Piccole imprese Abruzzo, primo trimestre con il segno "meno"

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Il centro studi della Cna: le flessioni peggiori a Chieti e nelle costruzioni, finito l'effetto-sisma.

Scende in modo allarmante il numero delle imprese artigiane abruzzesi, con punte allarmanti nel settore delle costruzioni e in provincia di Chieti; tutto, mentre si esaurisce definitivamente quell’”effetto-sisma” che aveva contraddistinto il territorio aquilano dopo la tragedia del 6 aprile 2009. Lo rileva l’analisi condotta dal centro studi della Cna abruzzese, che ha analizzato i dati forniti da Infocamere, il sistema informatico delle Camere di commercio italiane, relativi al primo trimestre del 2011.

Secondo l’analisi condotta dal responsabile del Centro studi, Aldo Ronci, e presentata questa mattina a Pescara nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del presidente e del direttore, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo, «dopo il soddisfacente risultato conseguito nel 2010, le imprese artigiane abruzzesi, con una

flessione di 335 unità, sono tornate a registrare un risultato allarmante a livello di quelli del 2008 e del 2009. In termini percentuali, hanno subito una diminuzione pari a -0,92%, valore superiore al -0,78% nazionale. Numeri negativi sottolineati dal fatto che, al contrario, le imprese non artigiane hanno realizzato addirittura un incremento pari a 157 unità».

Per le imprese artigiane le perdite più significative, tra i vari comparti – tutti comunque con il segno negativo nel confronto con il 2010- si sono registrate nel settore delle costruzioni (-114 unità), nelle attività di produzione di beni (-106), nei servizi (-60). Al generale quadro negativo non sfugge neanche l’articolazione nelle quattro province: mentre nel primo trimestre del 2010 due province L’Aquila (+35) e Pescara (+8) avevano conseguito risultati positivi, dodici mesi dopo il quadro è tutto negativo. Nessuna provincia, infatti, sfugge al decremento, con Teramo a -48, Pescara a -67, L’Aquila a -83 e Chieti a -137.

Proprio l’andamento della provincia tradizionalmente a più alto tasso di sviluppo delle attività produttive della regione, Chieti, conferma la difficoltà che attraversa l’intero settore della piccola impresa, visto che è proprio lì che si registrano i decrementi più significativi, con una punta nel settore della produzione di 53 unità. Andamento negativo che fa il paio con quello delle costruzioni (-36) e del servizi (-26).

Da un caso all’altro, da Chieti all’Aquila. Secondo l’analisi del centro studi della Cna, si conferma la fine di quell’”effetto sisma” sulle piccole imprese locali che aveva invece contraddistinto il primo trimestre del 2010, con un aumento di 65 imprese: aumento svanito nei primi tre mesi del 2011, con un decremento di 37 unità.

12/05/2011 16.47