto su apposito formulario, va inviato insieme all’accordo aziendale al Dipartimento Politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Le scadenze annuali per la presentazione sono tre: 10 febbraio, 10 giugno, 10 ottobre.

06/06/2011 11.27