La Cgil contro la gestione del personale di Edison spa a Bussi

Alessandro Biancardi

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BUSSI. La FILCTEM-CGIL di Pescara ha avuto un incontro, a Bussi Officine, con la Edison.

Tale riunione è stata propedeutica all'informativa in merito allo stato di avanzamento dei lavori di revamping che la Edison sta effettuando a Bussi. Sono state illustrate le opere svolte e soprattutto la nuova organizzazione del lavoro in funzione delle modifiche apportate. In quella stessa riunione è venuto fuori che a breve ci sarebbero stati circa tre/quattro pensionamenti.

La Cgil ha dunque chiesto come l’azienda avrebbe ripristinato il numero del personale fuoriuscito per messa a riposo anticipato e la Edison ha comunicato che sarebbero state rimpiazzate con lo spostamento di altro personale oggi in forza in altri stabilimenti.

Nessun nuovo posto di lavoro dunque.

«Questa è una decisione per noi inaccettabile», contesta il sindacato con Domenico Ronca, «la Edison spa non può riservare questo trattamento al paese che la ospita. Infatti tale colosso dell'energia in questi anni ha realizzato proficui guadagni grazie allo sfruttamento dei beni autoctoni come le acque del fiume Tirino togliendo risorse idriche alla comunità locale colpita da una profonda crisi occupazionale causata dalla Solvay prima e dalla Degassa-Medavox poi con una perdita di posti di lavoro, dal 2003 ad oggi, di oltre 400 unità che per un territorio come quello di Bussi Sul Tirino pesano come un macigno, senza dimenticare la discarica rinvenuta nel 2007, ed in ultimo il sisma del 9 aprile 2009 che ha colpito pesantemente la popolazione di questo paese tant'è che è uno dei Comuni all'interno del cratere».

Secondo la Cgil il territorio di Bussi «non può continuare a subire questi comportamenti irriguardevoli per l'occupazione senza che chi ha sfruttato e continua a sfruttare le sue risorse naturali non si cura della terribile situazione occupazionale che sta attraversando il comune che la ospita: Bussi Sul Tirino».

«No questo non si può accettare», conclude la Filctem con Giovanni D’Addario, «la EDISON deve farsi carico del problema visto che sta realizzando notevoli guadagni, ha l'obbligo morale e sociale di ricollocare prioritariamente personale locale per attenuare le difficoltà occupazionali che ci sono. Non accetteremo nessun' altra soluzione che quella citata, le ricchezze prodotte se non redistribuite nel momento del bisogno si trasformano in egoismo e avidità produttiva, noi contrasteremo con tutte le nostre forze questa decisione invitando le istituzioni a fare altrettanto, per dire definitivamente basta a questo comportamento nei confronti di un territorio che ha dato tanto a tutti ed ha ricevuto in cambio solo inquinamento che ha prodotto solo dolori per le famiglie dei lavoratori di questo sito».

30/04/2011 11.39