Provincia di Chieti maglia nera per l’occupazione nel 2010

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CHIETI. Confartigianato chiede di riportare le piccole imprese al centro dello sviluppo.

Un tasso di disoccupazione generale del 10,1%, ovvero di quasi due punti percentuale in più del dato nazionale fermo all’8,4%. La Provincia di Chieti si è lasciata alle spalle un anno nero per il lavoro. Questo dicono i dati Istat elaborati dal Centro Studi di Confartigianato Chieti. L’associazione di categoria lancia l’allarme rosso. «Bisogna riportare le micro e piccole imprese che rappresentato più del 95% delle aziende censite in Provincia- afferma Daniele Giangiulli, direttore provinciale Confartigianato Chieti- al centro di un progetto di sviluppo nuovo in grado di valorizzare, soprattutto, i giovani e le donne».

 Le categorie, al contrario, più penalizzate nel 2010 dalla congiuntura negativa del lavoro in provincia di Chieti. Le cause vanno ricercate, in particolare, nelle difficoltà incontrate dai colossi industriali della Val di Sangro che si sono riversate sull’intero tessuto economico teatino toccando i settori dei trasporti e dei servizi in genere. Eloquenti i dati resi noti da Confartigianato.

«Nel 2010 -spiega Simona Di Silvestre, responsabile Centro Studi Confartigianato- i valori medi nazionali registrano un tasso di disoccupazione totale pari all’8,4%, una disoccupazione giovanile del 27,8% e una femminile del 9,7%. In provincia di Chieti, invece, il tasso di disoccupazione generale si è attestato al 10,1%, quello giovanile al 30,2% mentre la disoccupazione delle donne è stata pari al 14,8%».

 Una debacle evidente acuita da altri dati che devono far riflettere. «Tra il 2008 e il 2010- aggiunge Di Silvestre- in molte province il tasso di occupazione è calato di due punti e mezzo. A Chieti il calo è stato pari a 3,6 punti tanto da classificare la provincia teatina tra le ultime dieci d’Italia».

 Preoccupa, poi, il tasso di inattività registrato. Ovvero la percentuale di coloro che neanche cercano più il lavoro. Il tasso di inattività nazionale nel 2010 è stato del 51,6%, quello giovanile del 71,6%. Nella provincia di Chieti il dato generale si è fermato al 55% mentre quello giovanile ha raggiunto la soglia ragguardevole del 77,7%. Il primo scorcio del 2011 fa segnare una piccola inversione di rotta con un +0,1% per l’occupazione ed una discesa dei disoccupati del 2% rispetto a gennaio.

Per Confartigianato urge, comunque, voltare subito pagina. Un appello, in tal senso, viene rivolto alla Provincia. «E’ stato istituito un tavolo di concertazione sull’economia di cui si sono perse le tracce. E’ necessario tornare a concertare il rilancio del nostro territorio- riprende Giangiulli- facilitando in primis l’accesso al credito delle piccole e micro imprese. D’ora in avanti non accetteremo altri ritardi».

16/04/2011 11.17