Imprese: «in Abruzzo rapporto patologico con le istituzioni»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Per il vice presidente Alfredo Castiglione la crisi «esige scelteimportanti»

In Abruzzo «si è vissuto un patologico rapporto con le Istituioni, dove la tutela di un proprio diritto si trasformava in una richiesta di favore al politico di turno. Un Abruzzo diviso quasi militarmentr tra vari potentati».

Lo ha affermato il vicepresidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, intervenendo a Paglieta al convegno sul riordino delle funzioni in materia di aree produttive.

«In passato - ha proseguito il vicepresidnte - si è esaltato il campanilismo, il localismo, questa legge, invece, va inquadrata in un disegno ampio ed organico di politica industriale regionale, nell'ottica di una visione globale. Oggi, una crisi senza precedenti esige da noi scelte importanti che devono avere l'Abruzzo come obiettivo».

Continuando il suo intervento, Castiglione ha evidenziato che la «Regione ha un ruolo programmatico, le province pianificatore ed i comuni esecutivi. Abbiamo bisogno di un territorio competivitivo, che semplifichi al massimo gli insediamenti industriali, nel rispetto dei vincoli e delle norme e che chiarisca ruoli e poteri decisionali. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare vecchi schemi e ricordare che ci troviamo in una fase di transizione, con un modello di sviluppo che deve trovarsi all'interno della Unione Europea e del Governo Centrale. La competitività non si misura con il denaro, con i capannoni, con i macchinari ma con l'economia della conoscenza, che si ottiene rivedendo la politica economica industriale regionale trascorsa».

In questo contesto si inserisce «il ruolo dei poli di innovazione, delle reti di impresa, dei Fas. Siamo tra le poche Regioni ad aver accelerato su questo e siamo in grado di offrire delle opportunità e delle occasioni per una forte penetrazione ed un forte potere contrattuale. Il territorio va riequilibrato anche in termini di equità industriale e, se abbiamo ben presente la situazione, possiamo farlo. Importanti quindi le capacità che gli attori del sistema sapranno dimostrare: i tempi sono legati a fattori endogeni ed esogeni. La riforma dei Consorzi Industriali si inserisce in uno scenario dove c'è necessità di norme certe e concrete, di meno burocrazia e più velocità di esecuzione. Dobbiamo riacquistare la fiducia e la credibilità nei confronti del sistema economico. Le imprese, attraverso la consulta, definiscono con l'Ente Pubblico i servizi da erogare, le caratteristiche e le modalità».

09/05/2011 17.50