E’ nato il Polo di innovazione sociale e dell’economia civile

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un’economia basata «sul profitto e sul rispetto etico, sulle uso delle risorse e sul rispetto etico delle stesse».

 Questa l’idea alla base del progetto del “Polo di innovazione sociale e dell’economia civile” presentato a Pescara, presso la sala Camplone della Camera di Commercio.

Ad aprire i lavori è stato Giampiero Ledda, presidente di Irene (Innovative & Responsible Economy Network) la società che si occuperà della gestione del progetto.

Nato dalla collaborazione  tra quattro associazioni di categoria abruzzesi, Confcooperative Abruzzo, Compagnia delle Opere Abruzzo Molise, Legacoop Abruzzo e Casartigiani Teramo, «il progetto mira a promuovere in rete le attività, le iniziative ed i servizi di imprese ed aziende del settore profit e no profit, unite dall’idea secondo cui lo sviluppo, il progresso e la tecnologia sono possibili senza dover per forza sacrificare il profitto».

 In poche parole: ci può essere sviluppo ma con responsabilità (il cosiddetto concetto di sviluppo sostenibile).

2.600.000 euro l’importo stanziato in cinque anni per finanziare il progetto, 196 i soci che hanno aderito alla consortile IRENE che comprende cooperative, imprese del non profit e in responsabilità sociale, università ed enti ricerca, fondazioni, istituti bancari e strutture di garanzia, centri servizi per il volontariato, associazioni oltre a società nazionali di servizi specializzate nel campo dell’economia civile.

Tra i soci ci sono l’Aiccon, associazione italiana per la promozione della cultura della cooperazione, la Federazione delle Banche di Credito cooperativo, il Confidi Intercredit, la Fondazione Caritas, Banca Etica, l’associazione di consumatori Arco, l’associazione Isnet per la ricerca nel sociale l’università telematica “Leonardo Da Vinci”,  l’Osservatorio sull’economia civile della Camera di Commercio di Torino, Confcooperative Torino e il consorzio Kairos.

Tra le università abruzzesi tre sono quelle che hanno aderito al progetto. Tra esse l’ateneo di Teramo e singoli dipartimenti e ricercatori delle università di Chieti-Pescara e L’Aquila. A queste si aggiungono altre università ed enti di ricerca extra regionali ed internazionali.  

E a chi si chiede se il progetto abbia possibilità di successo rispondono alcuni rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato all’evento.

«Ci sono già i primi risultati di questa rete di imprese tra profit e no profit››, ha commentato Gianfranco Mancini, vicepresidente della Casartigiani Teramo «all'interno della legge regionale sul credito siamo riusciti a far inserire anche le imprese cooperative e no-profit e sappiamo quanto questo sia importante per loro».

E gli fa eco Ferdinando Di Fabrizio, presidente Legacoop Abruzzo «questa non è la prima iniziativa di rete che sperimentiamo visto che da poco a livello nazionale abbiamo siglato l'alleanza tra le tre centrali cooperative, questa messa in campo in Abruzzo ne è una ulteriore dimostrazione».

m.b.  21/05/2011 10.55