MOTORI E VELENI

Fca, per Le Monde in arrivo maxi-multa in Francia

Ma gruppo replica, «su diesel accuse infondate, abbiamo chiarito»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

137

Fca, per Le Monde in arrivo maxi-multa in Francia

 

 

TORINO.  Fca rischia una maxi multa fino a 9,62 miliardi di euro in Francia nell'ambito dell'inchiesta sul dieselgate. E' il quotidiano francese Le Monde a ritornare sulla vicenda, sulla base del verbale d'infrazione redatto dalla Direzione generale della concorrenza, consumo e repressione delle frodi (Dgccrf) trasmesso nel marzo scorso all'autorità giudiziaria.

La multa sarebbe ancora più alta di quella da 5 miliardi, che incombe sul gruppo francese Psa.

«Accuse prive di fondamenta», ribatte Fca che «deplora il fatto che informazioni legate all'indagine siano rese pubbliche anche prima che Fca abbia la possibilità di accedere al dossier e si riserva tutte le azioni per tutelare i propri diritti».

Il gruppo ricorda di «avere già fornito dimostrazione dettagliata» alle autorità francesi e che «i risultati di alcuni test condotti non corrispondono a quelli degli esami fatti non solo da Fca ma anche dal ministero italiano dei Trasporti».

A Piazza Affari il titolo chiude in calo dello 0,9%. Secondo Le Monde, «Fca è sospettata, come Peugeot, Renault e Volkswagen, di avere truccato i motori di alcuni modelli diesel per rispettare i test di omologazione nascondendo i veri livelli di emissione di ossido d'azoto».

Fra i veicoli coinvolti, ci sarebbero la Jeep Cherokee e la Fiat 500X.

«A differenza dei concorrenti, Fca - scrive Le Monde - è nel mirino di un'inchiesta per 'ostacolo alle funzioni di un agente abilitato alla constatazione delle infrazioni al codice del consumo'».

Fca replica «di non essere stata accusata di niente in questa materia e ribadisce che, sebbene non informata dei fatti riportati, sta cooperando con l'Autorità giudiziaria francese».

Gli inquirenti, si legge nei verbali acquisiti da Le Monde, «hanno acquisito la convinzione che la società abbia messo a punto un software in grado di far funzionare gli strumenti in modo efficace soltanto o comunque soprattutto durante i test di omologazione».

Un «procedimento fraudolento» che può essere stato realizzato «soltanto in modo volontario» e fa parte «della strategia d'impresa da diversi anni». Anche in questo caso la replica di Fca è dettagliata e sottolinea «le sue ampie riserve riguardo a test condotti su un unico veicolo campione e secondo metodologie di controlli non previste dalle attuali leggi».

Fca è «fiduciosa che la questione verrà chiarita a tempo debito».