Consumi, Codacons:«gli italiani mangiano meno ma prezzi salgono»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. «I dati resi noti ieri dall'Ismea sono passati sotto silenzio. Eppure si tratta di dati drammatici che dimostrano la crisi che il Paese sta attraversando e la necessita' che il Governo intervenga con misure di liberalizzazione nel settore del commercio».

 Lo sottolinea il Codacons, ricordando che «secondo l'Ismea nel primo trimestre 2011 gli acquisti alimentari delle famiglie italiane sono crollati in termini quantitativi del 3,6% su base annua, con punte addirittura dell'8,7% per frutta e agrumi e del 7,5% per i prodotti ittici. In pratica gli italiani non solo, per via della crisi, hanno ridotto gli sprechi e cambiato le abitudini alimentari, acquistando prodotti meno pregiati, ma ormai mangiano letteralmente meno, visto che il crollo e' consistente e generalizzato e riguarda anche alimenti convenienti come il pollame (-1,9%)».

Inoltre, «nonostante il crollo della domanda ed in barba alle regole di mercato, i prezzi sono continuati imperterriti a salire, sempre secondo l'Ismea, del 3,1%. La mancata flessione dei prezzi dipende da un mercato poco concorrenziale, con una filiera troppo lunga, bloccato da regole stataliste che ostacolano, ad esempio, la vendita diretta agricoltore-consumatore».

 Per questo il Codacons rinnova la richiesta al Governo «di invertire la rotta e introdurre misure a costo zero, come la possibilita' di aprire i negozi 24 ore su 24 e per 365 giorni all'anno, saldi liberi, vendite sottocosto libere, doppio prezzo (misura sufficiente a contrastare speculazioni sui prezzi)».

10/05/2011 13.33