Bcc sfiora un utile di 500 mila euro

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CAPPELLE SUL TAVO. Cifre positive sono uscite dall'assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo Abruzzese di Cappelle sul Tavo.

Nel corso dell'incontro si è discusso del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2010 che ha fatto segnare per l'istituto di credito, un risultato di esercizio che ha sfiorato i 500 mila euro. Inoltre si è registrata una crescita della base sociale con 106 nuovi soci.

A questo dato vanno aggiunti anche un incremento della raccolta diretta ha raggiunto la consistenza di 293 milioni di euro, in crescita del 2,4% rispetto al 2009, mentre gli impieghi v/clientela sono cresciuti del 4%, attestandosi sui 230 milioni di euro. Il risultato di esercizio, consistente in un utile netto di € 421 mila, testimonia la decisa ripresa di redditività. Tale risultato, frutto di una crescita del margine di intermediazione del 17%, sconta anche gli effetti di una politica molto rigorosa nella valutazione dei crediti, in linea con quanto accaduto a livello di sistema bancario nazionale.

Per quanto concerne l’aspetto patrimoniale, il Patrimonio di Vigilanza, che rappresenta il principale parametro cui deve sintonizzarsi la capacità di sviluppo dell’attività creditizia, ha raggiunto la consistenza di € 31,3 milioni, in crescita dell’1,5% rispetto al 2009.

Nel rispetto del principio di mutualità, la Bcc ha aderito a tutte le iniziative pubbliche finalizzate alla ristrutturazione ed alla concessione di moratorie nel rimborso  di prestiti a medio-lungo termine esistenti in capo alla Banca. Le prime delibere del “progetto microcredito” hanno confermato la massima sensibilità solidaristica della banca, in quanto impegnata ad attenuare gli effetti sociali della crisi aiutando con micro-interventi creditizi gli individui e le famiglie in condizione temporanea di bisogno.

«Al di là dei risultati conseguiti, va sottolineato come si sia giunti a una svolta epocale – ha dichiarato al termine dell'assemblea il presidente Michele Borgia – perché non ci sono più mandati perpetui per gli amministratori, che devono contenere il credito entro limiti ben precisi. Per quanto riguarda l'organizzazione interna, va rimarcato il ruolo svolto dalla Consulta dei Soci che ci mantiene legati al territorio come presidi di ascolto costante delle esigenze della nostra clientela»

 02/05/2011 8.34